DEMOCRAZIA E UTOPIA

Un assetto istituzionale equilibrato e stabile, una prospettiva di sviluppo nel progresso e nel rinnovamento: queste le prerogative di una democrazia matura e di una utopia realizzabile. Di un progetto della città nuova. Ma nella concezione di questi aspetti, di queste costruzioni del pensiero vivono ancora interpretazioni di una cultura tramandata e immobile. Una cultura che vedeva nei greci i sostenitori di una democrazia che dava ai governanti il mandato di rispondere alle esigenze dei governati secondo un principio di dovere. Senza porre la questione del livello dei governati.Oggi si direbbe con uno spirito populista. 

Un’altra interpretazione vedeva nella tradizione giudaico-cristiana una articolazione fra governanti e governati, con l’obbligo dei governanti di attenersi alla lettera di un diritto. Un diritto che rappresenta un potere nelle mani di chi lo istituisce. Nella versione moderna una concezione della sinistra moderata. Una concezione che ancora i propri referenti. Da un lato la posizione del consigliere del principe, del chierico al servizio dei potenti, del dotto che distribuisce ideali contraffatti. Da un altro lato la posizione che si può definire hegeliana, di consigliere della storia, del confidente della provvidenza, dell’esperto di giri e raggiri dialettici che rappresenta il vecchio “rivoluzionario” ormai ammansito nel gioco del sistema, ma vigile nelle zone d’ombra dei diritti civili. Le due figure hanno però momenti di concordanza e sovrapposizione nella proiezione futura dei loro progetti. Una immagine di utopia come neppure Campanella poteva immaginare quando rappresentava lo spettacolo di un mondo perfetto. I personaggi sono automi o finzioni di un’idea smarrita in un mondo fantastico senza punti di riferimento.

Fourier immagina un mondo senza ladri: nessuno avrà la tentazione di “prendere una mela dall’albero”.Il disegno di un mondo astratto, impossibile e insostenibile. L’utopia può rigenerarsi, tuttavia, se trova un terreno di confronto nel dispiegarsi delle forme della storia. Nel confronto con la materia e l’anima delle sue manifestazioni. Il consigliere del principe e il dotto propugnatore dei diritti civili si ridurranno a fantasmi di intellettuali demodé e superati. Forse spariranno nelle pieghe della storia.A meno che, come si legge nell’Apocalisse “Presto sarà la fine di tutto; e ci saranno un nuovo cielo e una nuova terra”.

Roberto Nucci

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