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Russia e Crimea : due grandi opportunità per le nostre imprese

Da quando, dopo al voto del 24 agosto 1991, una flottiglia di Falcon 20 ha portato illecitamente le bombe nucleari dell’Ucraina negli Stati Uniti d’America, in Crimea non s’era mai visto un momento di crescita come questo. Chi è furbo e vuol far investimenti, ne può approfittare.

Venerdì 20 marzo si è tenuto un incontro importante organizzato da Matteo Salvini, in cui si sono incontrati i ministri di Crimea e importanti imprenditori italiani.  Assieme a lui, ospiti d’eccellenza come  il viceministro per lo sviluppo della Crimea, il ministro per lo sviluppo economico ed il segretario particolare del ministro per lo sviluppo  della Crimea. Salvini ha affermato  che tra Crimea e Lombardia vi sono molte analogie a livello territoriale e che entrambi i paesi hanno bisogno di più investimenti nel settore agricolo. In Crimea, a differenza di quanto accade nel “bel” paese, gli imprenditori che vogliono dedicarsi al settore agroalimentari non sono distrutti dalle tasse e, soprattutto, oltre che trovare un mercato in forte crescita, sono anche agevolati da una serie di programmi proposti dal governo russo.

Claudio d’Amico, responsabile della Lega Nord per i rapporti con i partiti esteri, ha esposto i motivi che rendono la Crimea un territorio così allettante per gli imprenditori italiani. Innanzitutto l’ambiente: il suolo collinoso, verdeggiante e rigoglioso è favorevole per tutte le attività strettamente interconnesse con la natura, come quelle inerenti il settore turistico e quello agricolo. Il governo russo, infatti, vuole rendere la Crimea un polo d’attrazione, perciò si sta impegnando a promuovere il turismo. In secondo luogo la Crimea è una repubblica affacciata sul mare, quindi tutte le attività costiere o che necessitano di uno sbocco sul mare a fini strategici sono agevolate. 

Elena Abramova, vice ministro per lo sviluppo della Crimea (Federazione Russa) ha sottolineato che Simferopoli vanta un rapporto storico con l’Italia.  Il ministro della cultura in Crimea ha appunto  rivalorizzato l’intreccio storico tra Russi di Crimea ed Italiani in una mostra intitolata Gli Italiani in Crimea. Dalle flotte genovesi che intrattenevano scambi marittimi con la Crimea, i punti di sintesi ed arricchimento reciproco tra queste due culture sono stati moltissimi e ve ne saranno certamente di nuovi.

Nikolay Koryazhkin, viceministro per lo sviluppo della Crimea (Federazione Russa) ha confermato che il governo russo vuole impegnarsi a finanziare parte della ripresa economica della nuova repubblica di crimea. Ciò che si produce in Crimea può esser venduto in Russia senza alcun limite e questo è un ottimo modo per raggirare le scomode sanzioni ecomiche imposte dall’Unione Europea. Attualmente, oltre al turismo, il settore dell’ortofrutticola è in espansione e vi sono pochi rischi per gli investimenti imprenditoriali  in questo ambito. È un mercato sicuro, poiché i beni prodotti attualmente sulla penisola non sono sufficienti a soddisfare la richiesta da parte della Russia. Il settore dei macchinari agricoli è ancora carente, perciò gli imprenditori esperti in questo ambito sono ben graditi. Oltre al mercato agroalimentare anche quello turistico è in netta espansione: basti pensare che l’ultimo anno 4 milioni e mezzo di turisti russi sono andati a fare il bagno nel mare di Crimea, molto simile , per il litorale, a quello greco. L’interesse per le infrastrutture vacanziere è in continuo aumento.

Vadik Tretyakov, segretario particolare del ministro per lo sviluppo economico della Crimea, ha detto che le infrastrutture versano purtroppo in condizioni terribili. Attualmente vi è quindi un intenso programma per favorire lo sviluppo economico:  11 miliardi di euro sono stati investiti per migliorare il sistema pubblico, garantendo acqua potabile, energia e trasporti migliori.  Ha  spiegato nel dettaglio come la Federazione Russa aiuterà anche i privati che coglieranno questa grande opportunità lavorativa.

Attualmente è in corso un programma chiamato development & transportation industry che prevede:

  • Zona economica libera di crimea, che ha iniziato a funzionare nel gennaio 2015;
  • Agevolazioni fiscali e doganali per importare macchinari industriali senza pagare tasse doganali;
  • Facilitazione dell’ottenere i visti d’entrata per i partecipanti a questo programma;
  • Una nuova legge (calendarizzata per aprile) per facilitare la partnership tra Crimei ed Italiani.

Per far partire una piccola impresa in Crimea e partecipare a questo progetto, grazie alle agevolazioni che permettono di risparmiare fino al 30%, sono necessari solo 3 milioni di rubli, circa 50 mila euro. Fino ad oggi la Russia ha versato 66 miliardi di rubli , quasi un miliardo di euro, per agevolare le start-up nascenti in questo territorio.

Chiunque fosse interessato ad approfondire tale tematica contatti il nostro amico Max Ferrari da sempre attento alle questioni asiatiche.

Liliane Tami

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