ISIS, ISLAM E LIBANO (E MAGARI ANCHE UN PO’ DI PREZZEMOLO)

Il problema dell'Europa è che strizza l'occhio all'Islam sbagliato

BEIRUT (Libano) – Tra terrorismo, Islam e conflitti medio,-orientali, il sociologo spiega in un’intervista a una TV libanese il suo punto di vista, probabilmente un po’ scomodo ma logico e brillante.

1)QUAL È L’OPINIONE DEGLI ITALIANI NEI CONFRONTI DELL’ISLAM?

Purtroppo i connazionali sono molto ignoranti e confusi in merito. La maggioranza ignora che un precetto islamico fondamentale è ” troverai che i tuoi fratelli nella fede sono i cristiani”. La maggioranza è convinta che chi appartenga a un credo diverso sia un “cane infedele da uccidere”, che le donne siano sottomesse e non rispettate. Da qui la visione negativa del mondo islamico. Chiunque abbia letto la Bibbia (l’Antico Testamento in particolare) conosce quanto quel testo sia crudo e disseminato di racconti di violenza e morte.

Fabrizio Fratus intervistato dalla tv libanese a Beirut

Fabrizio Fratus intervistato dalla tv libanese a Beirut

Allo stesso modo, il Corano contiene racconti di battaglie e in diversi punti descrive un aspetto terrifico della divinità, che fa parte del mondo monoteista e non è per nulla strano o particolare. Ci si affida, in entrambi i casi, all’interpretazione data da un’autorità superiore. La realtà, da non trascurare, è che questa religione si è andata ad affermare in culture tribali dove sono molto radicate le pratiche sanguinarie pre islamiche, tra l’altro molto ammorbidite dall’Islam stesso. Non è quindi un caso che l’Islam cosiddetto radicale provenga solamente da queste zone; l’esempio più importante è senz’altro quello dell’Arabia saudita che ha da sempre un approccio razzista e settario dell’Islam, e che propaganda una certa forma religiosa che diventa spesso addirittura eretica. Ogni forma di Islam radicale che sfocia in terrorismo è frutto di quella ideologia, e attacca in primis gli stessi islamici che ne pagano le conseguenze da secoli.

2)Gli italiani interpretano il terrorismo islamico come il perseguimento della Shariah (legge coranica) o come qualcos’altro?

E’ vero che nel Corano ci sono dei versetti (in arabo “ayat”, ovvero “segni” di Dio, della sua presenza, in quanto parole da lui stesso pronunciate) che acconsentono l’uccisione di altri esseri umani, ma vanno letti insieme al contesto dell’intero capitolo: difatti la maggior parte dei passaggi coranici in cui viene raccomandato di uccidere si riferiscono a quando la Ummah (la comunità islamica) di quel tempo era continuamente attaccata e perseguitata dalle tribù del “circondario” ebree e “pagane”. Perciò nell’Islam è lecito difendersi ma NON attaccare. Ricordo un bellissimo verso del Corano che recita grossomodo:”Chiunque abbia ucciso un uomo innocente, è come se avesse ucciso l’umanità intera”: questo fa capire che lungi dai musulmani praticanti essere terroristi!

3) A tal proposito, qual ê il ruolo del suo paese nella lotta contro l’isis e il terrorismo islamico?

Sul suolo nazionale l’Italia ha dimostrato di avere una buona intelligence: sono numerosi gli arresti avvenuti di veri e propri terroristi (come dimenticare la famosa operazione Martese?), quasi tutti concentrati nel nord Italia. Per quanto riguarda il medio-oriente, Matteo Renzi ha annunciato l’invio di soldati in Iraq per la difesa della diga di Mosul in quanto strategicamente importante e che si trova a soli 30 km dal confine con lo Stato Islamico. Ma oltre a questi piccoli “lanci di sassi”, che servono solo a far credere che il nostro paese sia “sul pezzo”, l’Italia è ferma. E lo è perche non ha alcun potere decisionale. Siamo invasi da sedicenti profughi, alcuni di questi terroristi e ciò è dimostrato appunto dagli arresti effettuati. Utilizzano il nostro territorio come transito, come porta per l’Europa. Per ora non si scorge l’intenzione di impiegare nè l’aviazione nè l’esercito per vere e proprie operazioni militari contro l’ISIS. E questo è il principale motivo per cui il nostro paese in realtà, diversamente dalla Francia, non è un bersaglio di attentati. Ma se l’Europa chiamerà, il nostro governo scatterà sull’attenti. È chiaro ovviamente che l’Isis sia un gruppo terrorista, meno chiaro chi siano i suoi alleati e chi li combatte veramente. Questo, oltre al fatto che l’Islam venga identificato con il terrorismo, è un serio problema: l’Europa chi sostiene?

4) L’Occidente (USA/UE) sembrerebbe voglia le dimissioni del Presidente Bashar Al Assad in Siria. Lei cosa ne pensa?

Barack Obama, il democratico Presidente USA, ha dichiarato che le dimissioni di Assad sono una parte fondamentale nella riuscita dell’eliminazione dell’Isis. Bene, io trovo che questa sia solo una scusa e i fatti lo dimostrano. Assad e il suo esercito siriano, assieme alla Russia e con l’aiuto del partito di lotta Hezbollah, si sta difendendo ottimamente dalle orde assassine dell’ISIS, tanto che le stanno chiudendo passo dopo passo in una morsa letale inevitabile. E ricordiamoci le dichiarazioni della signora H.Clinton:”L’Isis è roba nostra, solo che ci è sfuggita di mano”. Gli Stati Uniti, insieme a Francia e Regno Unito, appoggiano apertamente i cosiddetti ribelli del regime legittimo di Assad. Gli Stati Uniti continuano a foraggiare quei gruppi legati all’Arabia Saudita, che hanno lo scopo di distruggere i paesi del medio-oriente rendendoli deboli e facilmente colonizzabili. Assad sembra essere l’ultima pedina da far cadere per completare il processo delle primavere arabe.

5) Che percezione ha l’Italia del partito libanese Hezbollah?

Probabilmente il 90% degli italiani non sa nemmeno che esista il Partito di Dio. Il governo italiano ha un rapporto particolare con Hezbollah: infatti, nonostante la decisione dell’UE di inserirlo tra i gruppi terroristi, l’Italia non preclude il dialogo ma rimane in ogni caso molto distante dal considerarli alleati nella lotta al terrorismo. Ed è quanto di più sbagliato si possa pensare. Hezbollah è senza dubbio un aiuto fondamentale nella lotta contro l’Isis.

Stefania Bonfiglio per Ticino Notizie

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