ADDIO PARTITO DELLA NAZIONE: ORA C’È IL PARTITO DEL POPOLO

Il sondaggio fatto da Sky Tg24 ha sentenziato: il 95% degli italiani è d’accordo con la posizione di Salvini che ha risposto agli insulti di Macron invitandolo a essere coerente con le sue dichiarazioni e ad accogliere i 9mila immigrati che spettano alla Francia.

E così, mentre Berlusconi e Renzi si affannavano in contorte strategie politiche e in ancor più contorte leggi elettorali finalizzate a trovare l’occasione per lanciare il “Partito della Nazione”, Salvini è riuscito a riunire il popolo italiano sotto un unico coro come non si vede neppure quando gioca la Nazionale.

Salvini sta facendo nascere un Partito del Popolo, che non vedeva l’ora di avere una voce forte, chiara, limpida che ne rappresentasse le speranze e che lo difendesse di fronte alle imposizioni politiche calate dall’alto ed eseguite proprio da i referenti del “Partito della Nazione”.

Un’aggregazione spontanea di consenso popolare che taglia le gambe a qualsiasi opposizione, poiché nessuna opposizione sensata può esser fatta a ciò che il nuovo Governo sta facendo in questi primi giorni. E così Pd e sinistri vari restano in un angolo schiumanti di rabbia perché privi di espedienti per recuperare simpatie; e in un altro angolo ci resta Berlusconi, che non vuol darla vinta a Salvini ma che neanche può dargli tanto contro poichè sa che in caso di scontro il suo elettorato si schiererebbe tutto o quasi con il leader leghista.

Più intelligente in questa fase è stata la Meloni, che – nonostante il veto di Di Maio sull’ingresso di Fratelli d’Italia nel governo – sta mantenendo un canale di collaborazione con la Lega in attesa di un’asse più consolidato, rche a quanto pare inizierà a crearsi attraverso il coinvolgimento nell’azione di governo tramite ruoli istituzionali in Parlamento.

A questo punto il futuro del centrodestra è presto fatto: Salvini è riuscito a disintermediarizzare il rapporto tra lui e l’elettorato di centrodestra, stabilendo un canale diretto. Ora non è più ricattabile e, se già non aveva più bisogno di sottoporsi a estenuanti trattative tra alleati per farsi legittimare leader di coalizione, ora non ha più bisogno neppure di complicate operazioni di aggregazione per costruire un unico movimento “sovranista”.

Ora il partito unico Salvini può farlo semplicemente così: chiedendo il sostegno a tutto l’elettorato di centrodestra e oltre. E le altre forze o lo seguono o spariscono. Poiché ora Salvini è diventato Il Popolo e chi si oppone al popolo sa che rischia il linciaggio elettorale. Silvio è avvisato.

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