DISGREGAZIONE FAMILIARE

Un dramma tanto sociale quanto reale

I padri separati sono un dramma troppo spesso dimenticato, un problema sociale di cui nessuno si occupa realmente. Quando una coppia si separa, i problemi si moltiplicano e non solo in ambito economico ma anche – e soprattutto – sociale ed educativo. Si consideri che la figura del padre è importante ed indispensabile per quanto riguarda l’educazione completa di un figlio: con la separazione diviene naturale e automatico il moltiplicarsi dei compiti della donna che, oltre a dover lavorare (in molti casi) per contribuire alle cure del figlio, ha il problema di doverlo anche educare nel poco tempo di cui dispone; il tutto senza il contributo del padre che, per ovvi motivi, nel migliore dei casi è presente un fine settimana ogni due.

La disgregazione familiare è un dramma reale e pochi ne hanno compreso realmente le problematiche sociali. Non è solo una questione privata ed economica tra i due coniugi che si separano. Pensiamo al domani, a quali riferimenti avranno avuto i figli cresciuti: la nostra è già una società iperindividualista e, credo sia evidente, domani lo sarà ancora di più. Ogni genitore ha la responsabilità della formazione affettiva dei propri bambini (spesso si dice che i genitori devono dare l’esempio) ma se proprio i genitori sono i primi a dare l’esempio di non rispetto e non responsabilità come possiamo pensare che domani i nostri figli saranno capaci di sacrificarsi e di far crescere una famiglia?

Se già precedentemente al periodo della crisi molti uomini separati hanno subito dei tracolli economici e hanno avuto necessità di fare ricorso alla Caritas o alle mense pubbliche, oggi il problema si è aggravato: anche le stesse ex mogli in molti casi sono costrette a chiedere aiuto in quanto l’assegno di mantenimento non arriva più, la separazione porta ad un tracollo economico che riduce molti padri e molte madri a vivere con poco più di 300-400 euro al mese.

Situazioni ormai insostenibili che hanno portato all’aumento di suicidi di genitori separati, oggi attorno ai 400 casi l’anno (molti equiparano questo dramma, chiamato anche “maschicidio” al più noto “femminicidio”). Il contributo più importante a queste tematiche arriva dal Terzo Settore che cerca di interpretare le esigenze dei più deboli. Da molto tempo anche noi de Il Talebano seguiamo il problema dei padri separati: i bambini, le principali vittime della disgregazione familiare, perdono nella quotidianità i punti di riferimento fondamentali per la loro crescita, condizionata dalla lontananza di uno dei due genitori.

L’aumento di padri che si rivolgono ai centri di aiuto, assistenti sociali, Caritas e quant’altro sono in costante aumento del il 5% annuo circa: questo non solo rappresenta un dato allarmante, ma è indice un nuovo fenomeno sociale: la povertà dei padri separati, fenomeno di cui le istituzioni devono assolutamente farsi carico quanto prima. L’esercito di “disperati” è sempre più numeroso e il tutto a causa di decisioni assurde prese da giudici o per la situazione di crisi economica che non lascia speranza.

Di tutti questi problemi e delle possibili soluzioni si parlerà venerdì 8 maggio presso l’Urban center, Galleria Vittorio Emanuele 11, Milano alle ore 16.00 nel corso della presentazione del libro “Manuale di sopravvivenza per i papà separati”… conoscere il problema è un passo avanti per comprenderne i risvolti drammatici di una situazione in continuo aumento.

Fabrizio Fratus

PADRI SEPARATI

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