CRONACHE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI

Nel Medioevo conoscenza e azione si basavano principalmente sul principio di autorità, sulla superstizione e su poche e vaghe conoscenze di natura empirica generate attraverso quelli che potremmo definire gli “antenati degli esperimenti”.
Con il passare dei secoli autorità e superstizione hanno perso gran parte del loro potere a favore della conoscenza scientifica ovvero di una conoscenza basata sull’osservazione, l’analisi, lo studio, la sperimentazione e soprattutto il controllo e la verifica tra i dati, l’esperienza e la realtà.

Ciò nonostante, proprio oggi, siamo testimoni di un fatto verosimilmente irreale: il principio di autorità è tornato prepotentemente a regnare indisturbato. È tornato commettendo gravi errori di valutazione che hanno indotto l’intera società verso il panico generale trasmettendo informazioni che presentano una distanza siderale dalla realtà dei fatti e facendo passare il Coronavirus come il male che decimerà l’intera popolazione mondiale. Il Coronavirus sicuramente può portare morte ma, come vedremo, non è l’unica variabile.

Con questo non intendiamo invitarvi alla completa superficialità ma vogliamo invitarvi a informarvi e a pensare criticamente e lucidamente. Il male del secolo non è il Coronavirus. Il Coronavirus è l’arma che il nemico sta usando per metterci in ginocchio, ma chi la impugna e quali benefici pensa di trarne? Se non ci poniamo queste domande qualsiasi tentativo di contrastare solo l’arma sarà inefficace, se non elimineremo chi ha premuto, e potrà ancora premere, il grilletto.

A differenza del Coronavirus, che come vedremo tra poco, non presenta un tasso di virulenza (dove per virulenza si intende l’aggressività di un virus ovvero la sua capacità di generare malattia grave nell’individuo che lo ospita) tale da poter portare alla morte di pazienti che non presentano pre-esistenti patologie, l’influenza ogni anno presenta un tasso di mortalità elevato anche nella popolazione giovane e primariamente sana.

Il Coronavirus non è una novità. È conosciuto da parecchi anni, più o meno dagli anni ’50. Si tratta di un virus ubiquitario (ovunque venga cercato viene trovato) e non è un virus stagionale. Il virus è noto per mutare ciclicamente e nella storia ha presentato ceppi più o meno virulenti. Abitualmente è poco virulento e normalmente il 50% della popolazione infettata non presenta alcun sintomo. La mortalità globale per l’attuale Coronavirus si attesta intorno all’1-2% mentre la mortalità globale per tutti i Coronavirus (escluso l’attuale) tra il 5% e l’8% (percentuali più elevate poiché comprendono anche i deceduti per la SARS e la MERS).
I dati clinici attestano che per l’attuale Coronavirus difficilmente muoiono persone sotto i 60 anni ma soprattutto che i morti presentano in larga parte almeno 2/3 co-patologie preesistenti, di cui molte di tipo cardiorespiratorio.

L’aggressività del virus è bassissima. Infatti, nonostante il virus possa colpire chiunque, data la sua bassa virulenza, non provoca malattia o mortalità in chi è altrimenti è sano. In altre parole si muore con coronavirus per scompensazione (la perdita di un delicato equilibrio nella fisiologia già alterata dell’organismo – a livello cardiaco, respiratorio, renale etc) o per l’inefficienza del sistema sanitario ( quindi del governo ).
Ogni anno la diffusione dell’influenza e non del Coronavirus porta a un numero di morti maggiori rispetto alle altre malattie. In Italia, come abbiamo già detto, si parla di una media di 8/10.000 decessi. Il problema dell’infezione da Coronavirus esiste di certo ma esattamente come tutti gli anni. Il virus infetta le persone e può portare quelle più deboli e già malate al decesso. È quindi corretto seguire misure preventive per preservare queste persone, esattamente come dovremmo fare tutti gli anni.

Il sistema sanitario è al collasso?
Con l’arrivo delle sindromi influenzali tutte le terapie intensive, come negli anni precedenti, hanno visto un aumento della percentuale di occupazione dei letti, tenendo presente che in Italia si hanno 3/1000 posti letto a fronte di altri paesi come la Germania dove se ne hanno 8/1000, la Francia con 7/1000 etc. L’aumento rapido e improvviso di richieste si è dunque scontrata con una situazione già satura.

La domanda sorge naturale: come siamo arrivati al collasso della Sanità Pubblica italiana se non è colpa del Coronavirus?
Possiamo elencare diversi motivi. Dai tempi del governo Monti la “spending review” ha portato al taglio di miliardi (nel decennio 2010-2019 tra tagli e definanziamenti sono stati sottratti 37 miliardi alla sanità), all’aumento dei ticket e al dimezzamento dei letti che attualmente sono 3,2 per 1000 abitanti contro una media europea di 5/6 per 1000 abitanti. 
Sperperi e inefficienze prima, politica dei tagli, regionalizzazione e aziendalizzazione poi.

Le cose sono andate sempre peggio e, in nome del risanamento dei bilanci locali e delle aziende sanitarie volute dalla UE, sono scattati i piani di rientro per le Regioni così i Governatori hanno tagliato ancora. Nel Lazio, ad esempio, Nicola Zingaretti ha cancellato 3.600 posti letto e chiuso diversi ospedali. 
L’ospedale di Alzano Lombardo ha ospitato, intorno alla metà di febbraio, il primo vero paziente italiano di Coronavirus. Nonostante ciò, i responsabili della struttura si sono ben guardati dal chiudere e sanificare la struttura. Pazienti, visitatori, medici e infermieri sono stati contagiati e sono divenuti untori inconsapevoli. La situazione si è poi aggravata con l’invito del sindaco di Bergamo che, incentivando la popolazione bergamasca e limitrofa con biglietti dei pullman super scontati, ha invitato consapevolmente la popolazione a affollare le strade della città per l’ultimo weekend di saldi. D’altra parte il ricavo viene prima della salute.

La situazione poteva essere evitata?

Molto probabilmente si. D’altra parte la Gazzetta Ufficiale aveva già parlato di allerta emergenza per pandemia il 1° di gennaio. Ma chi “conta” ha deciso di non decidere, di fare finta di niente e di proseguire facendo finta di niente. Il governo e i due partiti che lo sostengono infatti, o sono stati guidati da stupidità e totale incompetenza e inadeguatezza, oppure hanno scientemente e quindi deliberatamente creato una situazione drammatica affinché il virus si diffondesse pesantemente creando così una situazione emergenziale tale da imporre il fermo di tutte le attività e gli arresti domiciliari per quasi tutta la popolazione italiana. Mantenendo però inspiegabilmente i porti aperti all’immigrazione illegale e la libera uscita permanente agli immigrati, creando di fatto una gigantesca spaccatura tra cittadini e ospiti non paganti. Paradossalmente a favore di questi ultimi.
Ma l’abbiamo detto, i ricavi prima della salute. Salvo poi metterci agli arresti domiciliari nei tempi supplementari senza alcun reale vantaggio.

Tutti ricordiamo e dovremo ricordare che l’iniziale reazione in Italia è stata di isterismo anti-razzista verso chi chiedeva il blocco delle comunicazioni con la Cina, quarantena per i viaggiatori che venivano da quel paese e delle attività cinesi in Italia. Il governo si è sperticato in tutte le forme possibili di sminuimento delle responsabilità cinesi e indicando come razzismo ogni norma di buon senso. 

Per quanto concerne l’identificazione dell’Italia come massimo untore, terremmo a precisare un paio di cose. La Cina geograficamente non è vicina ed il miglior modo per poterla raggiungere rapidamente è attraverso l’aereo. Gli Aeroporti internazionali più popolari e con cui la Cina ha le maggiori relazioni economiche sono Francoforte, Monaco, Heathrow, Parigi, Schiphol, Copenaghen e solo dopo vengono gli Aeroporti Italiani. Pertanto, statisticamente, il maggior numero di persone infette si reca costantemente in queste città e non in Italia. Non esiste una metropolitana linea diretta Wuhan – Lodi – Codogno. Non possiamo credere che l’Italia sia il problema mentre nel resto d’Europa non succeda nulla. Non può provenire tutto dall’Italia. 

Chiudendo questa breve analisi che vuole semplicemente porre degli spunti di ragionamento, con una sintetica valutazione, si può osservare che il virus, dopo una prima apparizione in Cina, ha colpito soprattutto l’Italia che ha il maggior numero di morti. Di questi morti, sia in Italia che nel mondo, la maggioranza sono ultra 70enni già malati, cioè gente per la maggior parte in pensione e non più abile al lavoro. L’OMS l’ha dichiarata una pandemia pur non esistendone i parametri di numeri e decessi.

Nel mondo, e in particolare in Italia sono state prese misure restrittive pesantissime, segregando nelle proprie abitazioni milioni di persone e causando un danno enorme all’economia enorme. Danno del quale potranno beneficiare in futuro solo i grossi investitori acquistando al ribasso a prezzi stracciati azioni di controllo e proprietà di innumerevoli imprese anche strategiche. I mezzi di informazione hanno supportato tutto ciò in una forma non positiva, bensì terroristica cercando di impaurire maggiormente la popolazione e mettendo singoli o gruppi l’un contro l’altro attraverso la psicosi dell’untore. Tutto questo può apparire casuale solo agli occhi delle pecore e degli ingenui che hanno rinunciato all’uso della ragione e all’evidenza che due o più indizi sono una prova. 

Ma poi, cosa intendono fare, costringere in eterno la popolazione in casa? Quale sarebbe la loro strategia per uscire da questo incubo che hanno creato? Il Popolo, prima o poi, dovrà scegliere tra una ipotetica morte per virus ed una sicura per fame. Oppure, prima o poi, salterà fuori il salvatore dell’umanità che tirerà fuori un vaccino dal cilindro?
E in questo vaccino cosa ci sarà dentro?  Ve lo diciamo noi, niente di buono. Magari sarà più letale del virus. Esattamente come la cura Giuseppi.

Beatrice Mantovani

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