Disastri all’italiana

Pubblichiamo un’articolo del movimento giovanile vicentino della Lega Nord. Spunto utile per rendersi conto del fatto che l’unità d’Italia è un progetto che, se si vuole perseguire, va ben oltre qualche festeggiamento e qualche bel discorsetto strappalacrime… non può prescindere da un vero sentimento di solidarietà nazionale… che ancora oggi non c’è. L’Italia è unita solo quando ci sono undici ometti in calzoncini e maglietta azzurra che sculettano dietro ad un pallone; o quando c’è da fare gossip su una ragazzina uccisa/violentata da qualche parente. Prima ce ne rendiamo conto, meglio è.

Vicenza, capoluogo di un’area la cui economia è tra le più forti d’Italia, è in ginocchio, sommersa da 1 metro d’acqua. Vi sono stati, purtroppo, 3 morti a causa di negligenze di chi avrebbe dovuto prevedere la possibilità di un evento eccezionale e adottare delle contromisure. Qualcuno dovrà pagare per ciò.

Fortunatamente il presidente Zaia, il senatore Filippi, nonché molti altri politici vicentini e non sono già all’opera per fare in modo che arrivino fondi a sostegno degli alluvionati e per fare in modo che la ricostruzione e le operazioni di pulizia delle case, sommerse dall’acqua, siano quanto più veloci possibile.

Mentre in Veneto, regione che assieme alla Lombardia, produce più del 30% del PIL italiano, si contano i danni e la popolazione coraggiosamente e in silenzio si rimbocca le maniche, i giornali italiani non hanno nulla di meglio da fare che parlare delle escort del premier, di Morandi che vuole cantare “Bella Ciao” e “Giovinezza” a San Remo, del nuovo segretario della CGIL, di Fini con i suoi amichetti parlamentari che giocano a vedere quanto possono tirare la corda del governo prima che si spezzi e del labiale di Berlusconi con Fini. In tutto ciò il Veneto, le Marche, che anche loro devono piangere purtroppo 3 morti, e le zone alluvionate trovano uno spazio misero.

6 morti per piogge eccezionali e l’Italia parla di escort. Milioni di euro di danni ancora da quantificare e l’Italia parla di Ruby piuttosto che dell’altra escort che va con Brunetta. Non ci sono parole.

Come può pensare di andare avanti uno Stato così? 150 anni di Unità, decantati con tanta pomposità, che significato hanno, se non si è in grado nemmeno di fornire un minimo di solidarietà e visibilità a popolazioni colpite da questa catastrofe? Cosa sta dando l’Italia a noi Veneti adesso? Disattenzione e totale noncuranza del problema.

Se la televisione è l’immagine riflessa sul piccolo schermo della popolazione italiana, noi veneti non abbiamo nulla da spartire con questo paese. Noi veneti, forti della nostra storia, non dobbiamo sentirci legati obbligatoriamente ad uno Stato che ci spreme quando ne ha bisogno e ci abbandona quando non gli serviamo. Noi veneti abbiamo il diritto di determinare la nostra storia futura liberamente.

FF

(fonte: http://www.mgpvicenza.org)

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