COME OTTENERE INCARICHI GRAZIE AL CALCETTO (LEZIONE DI MONTEZEMOLO)

E se fosse proprio il calcetto a favorire le carriere più strepitose?

Evviva il calcetto! Evviva il gioco di squadra tra amici. È vero, il ministro Poletti non ci piace, come non ci piace il governo Gentiloni. Ma il paradosso di Poletti sul calcetto (per cercar lavoro meglio dell’invio di curricula) ci è sembrato assai azzeccato. E, perciò, le lagne seguenti fuori luogo. Se non ipocrite. Se c’è un Paese dove la raccomandazione o segnalazione o come caspita la si voglia chiamare è connaturata con l’essenza più intima della sua popolazione, questo Paese è l’Italia. La raccomandazione è il simbolo più vero dell’Italia. È il suo motore.

Fin da giovanissimi si anela l’incontro, l’appuntamento, il colloquio per avere una possibilità, un passe-partout. Per sbloccare un’assunzione a tempo o indeterminata che sia. La ricerca della persona adatta. Si chiede, ci si informa, si sonda per arrivare a chi ha il potere di risolvere la questione, di soddisfare l’aspettativa. E lo si fa ad ogni livello. Anzitutto per accedere ai posti pubblici. Qualunque posto pubblico: dal bidello all’insegnante, dal netturbino all’amministrativo, al personale in divisa o al professore, al dottore, all’ingegnere. Ma, anche nel privato: l’assunzione in fabbrica o in banca o in azienda o in un giornale. E chi più ne ha più ne elenchi. Tutti cercano una raccomandazione e contestualmente tutti negano di farlo: il reprobo è sempre l’altro. Perchè è l’Italia che è venuta su così. L’Italia della altrui colpa e della altrui responsabilità.

A quest’Italia si riferiva Poletti. Che è anche sua, che conosce bene. È il Paese (non più o giammai Nazione, ma solo Paese) dove non si accede per merito al mondo delle cooperative ex-rosse da cui lui proviene e neppure altrove: perchè, ove e quando pure fosse bandito un pubblico concorso, scatterebbe sempre e comunque la ricerca assillante di un “sostegno” di una “spinta” di un “aiutino” o, come si può sentir dire adesso, di uno “sponsor”. Ecco perciò che il calcetto è la metafora di quest’Italia fatta controvoglia e peggio cresciuta. Che, se poi magari si gioca a calcetto con gli amici “giusti” che stanno nei posti “giusti” si può legittimamente pensare di fare una folgorante carriera.

Magari analoga a quella strepitosa di Luca Cordero di Montezemolo i cui incarichi, per completezza di informazione e per la gioia dei nostri lettori, elenchiamo di seguito (testo riprodotto da Wikipedia): ex Presidente della Ferrari S.p.A. e Amministratore Delegato; ex Presidente della Ferrari N.V.; ex Presidente della FIAT S.p.A.; ex Presidente della Fiera Internazionale di Bologna; Presidente di Telethon; Presidente di Alitalia Sai; Presidente del comitato promotore dei Giochi Olimpici di Roma 2024; ex Presidente e cofondatore dell’associazione Italia Futura; Vicepresidente di Unicredit; ex Presidente di Confindustria; ex Presidente degli Industriali della Provincia di Modena; ex Presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali); ex Presidente della Luiss; ex Presidente di NTV; ex Presidente della Maserati; amministratore delegato della RCS Video; amministratore delegato della Cinzano International; Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa; Consigliere di Amministrazione del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute); Consigliere di Amministrazione di Tod’s; Consigliere di Amministrazione di Indesit Company; Consigliere di Amministrazione di Campari; Consigliere di Amministrazione di TF1; Consigliere di Amministrazione di Unicredit Banca d’Impresa; Consigliere di Amministrazione di Poltrona Frau. Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell’Assonime. È membro dell’International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale.

Ecco, il fatto non è certo, ma dicono che Montezemolo (che è stato pure vicepresidente della Juventus Fc anche se dal web ogni riferimento fotografico è sparito!) abbia anch’egli -come tantissimi italiani- coltivato l’hobby del calcetto: provate a schernire adesso Poletti e provate a dire alla gente che invece di una palla e 4 amici ci vuole il curriculum!

(di Mario Aldo Stilton, tratto dal Secolo d’Italia)

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