QUANDO I PARTITI SONO BECERI E SENZA CULTURA, SERVONO I LABORATORI CULTURALI: APPUNTAMENTO A VAREDO

Nell’era dei partiti liquidi, la politica ha abdicato a quella che era un tempo una sua inderogabile prerogativa: la formazione culturale dell’essere umano all’interno di una cornice ideologica di riferimento. Nascono da questo percorso i principali statisti italiani del ‘900: da Sturzo a Mussolini, da De Gasperi ad Andreotti, da Moro a Craxi.

Ma l’era buia di “tangentopoli”, il golpe giudiziario-finanziario a torto spacciato come momento catartico della nazione, ha macellato e annientato tutto quanto di buono la politica aveva saputo costruire e poi ricostruire dalle macerie della guerra.

L’ondata di imbarbarimento della classe politica post 1992, quella i cui punti di riferimento politici erano costituiti da asettici quadri aziendali provenienti dal privato, da venditori, da personaggi televisivi ed ex tecnocrati della Prima Repubblica  e ancor più la seconda ondata di imbarbarimento, quella del post Berlusconi, con la comparsa sulla scena del Movimento 5 Stelle, che ha innalzato agli onori parlamentari massaie e internauti in pantofole, sono figlie di questa mancanza di formazione e quindi dell’assenza di una qualsiasi tensione ideale verso il miglioramento della società. Un’assenza di tensione ideale e ideologica che è tale alla luce di un vuoto “pensiero pragmatico” che in realtà sottintende a un bieco asservimento alle logiche tecnocratiche, lievemente mascherato con basiche operazioni di marketing politico.

Tuttavia non tutto è perduto. La capacità di dare vita a un percorso di formazione umana e culturale, un tempo appannaggio delle scuole di partito, è  ereditata oggi, nell’era del web, da alcuni laboratori culturali nati dalla passione di persone giovani e talentuose e cresciuti in maniera importante fino a diventare punti di riferimento per intere comunità. Sono laboratori di estrazione diversa, chi liberista, chi comunitarista, chi socialista, che però trovano un comune denominatore nell’opposizione al dominio esercitato dall’attuale classe dirigente.

E così, i laboratori politico-culturali più irriverenti della rete si troveranno a confronto per la prima volta in forum a loro dedicato in Brianza. Nomi come L’Intellettuale Dissidente, L’Intraprendente, Il Talebano, La Via Culturale al Socialismo, e L’Opinione si confronteranno, a partire anche dal dibattito tra comunitarismo e liberalismo già apparso sulle pagine de Il Talebano, sulla via per uscire dall’attuale crisi della politica e in particolare di tutto quell’arco politico che si oppone al Partito Democratico e alle sue logiche.

L’incontro è organizzato dal Coordinamento Provinciale di Forza Italia Giovani di Monza e Brianza e dal Coordinamento Provinciale de La Destra di Monza e il confronto si terrà appunto venerdì 26 febbraio a Varedo (MB) in Sala Biraghi, in Piazza Biraghi 2, alle ore 21.

Saranno presenti al dibattito Giovanni Sallusti (L’Intraprendente), Fabrizio Fratus (Il Talebano – Progetto 1000 Patrie), Fabrizio Ciannamea (L’Intellettuale Dissidente), Alessandro Catto (La Via Culturale al Socialismo), Stefano Magni (L’Opinione) e Fabrizio Provera (Ticino Notizie). E, sicuramente, ci sarà da divertirsi.

Cristiano Puglisi

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