LA MIA RAGAZZA MENA!

L’insieme dei comportamenti e delle attitudini prototipicamente maschili nonché delle caratteristiche comunemente associate agli uomini e legate alla virilità, quali dominanza fisica e sessuale, forza, aggressività, innata propensione per la competizione, l’ambizione e la protezione, vengono oggi indicate con il termine “mascolinità tossica”. Tale mascolinità tossica viene a sua volta identificata come la causa principale dei mali del mondo: guerre, stupri, femminicidi. Per estirpare questa mascolinità tossica e per sconfiggerne tutti i mali, la società politically correct ha messo in atto un processo di femminilizzazione del genere maschile che renda gli uomini più simili alle donne.

Basti guardare alle campagne pubblicitarie e al mondo dei media: il macho, il maschio alfa, il duro senz’anima che da sempre ha infranto milioni di cuori è in via d’estinzione: i ragazzi oggi hanno le gambe più lisce delle nostre ragazze! È giusto guardare sempre agli uomini, in quanto uomini, come potenzialmente sessisti e violenti per natura?Questo stereotipo negativo come influisce sull’autostima e identità dei ragazzi di oggi? La vicepreside della Loughborough Grammar School (collegio maschile tradizionale) Helen Foster ha dichiarato che non esiste più un preciso modello di ruolo per i giovani maschi mentre le aspettative nei loro confronti sono sempre più alte. 

Per questo motivo la scuola ha lanciato la campagna “Great men” per promuovere un dialogo sull’identità maschile e per fare in modo che i docenti sappiano liberare questo potenziale maschile del quale gli alunni non sono consapevoli. Sulla crisi dell’identità maschile di oggi concorda anche Brenda Todd, docente di Psicologia dello sviluppo alla City University di Londra, specializzata sull’argomento: “i ragazzi dovrebbero essere orgogliosi della loro virilità. E non pensare che vi c’è qualcosa che non va”. “Molti bambini, ormai, crescono in famiglie dove manca una figura paterna e sentono la madre e le amiche criticare, non soltanto il papà, ma gli uomini in generale, un fatto disturbante per uno sviluppo psicologico sano”, sottolinea l’esperta.“Ho cominciato a esplorare l’identità maschile dopo aver lavorato con una squadra di uomini impegnati nel recupero di relitti navali – racconta –. Mi aveva colpito come collaborassero e si sostenessero psicologicamente, usando strategie completamente diverse da quelle adottate dalle donne. Mi resi conto che non ce l’avrebbero fatta senza questo cameratismo. Diversi studi dimostrano che i maschi, fin da prima della nascita, sono attivissimi nel grembo materno perché già esposti a livelli elevati di testosterone. È una caratteristica maschile, che una società deve sapere gestire”. Come dichiara Brenda Todd, la società deve saper gestire la mascolinità, le qualità tipicamente mascoline sono infatti necessarie al buon funzionamento e alla sopravvivenza della società.

I mali della società non sono causati dalla mascolinità, ma proprio dalla mancanza della stessa! Non ci sono guerre, stupri e violenze solo perché gli uomini sono uomini ma, principalmente, perché gli uomini non sono abbastanza uomini. Perché fin da quando sono bambini non gli vengono insegnati i valori della forza, della virilità e della protezione. Gli uomini di oggi non ci possono proteggere perché noi glielo neghiamo.Gli uomini effemminati di oggi non ci servono e non ci aiutano a sconfiggere il male, generano solamente confusione di identità e ruolo. “I media, in questo momento, si stanno concentrando sulle caratteristiche più negative della figura maschile, con pessime conseguenze per i giovani.

Mi preoccupa l’uso diffuso del termine ‘toxic masculinity’, e il fatto che non vengano fatte ricerche sull’impatto che può avere sui ragazzi”, spiega lo psicologo John Barry, uno dei fondatori della sezione maschile della ‘British Psychological Society’, l’associazione professionale britannica. “Ho timori per la salute mentale dei giovani maschi, in quanto esiste un vero rischio che crescano con l’idea che esista qualcosa che non va in loro, e con un senso di colpa per eventi negativi di cui non sono responsabili.  Credo che esista un vero pericolo che alcuni ragazzi si sentano giustificati a comportarsi male, visto che, in ogni caso, la società ha già un’opinione molto negativa su di loro. In Gran Bretagna i responsabili di episodi di violenza domestica sono per metà uomini e per metà donne. Un fatto che dimostra come sia importante giudicare i comportamenti in modo neutrale senza alcun pregiudizio”.

Beatrice Mantovani

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