L’ISIS È COME LA MAFIA: UN AFFARE DI STATO, NON DI ALLAH

Che cosa rende così simili Isis e Mafia? Semplice, il genitore: lo Stato.

di Vincenzo Sofo 

Se l’Isis fosse stata roba di Allah, saremmo stati più tranquilli: qualche preghiera e l’intercessione del Dio nostro, alla fine ce la saremmo cavata. Ma Dio, comunque vogliate chiamarlo, è persona troppo perbene per invischiarsi in queste cose. Qui invece si tratta di roba di Stato ed è per questo che siamo fregati.

L’Isis non è altro che la Mafia 2.0. Ne abbiamo avuta prova a Bruxelles. Non ieri con gli attentati, ma l’altroieri con l’arresto di Salah Abdeslam, uno dei terroristi di Parigi. Per prenderlo, sono dovuti andare in uno dei quartieri popolari della capitale belga, incontrando non poca resistenza da parte dei residenti di quel quartiere, Belgistan. Proprio come quelle volte che in tv ci siamo gustati i blitz delle forze dell’ordine nelle periferie di Napoli per arrestare qualche camorrista, con le donne dei clan a contrapporsi urlanti tra buoni e cattivi per impedire la cattura dei secondi.

Qui Allah non c’entra nulla come nulla c’entra Padre Pio. Salah Abdeslam è fedele musulmano come Totò Riina è fedele cristiano. Basti pensare che uno consumava droga e l’altro la vendeva. E “Allahu Akbar” non è altro che il corrispettivo del santino bruciato nella mano. E la storia dei martiri che uccidono la Jihad equivale a Osso Mastrosso e Carcagnosso che uccidono per vendicare l’onore della sorella. E i borghesi sauditi che si arruolano nell’Isis non divergono dai benestanti dei clan che entrano nei business di famiglia. E gli attentati a Bruxelles perché l’Occidente prima finanzia e poi attacca hanno il sapore degli attentati a Palermo perché il Governo prima fa accordi e poi condanna.

Non ci vedo religione, ma un laicissimo ‘Delinquenti e buoi dei paesi tuoi’. Che se li crei poi hai il problema di gestire, perché fino a quando fanno business tutto va bene ma quando gli metti i bastoni tra le ruote, allora sono cavoli. Chiedere a Falcone e Borsellino. E alle centinaia di morti sparsi tra Parigi e Bruxelles.

Qui è tutta una questione di Stato. E’ per colpa dello Stato (italiano) che nasce la Mafia ed è per colpa dello Stato che essa si perpetua. E’ per colpa dello Stato (Nato) che nasce l’Isis ed è per colpa dello Stato che esso si perpetua. Ed è per colpa dello Stato che al momento non abbiamo alcuna speranza di vittoria, né contro la Mafia né contro l’Isis. Perché per combatterli, dovremmo innanzitutto combattere il nostro Stato.

Quello che ha foraggiato la Mafia per favorire lo sbarco degli Americani per buttar giù Mussolini e quello che ha foraggiato il terrorismo islamista per buttar giù Gheddafi, Saddam Hussein e compagnia. Quello che mercanteggia con la Mafia per il consenso elettorale e quello che mercanteggia con l’Isis per armi e petroldollari.

L’Isis non è altro che un antistato, proprio come la mafia. Ed infatti Stato si è autoproclamato. Con tutta la molto laica e poco religiosa intenzione di controllare territori, dettare leggi e gestire economie. E l’Antistato può esistere solo dove manca lo Stato o dove lo Stato è il primo a delinquere. A partire dalla politica estera (Primavere Arabe), per continuare con la politica interna (Welcome Refugees). E finendo nelle politiche cittadine dei quartieri popolari, dove la mancanza di controllo ordine e sicurezza favorisce la nascita di un odio nei confronti delle istituzioni ufficiali e la voglia di istituzioni ufficiose contrapposte. I fan degli attentati in Europa presenti nel periferie delle nostre città corrispondono al popolani che ricorrevano al Padrino del paese per ottener giustizia.

Sintesi? L’Unione Europea (Stato) pur di fomentare il business dell’accoglienza (Mafia) favorisce l’arrivo di terroristi (Isis) nelle nostre città. E tutti e tre gli elementi si ricongiungono in un ménage à trois. In una poco religiosa e molto laica trinità.

D’altronde, se Salah Abdeslam si rifaceva al Corano e Totò Riina si rifaceva alla Bibbia, quello che si fa bello in prima fila alla Messa della domenica, se avete visto House of Cards, è Frank Underwood: ovvero la Politica.

E la politica le frontiere non le vuole chiudere e gli immigrati li vuole indiscriminatamente, perchè servono ad aumentare la concorrenza tra lavoratori, per abbassare i vostri salari e distruggere i vostri diritti sociali; le guerre in giro per il mondo non vuol smettere di farle, perchè fanno girare soldi ed equilibri geopolitici; l’Europa la piange dopo gli attentati, ma non la vuole creare.

Parola di Underwood e dunque di Riina e dunque di Abdeslam. Perchè alla fine di Fight Club, se ricordate, si scopre che i due protagonisti tutti la stessa persona. Solo che Tyler Durden era dei nostri, Underwood invece no.

TRATTO DA WWW.VINCENZOSOFO.COM

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