E Grillo ci rubò la moneta locale
Un pò di giorni fa proponemmo la storia della moneta complementare locale: tutti ci presero in giro, i soliti padani con le idee senza senso. Poi arrivò Grillo, stravinse le elezioni e dove piazzò i sindaci lanciò subito la storia della moneta complementare locale: tutti lo elogiarono, che idee fighe questo Grillo. La gente è proprio fessa.
Ora la gente si è accorta improvvisamente che l’opzione della moneta alternativa non è così assurda, è da tenere in considerazione. Ci voleva un comico, ma meglio tardi che mai. Peccato solo che, nella “giustezza”, Grillo l’abbia proposta in un contesto sbagliato: perchè – come ha giustamente sottolineato il vicepresidente della Lombardia Gibelli – adottarla in un ambito territoriale così limitato come un comune (vedi Parma) sarebbe poco efficace, non avrebbe senso.
La Lega pensò alla soluzione della moneta locale già molti anni fa, proponendo le leghe in alternativa alla lira. Il tutto restò tra lo scetticismo generale, anche a causa dell’inefficace campagna di comunicazione, non sviluppandosi mai in un progetto concreto. restò uno slogan incompiuto. Ora, complice la predisposizione favorevole del popolino (ammaliato dal capocomico), la rilancia, ipotizzandola su scala regionale e non comunale. Infatti, come già spiegammo su questo blog, uno degli scopi principali è la tutela della produzione locale.
Per questo motivo, riteniamo che si possa pensare addirittura ad una soluzione sovra-regionale, ripartita nelle tre aree principali della nostra penisola. Così facendo si avrebbe un’omogeneità con le tradizioni, gli usi e i consumi, dando però respiro più ampio alla moneta e quindi una maggior “appetibilità”. L’importante, in ogni caso, è che la Lega riprenda le redini della battaglia contro il sistema attuale, a partire dallo sviluppo di questa proposta.
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