Ucraina: tra i due litiganti la Cina gode. E l’Europa muore

Per giorni abbiamo silentemente seguito i vari dibattiti che si sono scatenati attorno alla vicenda ucraina. L’importanza della questione giustifica abbondantemente l’attenzione ricevuta, si pensi che c’è chi parla di una sorta di seconda guerra fredda. E con l’odore di guerra, vera finta fredda o calda che sia, parte il gioco delle tifoserie. Ultras di quanto sono nazi i rivoltosi, ultras di quanto fa social essere europeista, ultras di quanto ce l’ha duro Putin. Ultras della terza via, perchè la diritta via era smarrita.

Il punto di partenza è che se la popolazione si è ribellata, un motivo ci sarà. L’Ucraina di Yanukovich, che pur fu eletto democraticamente e con un buon consenso, era terra di corruzione e malaffare, mentre il cittadino medio vive con un reddito 300€ mensili. Anche se, niente di molto diverso dall’Ucraina della Timoshenko. Il problema è che il sacrosanto diritto dei popoli a ribellarsi e autodeterminarsi, è stato (anche) a ‘sto giro inquinato dalle infiltrazioni internazionali. Perchè si tratta di una terra dalla quale passano molti destini. E il possibile ingresso in UE da pretesto secondario è diventato tema centrale.

L’Ucraina è due paesi: una parte ucrainofona, un’altra parte russofona (tanto che quest’ultima addirittura fino a pochi mesi fa neppure aveva una delimitazione territoriale con la Russia). Una parte cattolica, una parte ortodossa. Per i riassunti storici vi rimandiamo ai libri, ma se considerate che i fattori linguistici, religiosi e culturali sono quelli che determinano una Patria, è facile comprendere come qui – di patrie – ce ne siano due (altra conferma di quanto il concetto di Nazione rappresenti poco più di una linea di confine). Ciò spiega anche il perchè di una politica molto indecisa tra est e ovest, spesso risolta in un democristiano “teniamoceli buoni tutti”. In pratica, un paese che successivamente al crollo dell’Unione Sovietica ha vissuto un perenne stato di limbo, combattuta tra la russofobia da trauma post-comunista, il legame storico/culturale con la sorella maggiore… e la tentazione di accodarsi agli atri paesi dell’Est Europa nell’apparentamento con il vicino Occidente apparentemente benestante. L’incertezza, ora che le superpotenze hanno bussato alla porta per chiedere da che parte sta l’Ucraina, è scoppiata in guerra civile.

L’Ucraina serve a tutti: alla Russia, per realizzare il progetto dell’Unione Euroasiatica da contrapporre all’egemonia americana. Agli Usa, per stoppare il progetto russo di cui sopra e soprattutto per indebolire l’Europa impedendole di diventare forza indipendente restando invece servizievole stampella. Eh già, indebolirla affibbiandole l’Ucraina… aumentando l’eterogeneità dell’UE e complicandole l’obiettivo di una stabilità armoniosa aggiungendole un paese debole e difficilmente conciliabile economicamente.

All’appello manca l’Europa. Dunque hai voglia a sbandierare terze vie di smarcamento dalle due superpotenze mondiali. La verità è che l’Europa si è dimostrata un’altra volta burattino alla mercè di interessi altrui. L’Europa non può essere oggi forza indipendente perchè – così com’è – non ha un interesse proprio. E’ l’aggregazione di strategie individuali che talvolta addirittura divergono. D’altronde, risulta difficile pensare che paesi come quelli scandinavi che dalla Russia sono autonomi (energeticamente parlando) possano trovare una strategia condivisa con paesi come quelli dell’est che dalla Russia dipendono totalmente. Finchè non ci sarà un’Europa Nazione ma un’Europa somma di nazionalismi, non c’è speranza. E così finiamo per esser causa e vittima della crisi ucraina.

Ma se dell’Europa non ci si può fidare, a qualcuno ci si dovrà affidare. E quel qualcuno, per quanto riguarda l’Ucraina, è bene che sia la Russia. La prima offertasi a pagare il suo enorme debito pubblico, e ancora l’unica intenzionata a farlo. L’aiuto offerto da UE e FMI, infatti, consiste in finanziamenti vincolati alle solite politiche di rigore (quelle della Grecia, per intenderci). La troika, appunto: il modello neo-europeo che ogni uomo di buona volontà dovrebbe consigliare di evitare. E che dovrebbe evitare. Dunque, anche noi, impotenti che non siamo altro, una riflessione a questo punto la dobbiamo fare… Usa o Russia purchè se magna? Beh, dato il declino in cui ci ha condotto il modello occidentale, forse è giunto il momento di guardare ad est.

Anche perchè, è arrivato il terzo incomodo: la Cina. Che mentre tutti l’Ucraina se la litigano, lei zitta zitta se la compra. Già l’anno scorso ha acquistato centinaia di migliaia di ettari di terreno ucraino e ora si appresta ad appropriarsi del 5% dell’intero paese. Sì, il cinque per cento. Terreno molto fertile e molto sottoutilizzato, sullo stesso modello di quanto ha fatto e sta facendo in Africa. Mentre noi rincorriamo la moneta virtuale, loro fagocitano la terra, l’unica veramente in grado di dar da mangiare. Mica scemi, i cinesi.

L’Europa, quindi, è necessario che si svegli. E con lei i suoi cittadini che – in primavera – avranno l’occasione di toglierla dalle mani dei tecnocrati. Altrimenti, continueremo a lanciarci in guerre imperialiste per contro terzi in giro per il mondo, senza accorgerci che non solo non riusciamo ad invadere proprio nulla, ma siamo in procinto di essere invasi. Dai musi gialli col pene piccolo.

Vincenzo Sofo

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