FORZA ITALIA, LA RUSSA E I “COLONNELLI” LEGHISTI: ECCO I BOCCIATI AL CONVEGNO SULLA FAMIGLIA

Le urla becere di Ignazio e l'ingiustificabile assenza di Forza Italia. Ma intanto eravamo in duemila

Nonostante campagne diffamatorie, minacce e tentativi di censura, il convegno sulla famiglia organizzato da Regione Lombardia si è tenuto ed è stato un incredibile successo. Neppure l’interruzione organizzata ad arte da parte di un presunto studente gay, incredibilmente pubblicata da alcuni giornali ancor prima che accadesse (ah, lo “studente” è stato accreditato perchè membro di un ente pubblico legato al Ministero) è riuscita a mandare a carte e quarantotto l’iniziativa: oltre un migliaio di persone hanno riempito le tre sale che la Regione ha allestito per cercare di far fronte alla imponente partecipazione, e nonostante ciò diverse centinaia di persone sono rimaste fuori. In pratica, circa 2.000 persone accorse al convegno… roba mai vista, risultato storico soprattutto se comparato ai numeri della contromanifestazione di sinistra e lobbies Lgbt, che non hanno superato il migliaio di unità nonostante le aspettative di diverse migliaia. I pro-famiglia hanno battuto gli anti-famiglia per 2.000 a 1.000 scarsi.

MARONI E SALVINI PUNTO DI RIFERIMENTO CERTO SULLA BATTAGLIA DEL MOMENTO. Un successo tutto firmato Cristina Cappellini, l’assessore leghista alle Culture che ha avuto il coraggio di esporsi in prima persona – insieme al capogruppo regionale del Carroccio Massimiliano Romeo – per fornire un appoggio concreto alle realtà che si battono in difesa dell’istituzione famigliare come perno fondante della nostra società. Grazie anche al solido supporto di Maroni che, nonostante due settimane di veementi attacchi, non ha ceduto un centimetro, portando a compimento un evento da molti definito storico. Basti pensare che nella stessa Regione Lombardia, nonostante un ventennio di guida Formigoni, mai c’era stato il coraggio e la lungimiranza di organizzare una simile iniziativa. Lo ha fatto ora la Lega Nord, il cui leader Matteo Salvini non a caso è l’unico in Italia a battersi senza indietreggiamenti e ambiguità contro l’annientamento della famiglia da parte dei media e del governo Monti-Letta-Renzi, sostenuto ricordiamo anche da quel NCD che però – sabato pomeriggio – è accorso in massa al convegno, preoccupato di perdere la propria rendita di posizione elettorale sui temi etici (troppo spesso sacrificati per le poltrone) a vantaggio della Lega.

COLONNELLI LEGHISTI DA SVEGLIARE. E’ però noto che al suo interno Salvini abbia ancora un po’ di lavoro da fare: da un lato, le infelici uscite del consigliere regionale Cecchetti – già sconfessato dal suo leader quando pensò di concedere il patrocinio al Gay Pride – caduto con troppa faciloneria nella trappola di Repubblica, alla quale ha rilasciato dichiarazioni che dimostravano la non conoscenza dei temi che sono stati effettivamente trattati; dall’altro, la scarsa partecipazione della dirigenza leghista, ancora poco incline a dare una mano al suo leader nello sviluppo del progetto (tra i pochissimi ad essersi attivati, il segretario cittadino Iezzi e il capogruppo al Comune Morelli). Si trattava di un’occasione per sottolineare l’operato del proprio movimento, la vetrina è stata invece lasciata agli altri partiti per mettersi in mostra cercando di mettere il cappello, come ha fatto il Presidente del consiglio regionale Cattaneo, il cui discorso da campagna elettorale è risultato sgradito a molti partecipanti. Un ulteriore conferma dell’assoluta necessità – per Salvini – di costruirsi una nuova classe dirigente in grado di supportarlo con intelligenza politica, lungimiranza e dinamismo… altrimenti, presto arriveranno le difficoltà.

LE URLA BECERE DI LA RUSSA. Un altro vecchio volpone che ha ottenuto il suo minuto di gloria è stato La Russa, che ha deciso di alzarsi per inveire contro il ragazzotto che interrompeva la conferenza urlandogli “culattone”. Un attimo di folklore che dimostra la miopia di chi non riesce a capire come la ricerca individualista della visibilità mediatica possa danneggiare un’iniziativa importante per una comunità: risultato, il suo video finito ovunque e utilizzato per screditare un convegno che invece ha avuto un’impostazione contenutistica ineccepibile (con buona pace dei giornalisti che speravano nell’attacco ai gay).

FORZA ITALIA SI E’ NASCOSTA… E SEPOLTA. Unica assente ingiustificata nel parterre del centrodestra, Forza Italia. Nei giorni scorsi aveva risposto all’appello solo tramite le dichiarazioni del suo consigliere Gallera, prendendone clamorosamente le distanze… per il resto, solo silenzi imbarazzati per un partito ormai evidentemente alla frutta, senza più uno scopo che non sia la sopravvivenza fisica di Berlusconi per mezzo del supporto a Renzi. Hanno nascosto la testa sotto la sabbia, senza accorgersi che a furia di stare con la testa sotto la sabbia si muore di soffocamento. Meglio così.

Fabrizio Fratus

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2 Commenti su FORZA ITALIA, LA RUSSA E I “COLONNELLI” LEGHISTI: ECCO I BOCCIATI AL CONVEGNO SULLA FAMIGLIA

  1. La Russa ha fatto la figura del pirla

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  2. bipolare30551 // 20 gennaio 2015 alle 23:13 // Rispondi

    eri li evidentemente per poterlo dire con questa certezza, in questo caso però, mi sembra un pò troppo “essenziale” come commento, è solo questo che hai da dire di una situazione, di una manifestazione del genere? Forse non ti sei accorto di aver buttato via il tuo tempo o forse pensavi che La Russa fosse diverso? Allora hai perso tempo due volte…..

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