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E SE FOSSE TUTTA UN’ ILLUSIONE? QUALCHE SPUNTO TRA FILOSOFIA E FISICA QUANTISTICA

La fisica quantistica ha portato a una nuova comprensione della natura della realtà, mostrando che ciò che percepiamo come “materia” non è fatto di particelle solide e onde in senso classico, ma piuttosto di entità probabilistiche che esistono in stati sovrapposti fino a che non vengono osservate. Questo apre la strada a riflessioni filosofiche profonde sulla natura della realtà e sulla nostra capacità di comprenderla. Non è un qualcosa di completamente nuovo, già Platone ne aveva presentato una sua ipotesi: Platone nel suo famoso mito della caverna, descrive una scena in cui prigionieri incatenati in una caverna vedono solo ombre proiettate su una parete, scambiando queste ombre per la realtà. Per Platone, la vera realtà è il mondo delle idee, accessibile solo attraverso la ragione, mentre ciò che percepiamo con i nostri sensi è solo un’ombra della realtà autentica. Secondo Platone, quindi, la nostra percezione sensoriale è intrinsecamente limitata e ingannevole. La realtà vera, eterna e immutabile è qualcosa che trascende l’esperienza sensoriale, ed è comprensibile solo attraverso l’intelletto. Questo concetto platonico può essere visto come un precursore dell’idea che la vita potrebbe essere un’illusione, suggerendo che ciò che percepiamo non è la vera essenza delle cose. Un altro esempio ci arriva da René Descartes noto come Cartesio che si chiede come possiamo essere sicuri che ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi non sia un’illusione. Egli immagina un genio maligno che ci inganna facendoci credere in una realtà inesistente. Anche quando sogniamo, percepiamo un mondo che ci sembra reale fino al risveglio. Questo porta Cartesio a dubitare di tutto ciò che percepisce, concludendo che l’unica cosa di cui può essere certo è il proprio pensiero: “Cogito, ergo sum” (Penso, dunque sono). Questa idea cartesiana rafforza la nozione che la nostra percezione della realtà potrebbe essere un’illusione. Secondo Cartesio, solo il fatto che stiamo pensando può essere considerato certo; tutto il resto potrebbe essere il frutto di un inganno dei nostri sensi.

La fisica quantistica è un ramo della fisica che descrive il comportamento delle particelle molto piccole, come elettroni e fotoni (le particelle di luce). Un concetto fondamentale della fisica quantistica è che le particelle come gli elettroni e i fotoni si comportano sia come particelle che come onde. Questo è noto come dualismo onda-particella e l’esempio piò essere una pallina da ping pong (particella) e una onda in una piscina (onda), che in fisica classica sono completamente diverse, ma in fisica quantistica una particella come un elettrone possono comportarsi a volte come una pallina da ping pong e a volte come un’onda in una piscina.

Il Principio di Indeterminazione di Heisenberg che spiega come sia impossibile conoscere con precisione sia la posizione che la velocità di una particella nello stesso momento. Esempio: immagina di cercare di misurare esattamente dove si trova una pallina in movimento e quanto velocemente sta andando. In fisica quantistica, se cerchi di misurare la posizione molto precisamente, la misura della velocità diventa molto incerta, e viceversa. Prima di essere osservata, una particella si trova in uno stato di sovrapposizione, il che significa che esiste in tutti i suoi possibili stati contemporaneamente. Quando la osserviamo, la particella “collassa” in uno stato definito (Pensa a una moneta che gira in aria. Finché non si ferma, non possiamo dire se è testa o croce; è in uno stato di sovrapposizione. Solo quando si ferma – viene osservata- diventa testa o croce). Per cercare di comprendere meglio va sottolineata l’importanza dell’ entanglement quantistico e cioè che due particelle possono diventare intrecciate in modo che il loro stato sia sempre collegato, indipendentemente dalla distanza che le separa come due gemelli collegati e se uno di loro indossa un cappello rosso l’altro automaticamente indossa un cappello blu, indipendentemente da quanto siano lontani l’uno dall’altro. Se cambi il colore del cappello di uno, anche il cappello dell’altro cambia istantaneamente.

 

 

La fisica quantistica suggerisce che le particelle subatomiche esistono in uno stato di probabilità fino a che non vengono osservate, momento in cui “collassano” in uno stato definito. Questo fenomeno, noto come il collasso della funzione d’onda, implica che l’osservazione gioca un ruolo cruciale nella determinazione della realtà. In altre parole, senza l’atto di osservare, non c’è una realtà definita come la percepiamo. Questa idea può essere collegata alle riflessioni di Platone e Cartesio. Se la realtà esiste solo in quanto osservata e percepita, ciò che percepiamo potrebbe essere solo una costruzione del nostro cervello. La nostra esperienza del mondo potrebbe essere un’interpretazione delle probabilità quantistiche che collassano in una realtà definita solo quando vengono osservate.

Unendo queste prospettive, possiamo sostenere che la vita, come la percepiamo, potrebbe essere un’illusione costruita dal nostro cervello. Platone ci mostra che i nostri sensi possono ingannarci e che esiste una realtà più profonda al di là delle apparenze sensoriali. Cartesio ci fa dubitare della realtà percepita, suggerendo che l’unica certezza è il nostro pensiero. La fisica quantistica introduce l’idea che la realtà stessa sia fluida e dipendente dall’osservazione. Queste riflessioni filosofiche e scientifiche ci portano a considerare che ciò che chiamiamo realtà potrebbe essere molto diverso da come lo percepiamo, forse addirittura un’illusione generata dal nostro cervello in risposta a stimoli quantistici. La vita, in questa visione, è una complessa interazione tra la nostra mente e un universo probabilistico, dove l’illusione e la realtà sono profondamente intrecciate. Realtà o finzione? Non abbiamo la possibilità di comprendere realmente il significato di realtà e comprendiamo il mondo tramite i 5 sensi (tatto, udito, olfatto, vista e gusto) che proiettano nel cervello attraverso l’emissione e la ricezione di segnali elettrici quanto ci circonda nell’ambiente circostante, è quindi il nostro cervello a generare la realtà dell’ambiente circostante come fosse programmato per generare e percepire materia.

Fabrizio Fratus 

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