PAESE CHE VAI, ETEROFOBIA CHE TROVI

L'annullamento delle identità sessuali ai tempi di Renzi, Marine... e della nuova Lega

L’effetto delle elezioni europee si fa sentire, eccome, dentro i confini dell’Europa. I risultati usciti dalle urne del Parlamento Europeo hanno infatti rideterminato gli equilibri politici non solo a Bruxelles, dove la nuova legislatura deve ancora prender corpo, ma soprattutto nei singoli Stati. Come confermano le notizie di attualità politica di due paesi simbolo: la Francia, teatro dell’incredibile successo del Front National; l’Italia, uno dei pochi paesi in cui la sinistra ha capitalizzato un ottimo risultato elettorale.

Nel primo caso, ciò ha portato ad un improvviso dietrofront del governo su uno dei temi più scottanti del momento: le rivendicazioni delle lobbies LGBT, che avevano dato vita per reazione ad fenomeno movimentista contrapposto – la Manif Pour Tous – in difesa della famiglia naturale. Un movimento che fin da subito aveva dovuto fare i conti con l’azione oppressiva dello Stato, mentre dall’altra parte si favorivano e si affermavamo iniziative e provvedimenti atti a promuovere la cosiddetta ideologia gender per l’annullamento delle identità sessuali, ossia della distinzione tra i sessi, perchè a suo dire mere costruzioni sociali (insomma, sei uomo perchè lo dice la società, non perchè la natura ti ha dotato di un pene). Ma il trionfo di Marine Le Pen ha cambiato le carte in tavola: il governo Hollande ha dovuto fare i conti con un crollo di consenso e con un sostegno al Front National giunto da tutte le aree della popolazione francese, da destra a sinistra. E così, un paio di giorni dopo le elezioni, il ministro all’educazione nazionale Hamon decide di bloccare il programma di divulgazione della teoria gender nelle scuole. Vittoria delle famiglie.

In Italia, invece, Renzi vince grazie ad un voto (o non voto) di opinione che non si accorge dell’importanza politica dell’appuntamento elettorale. In un momento in cui, anche qui, si entrava nel vivo del dibattito sul fantomatico problema dell’omofobia – tanto che la lobby gay nostrana per le elezioni creava un sito internet dove i candidati alle europee venivano schedati e segnalati in base al loro grado di opposizione alle rivendicazioni LGBT. E la Lega invece proponeva un referendum per l’abolizione della legge Mancino. Con il rafforzamento percentuale del PD, l’imperialismo LGBT è tornato a crescere: nelle scuole iniziano le lezioni pro transgender; il gay pride mette in programma una gara di freccette sulla sagoma di Giovanardi; il Comune di Milano inaugura orgoglioso un festival cinematografico incentrato sulla diffusione dell’annullamento dei sessi. Ognuno ha quel che si merita.

Registrata la mancanza di una contrapposizione forte da parte delle realtà (laiche ma anche religiose) storicamente avverse a queste derive ideologiche, in molti guardano alla nuova Lega. Che ha l’occasione di diventare il riferimento catalizzatore di tutti i difensori dell’identità di un popolo, della comunità nel suo significato più profondo. Per farlo, Salvini deve dare al movimento il coraggio di essere un baluardo granitico contro il pensiero unico; il coraggio di contrastare con forza la diffusione di un’ideologia che agisce con tutti i suoi bracci armati (omofobia, gay pride, adozioni omosessuali, coppie di fatto) per accerchiare a smontare pezzo per pezzo le fondamenta della nostra società, lasciando l’individuo isolato, con nient’altro attorno se non dei prodotti da comprare e consumare.

In fondo, gli omofobi non sono altro che i razzisti-brutti-e-cattivi… del 2014.

Vincenzo Sofo

(tratto da http://www.lapadania.net)

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1 Commento su PAESE CHE VAI, ETEROFOBIA CHE TROVI

  1. bipolare30551 // 20 gennaio 2015 alle 23:57 // Rispondi

    ammetto di avere addirittura “timore” nello scrivere ciò che voglio, ma lo penso e magari avrei solo bisogno di chiarimenti…chissà…Vediamo, sono grandicella vogliamo dire sessantatreenne? mia madre è stata un “pezzo grosso” della (all’epoca si chiamava cosi) Azione Cattolica di dove vivevamo, suppongo ne sapesse molto di famiglia di giusto e sbagliato, è sempre stata una “pia donna” Bene in casa mia fin da sempre ho assistito a discussioni su le varie razze e su i vari sessi, in quell’epoca esistevano solo maschio femmina e gay non eravamo dotati di altro. Mia madre è sempre stata dalla parte dei più deboli, diciamo delle minoranze, già cinquant’anni fa, perchè oggi vogliamo tornare indietro? non vedo come sia possibile per un bambino nato etero, anche piccolo, poterlo educare all’omosessualità. Forse è un mio limite….ma io, ad esempio, preferisco l’onesta intellettuale di dichiararsi gay, alle doppie vite di, purtroppo, tanti sepolcri imbiancati…. come non lo sapete? Veramente tanti….informatevi bene, sono più dei gay, sono quelli da condannare non quelli che magari nascono con gli occhi neri. Illuminatemi per cortesia, alla mia età è dura imparare giochi nuovi. Spero di non avervi rotto più di tanto. ma era indispensabile “un cappello”

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