LEGITTIMA DIFESA? FINALMENTE CI SIAMO

Un brindisi alla Legittima Difesa in Senato. Ora andiamo ‘oltre’

Unione Nazionale Vittime “UNAVI”, festeggia il primo passo verso la legittima difesa, approvata in Senato lo scorso 24 ottobre con 195 voti favorevoli, 53 contrari e 1 astenuto.

Il disegno di legge, che modifica la disciplina della legittima difesa, considera “sempre” sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. Inoltre ritiene “sempre in stato di legittima difesa” chi, all’interno del proprio domicilio o nell’attività commerciale o nello studio professionale”, respinge l’intrusione da parte di una o più persone “posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”.

L’articolo 2 della riforma legislativa modifica l’art. 55 del Codice penale che disciplina “l’eccesso colposo”.

Il testo esclude la punibilità di chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità “in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

L’ultimo articolo interviene sul Codice di procedura penale, affinché sia data priorità “anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose”.

La riforma estente le norme sul gratuito patrocinio a favore della persona nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione, il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo. É fatto salvo, tuttavia, il diritto dello Stato di chiedere le spese anticipate, qualora a seguito di riapertura delle indagini o revoca del proscioglimento, la persona sia poi condannata in via definitiva.

Un giro di vite anche sulla violazione di domicilio, passa da sei mesi a un anno nel minimo e da tre a quattro anni nel massimo la misura detentiva per questo reato “ violazione di domicilio e furto”.

Nel caso in cui la violazione é commessa con violenza su cose o persone, ovvero se il colpevole é palesemente armato, l’attuale pena da un anno a cinque anni é inalzata da due a sei. Per furto e scippo é inasprita nel minimo dagli attuali tre anni a quattro e nel massimo dagli attuali sei a sette.

Una luce di speranza ci ripaga per il lavoro svolto fino ad oggi, contento di avere apportato il nostro contributo in questo ddl, partecipando in Commissione Giustizia in audizione l’8  agosto.

Ci auspichiamo che venga approvato alla Camera prima di Natale, sarebbe un bellissimo regalo per tutti noi.

É giunto il momento di fare un passo avanti, perché come sostengono i nostri associati, “ vittime e famigliari delle vittime”, le trafile in tribunale li hanno costretti a vendere le proprie attività, addirittura chiuderle o rimboccarsi le maniche e lavorare il quadruplo, per sostenere i costi che hanno e che alcuni devono ancora affrontare, “distruggendoli”, e non per ultimi le spese psicologiche.

Abbiamo ascoltato gli sfoghi di alcuni di loro:

Giovanni Petrali, il tabaccaio di Milano che nel maggio del 2203 ha fatto fuoco contro due rapinatori penetrati nel suo negozio: uno dei malviventi perse la vita. Sono sempre stato contro le armi, ma dopo avere subito quattro rapine, sono stato costretto a difendermi. Condannato in primo grado a un anno e sette mesi, con pena sospesa, il commerciante dopo nove anni gi agonia è stato assolto, le sue parole: è stato un inferno.

Giuseppe Maiocchi gioielliere milanese che il 13 aprile del 2004, insieme al figlio Rocco sparò e uccise uno dei rapinatori che con una mazza chiodata, avevano sfondato le vetrine del loro negozio. negli anni l’esercizio commerciale é finito ancora nel mirino dei malviventi. Giuseppe viene condannato per lesioni personali a un mese, il figlio a un anno e sei mesi, Al processo si erano costituiti i famigliari della vittima, la mamma e la sorella, e il giudice in primo grado aveva deciso di concedere 200 mila di risarcimento: “un ingiustizia oltre al danno anche la beffa”.

Franco Birolo, cartolaio, padovano, dopo la rapina che lo ha coinvolto é rimasto così scosso da essere costretto a cambiare lavoro chiudendo la sua attività commerciale. Assolto in primo grado, l’ex parà della Folgore, dopo un calvario, non dovrà risarcire i famigliari del bandito ucciso, io avrei dovuto risarcire ai famigliari del malvivente, 350 mila euro. Ho passato sette anni tra indagini e processo, “un incubo”. È un dolore forte che ti distrugge psicologicamente.

L’oste Mario Cattaneo di Casaletto Lodigiano ha ucciso con un colpo di fucile un romeno che, con altri banditi, la notte del 10 marzo 20017, si erano introdotti nel suo locale. Mario è stato rinviato a giudizio: dovrà rispondere di eccesso colposo di legittima difesa. Aspetto che la legge entri in vigore, spiega l’oste che il 19 dicembre tornerà in tribunale a Lodi per la seconda udienza del processo che lo vede imputato per eccesso colposo. “ il mio sogno è tornare alla normalità. Sono positivo, non nascondo però una grande stanchezza. Chiedo ai Parlamentari di fare in fretta.

Tutti in coro chiediamo che questo ddl venga approvato il prima possibile, sarebbe un bellissimo  “REGALO DI NATALE”

Paola Radaelli – Presidente Unione Nazionale Vittime

 

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