BERLUSCONI AL QUIRINALE CON RENZI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Parisi e il partito della nazione: moderati Pd, Ncd, Fi tutti uniti contro il volere del popolo, questa si chiama democrazia

A Milano è iniziata la tempesta per riformare il centrodestra, i giochi per il dopo referendum sono belli che partiti e già molti si stanno facendo male. La città della Madonnina è in subbuglio per l’annuncio di Berlusconi di volere Parisi come leder, va detto subito che a noi sembra una pirlata pazzesca. Parisi non solo è uno sconfitto ma è stato il candidato sindaco a Milano che ha sbagliato tutto, ha allontanato gli elettori della destra e si è condannato alla sconfitta. Ha fatto tutto da solo con il suo staff. Con i suoi amici moderati che ora non potendo fare gli assessori sono a chiedere un posto in qualche Consiglio di amministrazione, ovviamente ben remunerato.

Parisi, uno sconfitto senza verve a federare un centrodestra frantumato senza una reale identità, una mossa strana? No, una mossa coerente con quanto è la volontà dei moderati: una grande casa comune. Con le comunali di Milano abbiamo capito bene un questione: per i moderati Sala o Parisi andavano entrambi benissimo, uno o l’altro era uguale, la vittoria del centro era certa e allora perché non riproporre un modello simile creando i presupposti di un governo dei moderati in linea con l’Europa?

 

La nuova marmellata per il paese Italia

Da Milano è partito il grande progetto per la nuova DC che  vedremo realizzarsi dopo le prossime elezioni politiche. Il primo passo sarà la vittoria del no al referendum costituzionale dando quindi il via al balletto per una nuova legge elettorale che sarà strutturata appositamente per giungere all’ingovernabilità e ricreando le condizioni per formare un governo di coalizione dei moderati. Nel mentre Angelino Alfano sarà tornato a casa da Silvio Berlusconi sempre più stratega e animatore della politica dei palazzi e Forza Italia si ricompatterà intorno all’unico capo indiscusso che imporrà Stefano Parisi (o un moderato simile) come candidato alla presidenza del consiglio per il centro destra. Il risultato elettorale dovrà solo certificare l’impossibilità di un governo in modo da potere realizzare una grande coalizione dei moderati e imporre nuovamente politiche volute dall’Europa.

 

Serve la Destra!

Una fine ingloriosa; nel lontano 1994 il Movimento Sociale Italiano a lungo messo agli argini diventò punto di riferimento di milioni di italiani, il partito allora si andò a “bere” l’acqua di Fiuggi e diventò Alleanza Nazionale, sempre di Destra ma moderato e un po’ tanto liberale. Arrivo’ il Partito della Libertà e Gianfranco Fini, pensando ai suoi interessi specifici di divenire in futuro il candidato alla presidenza del consiglio sciolse il suo partito per contribuire alla nascita del grande partito della libertà … Fine della destra. Dopo 8 anni, dal 2008 i conservatori, i sovranisti, i nazional popolari, la destra sociale, gli identitari sono ancora orfani e frammentati in decine di organizzazioni. Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato l’inconsistenza di Fratelli d’Italia, partito nato per garantire il posto ad alcuni … La frattura e la guerra interna in FdI c’è, infatti Ignazio La Russa non si è fatto vedere a Monza durante l’assemblea, un chiaro segnale anche se alcuni sostengono una situazione di tregua. Riccardo De Corato, invece, si guarda in giro e cerca di capire come può garantirsi un “futuro” mentre l’assessore Becalossi attende lo scontro su Milano tra il passato e il futuro rappresentato da l’unico vero alleato di Giorgia Meloni e cioè Carlo Fidanza. La destra manca, è svanita e non ha più punti di riferimento, da una parte molti restano in attesa di un nuovo “messia” mentre dall’altra credono sia il momento di non fare più nulla. Ma un fatto è inconfutabile: senza destra il centrodestra non può vincere! Il passato non torna ma il futuro va costruito e a questo nessuno ha pensato, ecco compreso il perchè oggi mancano persone capaci di sviluppare un’azione politica fatta di idee e valori di destra. Il rappresentante politico della destra più in vista è certamente Giorgia Meloni che viene accusata di inseguire e ripetere idee e posizioni di Matteo Salvini e di non avere le idee chiare sulle posizioni da prendere. Tutto questo è vero, per fare politica non serve solo la militanza e l’esperienza ma servono anche gli strumenti culturali per analizzare e comprendere la realtà in cui si vive sviluppando sintesi e idee attuali. Serve un progetto e un sogno da realizzare, servono persone preparate e disponibili e lavorare per un’idea e non per interesse, servono nuove figure che abbiano ancora il sogno di un mondo diverso. Ma mancano e la destra non c’è.

 

La Lega Nord

Si va verso il congresso e nulla di scontato sarà possibile, Matteo Salvini ha una visione espansiva del movimento mentre la vecchia guardia da Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti, Roberto Calderoli per arrivare sino al segretario della Lega Nord Paolo Grimoldi vogliono un ritorno al modello Partito del nord. Se non bastasse questa divisione a creare tensione il problema maggiore è certamente cosa fare alle prossime politiche, le incertezze sono molteplici, da una parte la questione delle alleanza con Salvini lontanissimo da un accordo con chi ha sostenuto sino a oggi Renzi mentre Maroni è per un’alleanza ampia per cercare di vincere le elezioni. Lo scontro, per capirci, è tra una visione di principio e una di realismo politico. A fronte della lotta interna la Lega Nord aveva la possibilità di accaparrarsi i milioni di voti a destra ma la presentazione di un progetto confuso e ondeggiante tra un liberismo economico e un comunitarismo localista ha decisamente allontanato tutti coloro che nel centro sud aspettavano Matteo Salvini.

 

Silvio Berlusconi

È lui che vince, è lui che ancora una volta è tornato in sella e detta le regole nel centrodestra e mantiene Renzi al governo. La farsa di Alfano prima e di Verdini poi non regge più e il progetto del Silvione nazionale si sta per concretizzare. Il suo obbiettivo? Dopo avere confederato il centrodestra nel 1994 oggi vuole realizzare il ritorno dei moderati al governo e come premio essere eletto presidente della repubblica.

 

Fantapolitica? Assolutamente no, e se Matteo Salvini sarà capace di riparare agli errori fatti forse il futuro sarà tutto da riscrivere

Fabrizio Fratus

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