BENVENUTI NELL’EPOCA DEI CAPRICCI

Un più efficace sinonimo per la parola "diritti"

Capito in edicola, compro un giornale, lo leggo e mi deprimo. A parte un braccio di ferro tra Italia ed Europa sulla finanza allegra, a parte un tizio che è andato a portare il trotskismo in Egitto e a parte Di Caprio che ha vinto l’Oscar per aver dormito con un cavallo, pare che a tenere banco sia l’annosa questione dei “diritti gay”.

Tema che, purtroppo, non si inserisce meramente nella solita campagna monotematica di SEL (dopo la lotta al precariato, le pale eoliche, i pannelli solari e il NO al nucleare) ma va ad articolarsi all’interno del più ampio e complesso calderone dei “diritti civili” che, da quando è stato esteso il suffragio, sembrano essere l’unico strumento atto a qualsivoglia conquista sociale. E allora abbiamo diritto all’aborto, diritto alla vita, diritto di voto, diritto all’obiezione di coscienza, diritto al lavoro, diritto alla pensione, diritto alla maternità, diritto alla paternità, diritto al cazzochetisincula e così via: un diritto per ogni capriccio che ogni neonato comitato per i diritti civili s’inventa.

Ovviamente scimmiottando Stirner, io sono sempre stato contrario a queste elargizioni indiscriminate di “diritti” a destra e a manca, se non altro per una semplice difesa dell’esistente e dell’ordine stabilito. Ed è sostanzialmente questo quello che rispondo a chi mi rimprovera di osteggiare (o addirittura non appoggiare) le magnifiche sorti e progressive dei diritti civili: alla fine non ti riguarda, mi dicono, fatti gli affari tuoi e lascia che loro si facciano i loro, ribadiscono. Ma allora come mai la maggior parte dei manifestanti a favore dei “diritti gay” è eterosessuale?
Perché in un paese civile, tutti devono avere i diritti che spettano loro, mi spiegano, perché è solo elargendo loro i diritti che reclamano in quanto categoria che possono essere liberi, rincarano.

E allora benvenuti, signori. Benvenuti nell’era dei capricci, quella in cui non si vieta, ma si asseconda: non importa che siate una minoranza che manifesta con richieste strampalate o un quattrenne che strilla perché vuole cenare con le caramelle anziché con la carne. Sberle non se ne danno a nessuno.

E viva la libera espressione di tutte le categorie, che di certo non danneggerà alcun individuo.

I difensori dell’esistente lottano per qualcosa di concreto: un privilegio, una struttura sociale, un bene reale; chi lotta per un programma astratto, invece, può credere di difendere l’universale. L’uomo di sinistra si crede generoso perché le sue mete sono confuse [NGD]

Froci.

Walter Quadrini

 

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