SOCIETÀ E COMUNITÀ

Poiché in un precedente articolo ci si è riferiti all’ultimo libro del professor Martino Mora: “Abbattere gli idoli contemporanei per non morire liberal”, edizioni Radio Spada, si ritiene necessario uncoolegamento per mettere meglio in luce l’interesse di questo libro.

In questa raccolta di scritti Mora si occupa della critica al pensiero liberal figlio di un’alleanza apparentemente contro natura tra il sessantotto-pensiero e il turbo-capitalismo. In questa analisi critica, l’autore si rifà alla miglior tradizione cristiana e alla filosofia greca, contrapposta al modernismo teologico e secolare, evidenziando molto bene un’antropologia che sul retaggio di autori come Mircea Eliade e Julien Ries potremo definire di Homo Religiusos, pensato all’interno di una visione comunitarista, contrapposta a quella che Tonnies chiamava “società”.

Questo intento di coniugare teologia, filosofia e attenzione alle problematiche comunitarie, ne fa uno dei saggi più importanti della cultura autodefinitasi “sovranista e identitaria”. Spesso lontano dai riflettori, accanto al fenomeno mediatico Diego Fusaro, esiste un variegato mondo di pensatori, blogger, giornalisti che, uscendo dagli obsoleti schemi novecenteschi e da quelli omologanti del pensiero unico, si cimentano in un’opera preziosa di intelligente e critica reinterpretazione dei dogmi dei nostri tempi, aprendo a prospettive più costruttive e feconde.

La particolarità di Martino Mora è stata quella di sviluppare filoni presenti nella migliore cultura dell’etnoregionalismo padano-alpino, affrontando, analizzando e demolendo molti idoli della postmodernità.

La parola idolatria è più che mai azzeccata, in quanto, trattasi di false dottrine filosofiche, falsi “miti”, che nel corso dei tempi si sono gradualmente sostituiti alla Cristianità e sono andati – e vanno a creare – un sedicente Sacro Romano Impero alla rovescia. Coniugando brillantemente la migliore scuola controrivoluzionaria con le migliori avanguardia del citato pensiero critico, il pensatore milanese smaschera i dogmi oggi imperanti, mettendone  in luce il lato oscuro.

La rivoluzione sessuale e i suoi sviluppi negli odierni movimenti LGBQWERTY, l’immigrazionismo e il neocosmopolitismo, il turbo-capitalismo sfrenato, l’uso selettivo della memoria storica. Ma vi troviamo anche la sfida del  sovranismo identitario, multipolare e populista al mondialismo, il nesso non sempre chiaro tra sovranità delle patrie carnali e comunitarismo. Particolarmente interessante è il dibattito sul rapporto e lo iato tra la Tradizione Cattolica e gli sviluppi modernisti del Concilio Vaticano II.

In tutte queste problematiche Mora dimostra una notevole lucidità, nel cogliere i nessi apparentemente contraddittori, che legano le false dottrine in questione. Un altro aspetto che qui vogliamo sottolineare è che le critiche anche molto dure agli andazzi della nostra società, non sono una rassegnata descrizione della decadenza della nostra società ma, al contrario, un appello che guarda al futuro partendo dall’Eterno. Sotto questo aspetto questo testo riveste un grosso interesse non solo per chi è di fede cristiana, ma anche per chiunque abbia a cuore i veri valori della vita – qui ed ora! –  pur nella nostra travagliata epoca. Vari sono gli argomenti di riflessione di questa raccolta di scritti, e sotto questo aspetto, riteniamo di porlo all’attenzione dei lettori, come mezzo abile ed agile di riflessione esistenziale e metapolitica.

 

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