ISLAM E SINISTRA: IL CORTOCIRCUITO

Da ormai anni spieghiamo che la comunità musulmana vive una situazione di cortocircuito, da una parte è sostenitrice di quasi tutte le posizioni etiche del mondo della destra come di quello conservatore e dall’altra vota a sinistra il Partito Democratico che rappresenta la negazione assoluta di tutti i valori morali dei musulmani. Le cause sono molteplici e tra queste, a nostro avviso, sono certamente l’errata narrazione su immigrati, Islam e terrorismo. Un messaggio spesso di terrorismo non veritiero, la propaganda vince sulla realtà e i musulmani sono divenuti negli ultimi 30 anni il male assoluto: dopo che nel secolo scorso sono stati sconfitti fascismo e comunismo vi era una necessità di creare un nuovo nemico. Ecco allora che dalla caduta del muro di Berlino la costruzione del nuovo male assoluto si è piano piano concretizzata tanto da provocare e giustificare diverse guerre in medio oriente. Oggi però sarebbe un bene comune tornare a fare cultura e politica. In Italia come in tutto l’ occidente vi sono due diverse visioni di società: da una parte quella laica e atea e dall’ altra una visione della vita valoriale basata sulla tradizione e sui valori delle religioni abramitiche (come ha recentemente spiegato il professore Franco Cardini).

In questi ultimi anni alcuni politici ci hanno spiegato che lo scontro era tra alto e basso, tra popolo e elite. Noi del Talebano rispondevamo che questa visione era errata, lo scontro non è tra alto e basso ma tra visione materialista e visione spirituale e questa interpretazione di quanto è successo negli ultimi anni e sta succedendo è la più corretta. La sinistra è atea, scientista e progressista e la sua visione del mondo, ieri come oggi, si spiega con la logica per cui, con il procedere della storia, il mondo come l’umanità, si migliora. La Destra, al contrario, da quando le due categorie sono nate con la rivoluzione francese, si contrappone difendendo la tradizione, i valori non discutibili, Dio  e soprattutto spiegando che la società, anche se ha maggiore tecnologia (accumulo di conoscenze) vede l’uomo in una situazione di decadenza spirituale e materiale. Queste sono le contrapposizioni tra sinistra e destra, queste sono le reali e uniche differenze di sostanza tra le due visioni. I musulmani da quale parte dovrebbero stare? La domanda è ovviamente retorica e la difficoltà ormai è vissuta pubblicamente come si può leggere sul quotidiano diretto da Davide Piccardo: la Luce News.

In questi giorni il giornale on-line ha pubblicato diversi articoli di attacco alla legge in discussione in parlamento: il DDL ZAN. Ma soprattutto ha aperto con un attacco evidente alla consigliera comunale musulmana Sumaya Abdel Qader eletta nelle liste del Partito Democratico, Luce News scrive: 

La consigliera comunale milanese ha infatti implicitamente definito dalla parte sbagliata della Storia chi abbia avversato la legge sull’aborto, quella sui matrimoni omosessuali e il DDL Zan che introduce il concetto di identità di genere e l’educazione LGBT a scuola.

Parlando della riforma della cittadinanza Sumaya Abdel Qader ha scritto: “La campagna lanciata da RRC si chiama “Dalla parte giusta della storia”, un titolo non casuale nato dalla consapevolezza che spesso quando si chiede l’allargamento dei beneficiari di un diritto si alzano scudi ideologici che cercano di contrastare in ogni modo tale possibilità. Guardando alla storia più recente, dal suffragio universale che voleva allargare il voto alle donne, passando per le leggi per il diritto al divorzio e aborto, la legge contro l’attenuante al delitto d’onore, fino alle unioni civili e poi il recente Ddl Zan, lo schema si ripete. Per questo la RRC chiede di stare dalla parte giusta, la parte che accoglie ed include, quella che riconosce i diritti e l’autodeterminazione delle persone.”

La consigliera comunale ha evidentemente creato uno strappo tra la creazione di Dio e la volontà dell’uomo di manipolare a sua volontà il mondo, uno strappo che a livello religioso è un tradimento verso Dio. Come è possibile che un musulmano possa stare a sinistra e quindi sostenere tutto quanto la sua religione vieta: aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali etc?

È tempo di tornare a fare politica vera, la propaganda non deve essere la base sostanziale dei partiti politici. La sinistra progressista, atea e materialista non può essere il punto di riferimento politico della comunità musulmana, è ora di fare terminare questa contraddizione, per noi e per loro.

Fabrizio Fratus

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