CIAO, SONO UN TERRORISTA :)

E faccio la pelle in casa tua perché tu la fai a me in casa mia

Si ripropone il terrore in Europa e lo si fa il giorno dopo il grande trionfo per l’arresto di uno degli organizzatori dello scorso attentato a Parigi. 23 morti e tanta tanta paura in tutte le capitali del nostro continente. Mi torna in mente un pezzo di questa estate di un giornalista, Francesco Borgonovo, che descriveva la decapitazione resa pubblica tramite video da parte dell’ISIS. Ieri come oggi l’obiettivo per questi assassini è quello di TERRORRIZZARE.

Il giornalista scriveva: “Non c’è nemmeno la pietà della ghigliottina” La parola pietà, in questo caso, rappresenta la velocità dell’esecuzione con la quale si decide di uccidere; nell’interpretazione da parte di Francesco Borgonovo i guerriglieri sono dunque addestrati alla violenza (vero) e al sadismo (dubbio), così evidenziato: “Utilizzano il coltello. Quindici secondi da quando affonda la prima volta nella carne a quando il corpo della vittima smette di tremare” Quanto succedeva e succede oggi nei media è la volontà di stimolare la fantasia morbosa del lettore o di colui che guarda creando quindi un odio per i combattenti dell’ISIS (che certamente non sarò io a difendere).

Ma i guerriglieri dell’Isis vengono “istruiti” ad atti così violenti e poi ripresi proprio per scandalizzarci, per farci paura, per fare comprendere che loro hanno ancora il senso della vita, di ciò che rappresenta la morte e la violenza. Lo sanno bene cosa fanno e ce lo dimostrano… Ma noi europei, occidentali, invece perché mandiamo immagini forti e tragiche come quelle che in queste ore invadono i nostri TG? Non ci rendiamo conto che contribuiamo a raggiungere l’obiettivo voluto dai terroristi dell’ISIS? Noi occidentali non riusciamo a renderci più conto di quanto facciamo e collaboriamo a creare paura.

So che non è il momento più adatto per porsi questa domanda, ma proprio per questo la pongo: crediamo forse che le nostre bombe lanciate dal cielo da oltre 10.000 metri, cadendo, provochino morte istantanea? Che non ci siano quei lunghi e interminabili minuti, e non secondi, di dissanguamento di corpi maciullati? Siamo più bravi perché non ci prendiamo più la responsabilità di guardare in faccia la nostra vittima? Siamo noi gli eroi salvatori che lasciano bambini mutilati con la scusa di portare la democrazia? Tutta la violenza delle nostre armi tecnologiche viene nascosta sotto la retorica della guerra preventiva, dell’azione umanitaria, dell’intervento a sostegno dei popoli oppressi e tante altre stupidate. E se iniziassimo a guardare quanti danni sono stati fatti solo negli ultimi anni a causa dell’intervento dei soldati appartenenti alla “squadra” occidentale, sarebbe orrore. Certo, alcuni ritengono che questa operazione sia una mossa strategica degli Stati Uniti d’America, la cosiddetta geopolitica del caos. Ma la verità è solo una: da una parte vi sono guerriglieri che con estrema violenza visiva difendono tradizioni e cultura della loro terra e dall’altra vi sono eserciti tecnologicamente avanzati che manipolano le loro azioni e sono importatori di una società basate sul danaro. E si sa, violenza chiama violenza.

Anche noi terrorizziamo e anche noi siamo colpevoli. Con il noi, intendo i governi e non certo i popoli che subiscono la tragedia di una guerra sotterranea che ci terrorizza. In tutto il mondo, tutti i popoli sono sotto attacco. Lo sgozzamento come l’attento è un atto violento, orrendo. Ma si abbia il coraggio di riconoscere la verità: loro almeno hanno ancora la “forza” di assumersi direttamente la responsabilità di toccare il sangue e strappare la vita, toccano con le proprie mani le oscenità che compiono. Noi facciamo la stessa cosa nascondendoci dietro ad un joystick da bomba intelligente e profumata, mentre sorseggiamo uno spritz.

Fabrizio Fratus per ticinonotizie.it

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