LIBRO E MOSCHETTO…

L'anticapitalismo di Berto Ricci

Il principato di Salerno nacque nell’851 e nella prima metà degli anni 1000 comprendeva quasi tutto il meridione. Oggi è una città di mare, accogliete e solare: nelle vie della città si respira la storia e l’arte come in tutta l’Italia. Il nostro paese è stupendo per questo, affascinante come unico al mondo per quanto riguarda storia, cultura ed elaborazioni artistiche. Normale la voglia di conoscere il nostro passato da parte di molti curiosi, ecco allora Mario De Fazio, giornalista de Il Secolo XIX, presentare un libro su un personaggio storico del secolo passato poco conosciuto ma decisamente affascinante e, per molti versi, maestro (di carattere) di Indro Montanelli

Non ha molta importanza che idee dibattemmo. Perché le idee non si dividono soltanto in quelle buone e in quelle cattive, ma anche in quelle in cui si crede e quelle in cui non si crede. Noi, nelle nostre, ci credevamo (Indro Montanelli)

La figura di Berto Ricci e la sua ricerca di sintesi tra anarchia e fascismo sono qualcosa di eccezionale, uomo assolutamente tutto da scoprire e da conoscere grazie a Tempo di sintesi. L’eredità di Berto Ricci, 230 pagine per Idrovolante edizioni. Né saggio né biografia ma un testo che aiuta a riscoprire di idee di un intellettuale libero e anticonformista durante il Fascismo.

C’è in Italia un po’ di gente, gente giovane – e cominciano ormai a conoscersi e a contarsi – che non si sente nata a far da fedelissimo a nessuno; che saggia, sonda, sposta la visuale, rasenta a volte l’eresia, e preferisce lo sbagliarsi al dondolarsi tra gli agevoli schemi; che parla un linguaggio proprio, e ha proprie e ben riconoscibili idee; che considera il presente unicamente in funzione del futuro; che ha buone gambe e una tremenda voglia di camminare (Berto Ricci)

Il testo di De Fazio è ottimo, facile da leggere, scorrevole, dotto e impreziosito da argomentazioni interessanti e coinvolgenti. L’autore è abituato a raccontare e a sintetizzare argomenti e pensieri spesso complessi, il risultato è ottimo e comprendere un pensatore come Berto Ricci, che si oppose al modello borghese e capitalista guardando con critico interesse alla Russia comunista, è oggi complicato se non vi fossero studiosi giovani come Mario De Fazio.

«Bisognerebbe smetterla con la leggenda della catastrofe russa, del caos bolscevico, della rovina di un impero, ecc. La Russia con la rivoluzione dei comunisti ha fatto bene a se stessa, (…) Noi italiani, che siamo anche noi una rivoluzione – e la maggiore – non possiamo sentirci più vicini a Londra parlamentare e conservatrice, a Parigi democratica e conservatrice che a Mosca comunista… l’AntiRoma c’ è, ma non è Mosca. Contro Roma, città dell’anima, sta Chicago, capitale del maiale»

Ma più interessante ancora, a mio avviso, è il momento in cui il libro viene pubblicato: se Berto Ricci era alla ricerca di una sintesi moderna e anticapitalista, oggi, a inizio di un nuovo millennio, assistiamo a un cambiamento radicale del paradigma dominante negli ultimi decenni in politica, il pensiero unico del mondo capitalista, mondialista e di stampo anglosassone sembra in difficoltà e nuove sintesi sono in fase di realizzazione in tutta Europa.

Ricci fu un autore originalissimo e innovativo non solo per quanto riguarda il regime fascista a cui lui aderì in modo convinto per la sua stima verso Benito Mussolini ma anche per tutto la durata del ‘900, e lo sarebbe ancora oggi se lo si studiasse in modo completo; antinazionalista e antirazzista, fu un uomo tutto d’un pezzo, un esempio per molti altri di quel tempo.

Uno dei punti sui quali ci dobbiamo impegnare è la lotta al razzismo perché, in una visione universale del fascismo, l’ascaro fedele è uguale a noi, è nostro fratello. […]

Ogni libro che fa riscoprire la nostra storia, i nostri intellettuali e la nostra identità ci aiuta a crescere e a essere migliori, questo è possibile anche grazie a libri come quello di Mario De Fazio.

Fabrizio Fratus

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