RIPARTIRE DALL’ART. 1: INTERVISTA A FABRIZIO CECCHETTI

Parla il vicepresidente lombardo

Caro Fabrizio è arrivato il momento del congresso e a maggio Matteo Salvini, certamente confermato alla guida della Lega Nord, porrà nuove questioni sul futuro del movimento, come la pensi?

Ben venga il congresso federale, ce n’è bisogno: sarà un grande momento di confronto tra militanti sul presente e sul futuro della Lega Nord. Sono convinto che dal congresso usciranno nuovi spunti e idee per portare avanti le nostre battaglie storiche e fronteggiare le nuove sfide che abbiamo davanti. Matteo Salvini saprà fare sintesi delle varie posizioni e uscirà dal congresso ancora più forte di prima e sicuramente rinforzato.

Alcuni militanti sono convinti che la battaglia da sostenere sia solo quella del nord e che senza il sud la Padania sarebbe concorrenziale e più forte della Germania e il sud potrebbe “risorgere”, la tua posizione?

La battaglia per il Nord è sacrosanta e va continuata anche più forte di prima perché Roma continua a rubare ogni anno circa 100 miliardi alla Padania. Su questo tema siamo in attesa che i presidenti Maroni e Zaia convochino i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto per porre nuovamente nell’agenda politica la questione settentrionale. Oggi però c’è anche un altro nemico a Bruxelles che con la moneta unica e le sue politiche di austerità ha creato disoccupazione per tutti i cittadini italiani e permesso l’arrivo nel nostro paese di centinaia di migliaia di clandestini. Per far ripartire il lavoro e tornare ad avere un futuro è necessario abbattere entrambi i sistemi e ricostruire una nuova Europa senza più stati nazionali in cui i popoli e le regioni siano protagonisti. In questo modo la Padania sarà finalmente libera e anche il Sud potrà trovare la propria strada.

Nel 2013 al congresso di Padova Il Talebano ha presentato un progetto di idee in cui si parla di un’Italia delle “1000 Patrie” e cioè il superamento del sistema nazione e la voglia di secessione, è una strada percorribile?

Credo che sia un’attualizzazione della storica battaglia federalista. Salvini dice che l’Italia sta insieme solo se riesce a valorizzare le proprie diversità e non è molto diverso da ciò che diceva Bossi sul federalismo. Creare un’Italia delle 1000 patrie, permettendo ai territori di autogovernarsi, va proprio nella direzione di quell’Europa dei Popoli di cui abbiamo bisogno. Solo liberandoci dalla gabbia Unione europea e dal peso dello stato italiano potremo rendere realtà questi progetti.

Sei un militante storico, il cambiamento in atto è per te qualcosa di tragico o e necessario per dare forza alla Lega?

Sono sostenitore dal 1993 e militante dal 1996! Ricordo con passione e un po’ di nostalgia il periodo della battaglia secessionista, la grande manifestazione sul Po, la proclamazione dell’indipendenza della Padania e la Lega sola contro tutti. Sono passati più di 20 anni ormai, il mondo è cambiato e ovviamente anche la Lega deve adeguarsi alla realtà di oggi. Nella sostanza però stiamo portando avanti le stesse battaglie di sempre: sicurezza, stop immigrazione clandestina, autonomie regionali, Europa dei popoli e basta tasse.  Quindi di tragico non vedo proprio nulla e lo dice uno che ha sempre fatto battaglie autonomiste e indipendentiste in Lombardia. In questi anni ho conosciuto da vicino le realtà indipendentiste in Catalogna, Irlanda, Scozia, Paesi Baschi, Corsica, Sud Tirolo e Bretagna. Ho l’indipendenza impressa nel DNA e nel futuro come unica strada percorribile per essere più liberi a casa nostra è con Salvini premier. Oltre a essere un grande amico, so da dove arriva: eravamo insieme sul Po nel 1996 e un premier come lui concederà ampia autonomia a Lombardia, Veneto e alle altre regioni che chiederanno più libertà.

Dall’entrata dell’euro la situazione economica dell’Italia è andata sempre peggio, Matteo Salvini spiega che si deve uscire dalla moneta unica il prima possibile, però per uscire bisogna avere la maggioranza parlamentare che è improbabile, quali prospettive per questa battaglia fondamentale?

Nel 2001, prima dell’adozione dell’euro, il tasso di disoccupazione in Italia era all’8,5% mentre in Germania era all’8,2%. Dopo 16 anni di moneta unica il tasso di disoccupazione italiano è schizzato al 12,2% mentre quello tedesco è sceso al 4,2%. E’ innegabile che l’euro abbia danneggiato il Paese Italia e favorito altri stati come la Germania. Per non parlare di alcune direttive UE o dell’eliminazione dei dazi su certi prodotti che stanno mettendo in ginocchio interi settori, o ancora delle sanzioni alla Russia che fanno perdere ogni anno 1,2 miliardi di euro alle imprese della Lombardia. Come già detto dobbiamo liberarci da questa euro gabbia per costruire un nuovo futuro di libertà. Nel mio piccolo ho presentato al Pirellone una proposta di legge costituzionale per indire un referendum di indirizzo al fine di chiedere agli italiani se vogliono ancora rimanere in questa Unione europea oppure vogliono uscirne. Credo che comunque sia solo questione di tempo perché questo sistema così non regga più: prima si cambia, prima si riparte.

Matteo Salvini ha fatto rinascere il partito rendendolo anche “internazionale” e mentre la Lega Nord ha aumentato consensi al sud NcS ha fallito, cos pensi della Lega dei Popoli come soluzione?

Preferirei che la Lega Nord rimanesse tale, magari affiancata da un soggetto autonomista e identitario al Sud. L’importante è che, oltre alle battaglie comuni su immigrazione e Unione europea, sia condivisa l’idea su un forte federalismo e di autonomia per le regioni virtuose.

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