CARROCCIO PADANO E BIROCCIO SICILIANO

O perché il Sud é pronto a scendere in campo con il “leghista” Salvini

Come direbbero a Canicattì, mettiamola giù subito semplice e chiara: Matteo Salvini è oggi all’orizzonte l’unico possibile leader del nuovo centro-destra italiano. Punto. Se volete, egli è – anzitutto, ma non solo – un leader “per esclusione”, semplicemente perché non possono esservene altri, nell’attuale panorama politico, che possano ambire a scalzarne la leadership.

Il ventennio berlusconiano è archiviato, Fini ed il colonnellume vario sono stati cancellati (da Berlusconi stesso) egli epigoni alfaniani, con annessi derivati, si sono autoemarginati. Tolti questi (e molti altri) dal cartellone del circo, chi rimane oggi a dar voce a quella numerosissima schiera di italiani che proprio non vuol saperne più niente di postcomunisti, eurotruffatori, cooperativisti della carità pelosa e vario altro ciarpame da salottino di sinistra radicalchic?

Se mai occorresse, ecco la controprova: guarda caso, all’indomani del lancio di Noi con Salvini, l’antico riflesso pavloviano è scattato immediato ed i più lesti a sferrare attacchi durissimi all’indirizzo della neoformazione politica non sono stati tanto i renziani, quanto, piuttosto, proprio coloro che guardavano con cupidigia alle sterminate praterie del voto cattolico e comunque moderato, affollate – secondo loro – di mandrie delle quali ambivano assumere la guida.

Peccato che, nella migliore delle ipotesi, quei pretendenti mandriani siano gli stessi buoni a nulla, affumicati da ideologie vacue ed inconsistenti, che da protagonisti hanno determinato lo sfacelo nel quale ormai tutti sfanghiamo; gente cioè, con residuo rate di credibilità politica profondamente sotto zero.

Ma c’è dell’altro: non è infatti solo il difetto di alternative che assurge Salvini al ruolo di “ricompattatore” agevolato e svelto del voto moderato.

Al di là dell carisma (che non manca), della verginità politica (che sussiste quantomeno in termini di confronto), dell’età (che è quella giusta, secondo la voga attuale) Salvini  convince e vince perché è l’unico a dire, con pragmatica  credibilità, cose di centrodestra ed a rinvigorirne il pensiero dell’elettorato, mentre ne scalda il cuore.

La strenua lotta contro l’invasione extracomunitaria caotica, irragionevole e quindi inaccettabile, lo strapotere delle lobbies ipocritamente buoniste che – non disinteressatamente, com’è noto – ne sono responsabili, la difesa chiara e netta dei simboli delle tradizioni culturali e religiose del Paese, la battaglia per il ripristino di condizioni normali di legalità e sicurezza, la sfida per riappropriarsi orgogliosamente degli spazi sottratti da tracotanti minoranze e dai loro spalleggiatori, la denuncia aperta e documentata della fregatura europeista e degli intrallazzi bancari e finanziari sovranazionali sono solo alcuni esempi di una visione politica ampia, ma non per questo meno efficace.

In sintesi, Salvini convince – per mezzo di una dialettica tanto semplice quanto stringente – semplicemente perché, come altrove Marine Le Pen, è rimasto unico interprete di idee e sentimenti assai più diffusi e permeanti di quanto i Fabio Fazio e le Lucia Annunziata vorrebbero credere e far credere. Piaccia o meno alla sedicente intellighenzia, la maggioranza popolare – che non è fatta di buoi – non pensa affatto che chiunque gradisca venire in Italia debba solo per ciò stesso esservi accolto, ospitato e stipendiato; e non ritiene neppure che sia accettabile – mentre le imprese collassano, l’aumento degli sfratti è un dramma ed Equitalia azzanna i cittadini italiani, criminalizzandoli – che i Comuni debbano pagare alloggio, acqua ed elettricità a gruppi organizzati di nullafacenti per scelta.

Salvini dice infine esattamente ciò che la maggioranza della gente pensa ed a questa opinione – sostanza della volontà popolare – dà forma politica, ma sopratutto trasmette la sensazione che un governo suo comporterebbe la fine di quelle storture.

Ecco, quindi, la facile soluzione dell’enigma che stupisce tutti gli slalomisti ed i contorsionisti della politica, la semplice ragione che conferisce estrema naturalezza alla sua rapida conquista della leadership del centrodestra.

Mancava solo un passaggio, ma lo ha appena intrapreso.

La Lega Nord aveva già provato, timidamente, a proporre liste e candidature al centro sud, ma senza successo.

Il “celodurismo” divertiva e piaceva; ma quel riferimento cardinale – il Nord – era indigeribile al Sud; persino per coloro (e ve ne sono) che riconoscevano la migliore capacità di governo delle regioni settentrionali, almeno rispetto al clientelismo ed agli sprechi che contrassegnavano l’agire delle amministrazioni meridionali.

Bene; ora non solo è sparito il riferimento al Nord quale stella polare del movimento, ma anche quella Lega si è liquefatta. E non si tratta di ipocrisie o convenienze elettorali, perché la difesa (sacrosanta, anche se nata ai tempi dell’Alberto da Giussano) delle specificità, delle autonomie, del territorio, è rimasta: volendo rimanere nella metafora medievale, quel che per il Nord è Pontida, in Sicilia si chiama Vespro.

Semplicemente ed intelligentemente si è compreso che la nuova comune condizione di eurosudditi, insieme con il flagello dell’invasione indiscriminata del Paese, ci ha reso tutti, al nord come al centro ed al sud, figli di un dio minore; hanno posto sul tappeto questioni di tale complessità ed importanza da relegare definitivamente in soffitta quelle campanilistiche precedenti.

Quando in gioco è la stessa sopravvivenza di una civiltà, il resto può attendere.

Ecco perché Carroccio e Carretto sono pronti a correre insieme appaiati. Ecco perché vedrete che anche al Sud Salvini sarà accolto da folle entusiaste e speranzose. Le stesse folle, giusto per chiudere il cerchio del ragionamento, che già avevano accolto Grillo come eroe della Patria. Ma Grillo – e lo si capiva da lontano – era solo invettiva veemente, vuota di contenuti; dietro Salvini si intravede la sostanza del programma sociale.

Ecco perché mi piace lasciarvi con un apparente paradosso: potrebbe essere proprio il “leghista” Salvini il padre della nuova unità d’Italia che – non lo si dimentichi – originariamente ebbe forma ideale di Federazione.

Nicola Barbera

Annunci

6 Commenti su CARROCCIO PADANO E BIROCCIO SICILIANO

  1. l’unico appunto che faccio a tutto il tuo discorso è purtroppo un appunto importante. Tu sostieni che il berlusca è finito… ma dove è finito…secondo te con cosa si mantiene in vita il mio amichetto Renzi? grazie a chi siamo ancora in questa situazione di cacca? se sei tanto gentile da buttar via per me due minuti, ti sarei molto grata riuscissi a spiegarmi com’è possibile che una persona, comunque giudicata colpevole di vari immondizzai, possa ancora decidere del futuro di un paese in rovina come l’italia…. Io avevo capito male evidentemente, pensavo che almeno per alcuni anni non avrebbe più potuto prendere decisioni politiche a nessun livello, e invece me lo ritrovo ancora fra le balle e come poi….

    Mi piace

  2. Credo pure io che Salvini sia l’unica soluzione (anche se non condivido la sua posizione sull’Euro). Il patto del Nazareno è un bollito stracotto, Renzi e Berlusconi perdono pezzi e sono costretti a sostenersi l’uno con l’altro, come due zoppi che camminano affiancati. Sono sempre più pessimista…

    Mi piace

  3. Io sono in quella “numerosissima schiera di italiani che proprio non vuol saperne più niente di postcomunisti, eurotruffatori, cooperativisti della carità pelosa e vario altro ciarpame da salottino di sinistra radicalchic”. Seguo il Talebano da tanto, condivido moltissimo (non tutto, ma è normale), ero in piazza duomo alla grande manifestazione della Lega. Borghi è un grande punto di forza pratico; M.Fini, visto anche con Salvini a un bell’incontro un annetto fa, può essere la mente.
    Ma la Le Pen non mi convince (pena di morte??), e Casapound è semplicemente da voltastomaco. Borghezio? No comment. Se questi sono la stella polare e i veri amici di Salvini… che faccio?

    Mi piace

  4. nicola barbera // 22 gennaio 2015 alle 09:23 // Rispondi

    In un paese dove il tuo amichetto Renzi, cosi l’hai definito e ora te lo tieni!, fa il presidente del consiglio, ogni cosa è possibile!
    Per il silvione stai serena….è finito!

    Mi piace

  5. nicola barbera // 23 gennaio 2015 alle 08:25 // Rispondi

    Ma no…..ero ironico anche io…scusa se ti ho dato un’altra impressione….

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: