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E’ DI PIETRO A SALVARE SILVIO BERLUSCONI E D’ALEMA ASPETTA

Di Fabrizio Fratus

Il Senatur ha parlato e ha spiegato al Silvio che il governo deve andare avanti, con Fini ci si deve accordare. Non si può rompere con i finiani, anzi si deve andare avanti e rilanciare con forza l’zione di governo. Se si andasse verso la crisi non si ha la certezza sul voto e al contrario è sempre più probabile un governo tecnico. Sino ad ora è Antonio Di Pietro che non vuole l’accordo con Fini.

In sostanza, ora come ora, Di Pietro è il garante di Berlusconi, è la scialuppa di salvataggio. Se l’IDV non entra nel governo tecnico il patto tra Fini e D’Alema non può essere messo in pratica, mancano i voti necessari per la fiducia. Allo stesso tempo è confermato il fatto che se Di Pietro decidesse per un si ad un accordo con i gruppo di Fini, Futuro e Libertà diverrebbe ancora più forte nella maggioranza rendendo la vita a Silvio Berlusconi sempre più complicata.

Nel caso l’IDV si decidesse ad appoggiare un governo tecnico, con l’obiettivo di una nuova legge elettorale e qualche altro punto programmatico, la Lega sarebbe costretta a mollare il Premier e a sostenere anche lei un nuovo governo proponendo a capo del consiglio Tremonti.

Il tavolo di discussione tra finiani e leghisti, saltato qualche giorno addietro, è nuovamente attivo. La Lega ha il dovere verso i suoi elettori di portare a casa il federalismo e di non farsi fregare con una nuova legge elettorale che la ridimensionerebbe.

Carmelo Briguglio, intanto, lancia un ultimatum al Governo:

‘Il tempo e’ scaduto e non possiamo condividere la responsabilita’ politica del governo Berlusconi-Tremonti-Bossi, con il quale abbiamo poco da condividere. Alla nostra convention decideremo se restare nell’esecutivo e nella maggioranza, la parola spettera’ agli iscritti’.

Mentre Briguglio lancia il sasso Italo Bocchino annuncia il passaggio di due nuovi parlamentari nelle fila di Futuro e Libertà: Daniele Toto e Roberto Rosso.

Il Gruppo di del Presidente della Camera continua  a crescere a spese del PDL e di Silvio Berlusconi. Presto, come annunciato da Italo Bocchino e dal nostro Talebano, saranno altri parlamentari a lasciare il PDL, ormai allo sfacio, per il gruppo di Futuro e Libertà.

In conclusione la situazione è la seguente: le elezioni sono sempre piu’ lontane (date per il 2012 da più voci) e il FLI cresce e si organizza. Di Pietro è il momentaneo soccorritore involontario di Silvio Berlusconi, la Lega lotta per il federalismo e attende di sapere se deve lanciare come premier il ministro Tremonti.

Noi italiani, nel mentre, possiamo sperare che il gossip di Berlusconi ci tenga compagnia.

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