Eroici tentativi del padovano Bitonci di riscattare un Occidente devirilizzato

Non si tratta di essere contro gli altri, ma di essere a favore di noi stessi

Il neosindaco leghista di Padova, Massimo Bitonci, in queste prime settimane del nuovo incarico ha già preso due decisioni che hanno suscitato immediato scalpore negli adepti del pensiero politicamente corretto: prima ha annunciato che il comune padovano non avrebbe più concesso palestre comunali ai musulmani per festeggiare il Ramadan; poi ha diramato l’ordine di esporre i crocifissi in tutti i luoghi pubblici e nelle scuole della città.

Duri attacchi non solo dagli esponenti locali della sinistra, ma anche silenzi imbarazzanti all’interno della stessa Lega. L’unico ad appoggiare Bitonci è stato il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che ha dichiarato al Corriere Veneto: “È evidente che in un periodo di crisi come questo le priorità sono altre, ma il crocifisso è un simbolo. E per cambiare una città si passa anche da piccole battaglie che servono a lanciare un messaggio chiaro: questa è la nostra terra, voi siete degli ospiti e per restare qui dovete rispettare le nostre tradizioni”. Secondo noi Salvini ha proprio colto il nocciolo della questione: non si tratta di aderire a fantomatici “scontri di civiltà” di huntingtoniana memoria, ma semplicemente di farsi rispettare, ribadendo il nostro essere padroni a casa nostra.

Ciò che viene bonariamente definita tolleranza dai nostrani simpaticoni radical chic, è in realtà debolezza, come ben intuito dagli immigrati. Già nell’ormai lontano 2000 Guillaume Faye scriveva ne La Colonisation de l’Europe:

Se oggi la Chiesa cattolica non pratica più l’intolleranza inquisitoriale, non predica più la conversione universale e la cristianizzazione del mondo, ma si ripiega sull’ecumenismo e sull’apertura all’Altro, è del tutto semplicemente perché è declinante, perché il rapporto di forza non gioca più a suo favore così che la fede è cancellata dalla carità, e quest’ultima è sempre più secolarizzata e finisce per confondersi con i Diritti dell’Uomo […]L’Islam ci considera come una civiltà un tempo temibile, oggi svirilizzata, decadente, femminilizzata, omofilizzata, Attacca perciò.

Anche perché, parliamoci chiaro, l’identità reclamata dagli immigrati sul suolo europeo è una finta identità. Quest’ultima infatti non si compone solo di una precisa eredità storico-culturale, ma anche di una Terra. Pretendere di abbandonare quest’ultima, conservandone però usi e costumi, non è una richiesta identitaria ma semplicemente folkloristica; o, peggio ancora, è una richiesta strumentale per dare vita a “sindacati etnici” che sostengano i diritti dei poveri emigrati sfruttati dall’Occidente capitalista. Se veramente tenessero alla propria identità, non verrebbero qui da noi a sradicarsi, abbandonando il proprio paese ad un triste destino di povertà o sottomissione all’imperialismo yankee, ma combatterebbero per la propria Terra. Esattamente come fa il valoroso popolo Karen, da più di settant’anni in lotta contro il governo birmano ed i narcotrafficanti. Di questo popolo abbiamo il massimo rispetto e ci sentiamo appartenenti alla stessa barricata.

Chi invece viene a casa nostra, comportandosi da arrogante e volendo imporre la propria legge, non possiamo che considerarlo Nemico.

Alessandro Cavallini

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