E’ TEMPO DI TORNARE PADRONI DELLA STORIA

La teoria finestra di Overton è stata confermata dai fatti. Buona parte della destra, istituzionale e non, si è lasciata infatti accecare dalla falsa benevolenza del ddl Zan.Questa ondata di conformismo ha in realtà una spiegazione logica: le destra, o almeno la maggior parte del suo ramo istituzionale, non ha colto il proprio ruolo della storia.Se, infatti, destra e sinistra sono concetti tutto sommato ancora relativi, per illustrare il dualismo politico, e quindi epocale, si utilizzano le più svariate terminologie: reazionari contro rivoluzionari, conservatori contro progressisti, tradizionalisti contro globalisti, e via dicendo.Queste categorie non sono a dire il vero errate, anzi… Tuttavia non forniscono una spiegazione chiara e completa.

La battaglia epocale è infatti combattuta, o dovrebbe esserlo, tra coloro che riconoscono un legame effettivo e necessario tra passato, presente e futuro, e coloro che negano un ruolo nella storia a radici, identità, tradizione e heimat, e ritengono pertanto che il compito dell’uomo sia guardare esclusivamente al futuro dimenticando il passato in quanto retrogrado. Ecco spiegato il nocciolo del problema del progressismo, secondo cui la conoscenza del passato sarebbe utile solo al fine di non ripetere determinato errori e atrocità.La differenza fondamentale è però che, se a “sinistra”, seppur con mille limiti strategici e culturali, sono tutti coerenti, coscientemente o no poco cambia, con questo schieramento, a destra si va per i prati. In pochi hanno chiara la mission.Sposando queste tesi, è normale quindi che il ddl Zan diventi una bandiera del progresso, poiché, proprio come mostra la finestra di Overton, vieta un pensiero scettico verso ciò che, pur essendo sempre esistito, nessuno avrebbe mai pensato di rendere istituzionale prima di qualche anno fa.

Non ci soffermiamo troppo sull’obbrobrio giuridico del ddl Zan, né sulla sua pericolosità storica. Trattasi infatti di concetti ampiamente ribaditi da più parti. Ci preme però richiamare all’ordine la destra, in questo caso italiana, affinché possa riscoprire il proprio autentico ruolo nella storia, e affinché il legame tra passato, presente e futuro non si limiti ad essere uno slogan da pubblicità della Mulino Bianco, ma sia piuttosto un imperativo categorico che si ponga come obiettivo il salvataggio dell’identità e della spiritualità. Di quella heimat, insomma, che può salvare la nostra umanità dal baratro del relativismo.Il galoppo verso un progresso privo di spiritualità ci porterebbe inevitabilmente ad un futuro in cui la scienza materialista regnerà indisturbata, dove i robot sostituiranno nel lavoro  e nei rapporti gli esseri umani e questi ultimi verranno prodotti in laboratorio. La distruzione è già in atto, e se procrastineremo sottovalutando gli effetti del progressismo, quando riapriremo gli occhi sarà troppo tardi.

Possiamo uscirne solo tornando padroni della storia e riconoscendo che la tradizione non poggia le proprie basi sul passato, bensì sull’eternità, che lega tra loro passato, presente e futuro in un insieme di valori e missioni non negoziabili.

Lorenzo De Bernardi

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