QUANDO LA FAMIGLIA CROLLERÀ, A SALVARLA CI PENSERÀ LA DONNA

Una famiglia solida conviene a tutti. Ma a farla tornare tale ci penserà la donna

Fabrizio Fratus è uno degli autori del libro “Con i loro occhi” coordinato da Mauro Lami, protagonista dell’iniziativa guidata dall’associazione “Papà separati della Liguria”. Per saperne di più su tale opera, abbiamo intervistato Fratus che ci ha raccontato l’analisi sociale espressa da quest’opera:

A marzo è uscito un nuovo libro che racconta il dramma delle separazioni, questa volta partendo dal punto di vista dei figli. Un libro di racconti dalla parte dei bambini? Cosa volete raccontare?

“L’iniziativa è dell’associazione dei Papà separati della Liguria guidata in modo fantastico da Mauro Lami che mi coinvolge in queste iniziative. Hai detto giusto “dramma delle separazioni”, i dati sono allarmanti. Quando nasce una separazione gli effetti sono molteplici, da una parte l’uomo entra spesso in una situazione di povertà, i figli divengono soggetti contesi a cui mancano i punti di riferimento per la crescita e le donne nel lungo periodo restano sole (i dati parlano di oltre il 70% di donne separate sole dopo i 55 anni)”

Seguendo il tuo racconto, la separazione è considerata un disastro: povertà per gli uomini, mancanza di punti di riferimento per i figli e solitudine per le donne. In tanti, però, considerano il divorzio un atto di libertà, tu che ne pensi?

“La questione è molto complessa e va affrontata su piani differenti. Dipende molto da dove si parte con il ragionamento e quali sono i presupposti a cui si fa riferimento e soprattutto lo scopo che si vuole raggiungere. Io faccio una considerazione iniziale ben precisa: la società in cui viviamo, funziona? L’analisi sociale ci dice di no. Le persone non sono felici, anzi è in continuo aumento l’insoddisfazione personale. Se in passato le motivazioni per cui una persona trovava motivazione per alzarsi ogni mattina e vivere oggi quelle stesse motivazioni non ci sono più. Per esempio, il lavoro e la fatica erano un sacrificio da fare per dare tutto il necessario alla famiglia, aveva uno scopo ben specifico. Oggi il lavoro è l’identità di una persona, ma una persona non è il suo lavoro e anche questo provoca disagio esistenziale. La famiglia era la motivazione per cui si viveva, lo scopo della vita. Il sacrificio era per i figli. Essere responsabili verso di loro era un principio importanti mentre oggi vince la ricerca della gioia personale, della “felicità” per se stessi. Questo è il primo grande errore: cercare di essere felici senza comprendere che il primo motivo di felicità deriva sicuramente dal donarsi ai propri figli”

Parli di cultura del dono per i figli ma in realtà la società in cui viviamo sembra esprimere altri stili di vita. La separazione talvolta concede maggiori libertà ai figli, non credi?

“La domanda è una provocazione e quindi l’apprezzo. Aver perso il concetto di dono è la principale motivazione della situazione in cui in un sistema di persone triste, tutte agiscono per interesse personale e sono frustrati. Depressioni, fobie, oroscopi, cartomanti e acquisto di psicofarmaci sono tutte realtà in aumento e rappresentano il vero fallimento di questa società basata sul soddisfacimento del piacere personale. I figli hanno, in molti casi, maggiori regali e più libertà, ma pochi esempi positivi, sono sprovvisti d’insegnamenti, divengono soggetti utilizzati per contese e partecipano a litigi assolutamente fuori luogo. Una famiglia solida riesce a dare regole e certezze ai figli che cresceranno in ambiente sicuro con punti di riferimento a cui ispirarsi. Certo, non è che in una famiglia “solida” non vi saranno problemi, fanno parte della vita e ci sono sempre. Il fatto è che con la separazione i problemi nel breve, nel medio e nel lungo periodo aumentano. Ci saranno dei momenti dove magari sembrerà che tutto funzioni, ma saranno brevi e inutili”

Parli di famiglia solida, perché?

“Contrappongo la famiglia solida alla famiglia liquida di Zygmunt Bauman, grandissimo studioso. La sua visione, però, è pessimista, io credo che a breve vi sarà una “rivoluzione” che passerà dalla presa di coscienza delle donne di quanto sta accadendo. Gli uomini, su questi temi, sono spesso un po’ arrendevoli. La famiglia è più un’“esigenza” femminile. Qualcuno penserà che anche questo è ormai superato. Bene, la mia sfida è: aspettiamo una decina di anni (i tempi sono velocissimi oggi) e sono convinto che le donne “compiranno” una nuova rivoluzione, tornerà la famiglia per essere solida, quindi, basata su presupposti di fedeltà, progetto comune, sicurezza e figli”

Quindi la pensi in maniera differente riguardo al futuro a confronto di tutti i maggiori studiosi sull’argomento?

“Certo, non fanno altro che copiarsi e ripetere le stesse cose. Si basano su propositi errati. Uomo e donna hanno la necessità di stare uniti e costruire un futuro per darsi sicurezza emotiva. L’unirsi solo per brevi periodi porta al contrario insicurezza, solitudine, frustrazione e paura. Ecco allora che si attualizzerà quanto detto sopra: una rivoluzione femminile per il ritorno a una famiglia solida”

Il libro si intitola “con i loro occhi”, sono diversi racconti. Come nasce l’idea?

“Il progetto è iniziato con il libro “il delirio e la speranza” in cui erano i padri a raccontare la loro esperienza della separazione. Questo nuovo volume vede come protagonisti i figli e poi ci sarà il terzo con la visione delle mamme. Il lavoro di Mauro Lami è grandioso proprio per il fatto che vuole dare una visione quanto più completa è possibile di quello che rappresenta realmente la separazione. Non vince nessuno, sono tutti sconfitti. Gli autori, va spiegato, hanno partecipato tutti gratuitamente e si sono resi disponibili per le presentazioni. L’impegno per questo tipo mi coinvolge in pieno, i bambini sono il nostro futuro e con Reach Italia sono sempre pronto a dare il mio contributo per una società in cui individualismo ed egoismo siano visti come un male da evitare”

A cura di Ciro Troise (per LaVoced’Italia.it)

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1 Commento su QUANDO LA FAMIGLIA CROLLERÀ, A SALVARLA CI PENSERÀ LA DONNA

  1. Quando la famiglia crollerà, in Italia resteranno solo mussulmani, indiani e cinesi che si faranno la guerra tra di loro. Di noi italiani resterà solo il ricordo. L’individualismo sfrenato e la mancanza di qualsiasi riferimento culturale ed ideale ai quali ci hanno condotto le elites dominanti stanno già provocando la nostra estinzione. Stiamo per essere sostituiti da popoli fieri della propria identità, dei propri codici di comportamento, della propria religione e fermamente convinti che la famiglia sia il nucleo fondante delle loro società.

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