COMUNITA' E TRADIZIONE

In un precedente articolo abbiamo sollevato le contraddizioni presenti nel  filone sovranista  d’ispirazione neocon nostrano  secondo una prospettiva che abbiamo definito Tradizional-comunitarista. In questa sede ritorniamo su questo argomento approfondendo i nodi cruciali del pensiero neoconservatore.

Questa corrente di pensiero nasce negli anni settanta del XX secolo negli Stati Uniti da una costola della sinistra liberal partendo da una in parte giusta presa di coscienza della natura nichilista del progressismo e da un simultaneo recupero di valori Tradizionali. Questo aspetto, che spesso li  identifica come identitari, presenta però elementi di sincretismo problematici. In primo luogo la dimensione che noi potremo chiamare conservatrice o Tradizionalista, non sono i valori Cattolici ma un puritanesimo Protestante. Questa concezione teologica non Tradizionale diventa il supporto per una fusione tra valori Tradizionali e conservatori e individualismo liberale che diluisce e snatura la natura Tradizionalista e conservatrice, declinando giusti valori identitari in una grammatica liberale, liberista e atlantista. 

Seguendo Renè Guenon in “Crisi del mondo moderno”, potremo dire che la natura individualistica contenuta  nata da una deviazione teologica nel fenomeno neoconservatore si prolunga e si incontra con il liberalismo, postulando un antropologia che postula, pur rivestita da valori conservatori, un primato egoico  che legittima e sostiene il pensiero  unico, un primato che distrugge una concezione dell’ uomo aperto da un lato alla Trascedenza e ai legami comunitari. Pur non negando tali valori e spesso ergendosi come difensore ne cambia il segno in forme sottili  partecipando cosi ad una ridefinifizione atomistica postmoderna presente nel pensiero unico. Sotto questo aspetto crediamo che il primo punto per una elaborazione metapolitica alternativa al pensiero unico sia quello di mettere in luce la corretta visione antropologica dell’ uomo come partecipe della Legge Divina  con riferimento alle dottrine spirituali Tradizionali e con queste basi  possiamo valutare i fondamenti ontologici  delle correnti contemporanee.

In secondo luogo un altro aspetto è la presa di coscienza della natura totalitaria del liberalismo, che pur riproducendosi al plurale appartiene ad unico paradigma individualistico. Sotto questo aspetto va notato come il significato delle parole nell’epoca postmoderna  assuma uno slittamento lontano dal significato autentico del termine.  I valori di libertà e solidarietà sono spesso concepiti il primo come irresponsabilità il secondo come umanitarismo e pur ammantati da nobili proponimenti ruotano interno ad un nucleo egoico, che si sdoppia in menefreghismo utilitaristico da un lato e dall altro in un sentimentalismo buonista  lassista, parodia della vera natura dell’ Uomo come intermediario tra Cielo e Terra secondo una azzeccata definizione di Renè Guenon.

E’ anche interessante come la parodia di un autentica libertà contro un autentica solidarietà, ridefinisca i concetto di destra e sinistra, nel primo caso accentuando la dimensione di una sedicente “mano invisibile” che regolerebbe gli egoismi, nel secondo caso distribuendo diritti umani secondo gli stessi criteri  di una falsa antropologia.

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