Quando c’era lui… era tanto tempo fa (confessioni di un antineofascista)

Sora-Gemma

A cena capita di parlare di tante cose e molte volte si parla del passato e del presente. E’ nata così, l’altra sera, la discussione tra amici su diversi temi… tra i quali l’adesione del gruppo di Sintesi Milano alla Lega Lombarda.

Con Nino, siciliano D.O.C., ci consociamo da oltre vent’anni. Lui ex dirigente del Fronte della Gioventù, io mina vagante del comunitarismo militante. Ho sempre creduto che l’esperienza del fascismo sia terminata con la fine della guerra: quanto avvenuto poi, il neofascismo, è noia… una rappresentazione negativa del peggio del ventennio, dando ragione a tutti coloro i quali hanno costruito fortune sull’antifascismo. Il neofascismo è stato certamente il peggiore sponsor del periodo mussoliniano. Ogni epoca ha motivazioni e idee diverse e oggi sono certamente molto poche le persone che possono rappresentare l’idea fascista.

Negli anni novanta ho avuto la fortuna di conoscere e parlare con Manlio Sargenti, colui che scrisse i 18 punti di Verona: abitava vicino a Piazzale 5 Giornate e i pomeriggi passati con lui assieme ad altri giovani ci fecero capire l’importanza del vivere le esperienze, del suo vivere il fascismo come attivismo, amore per la patria e fede nell’azione. Le sue parole, ricordandole, non hanno nulla a che fare con quanti oggi vorrebbero rappresentare quell’esperienza; già solo il fatto di definirsi di destra nega ogni aspetto rivoluzionario del fascismo e della sua storia. Grazie alla figura di Sargenti, il mondo con cui ho fatto politica si allontanò dagli stereotipi del neofascismo ricercando l’essenza del senso rappresentativo di molta simbologia (come il saluto romano).

Non rinnego nulla del mio passato, anzi lo rivendico e nel rivendicarlo voglio spiegare che non è l’etichetta ciò che è importante ma i valori rappresentati e vissuti dalle persone come dai partiti. Credo, e ne sono assolutamente convinto, che oggi vada difesa l’identità, la comunità e si debba ritrovare un senso sociale e socialista in ambito patriottico che, come ho avuto modo di dire spesso, è ben differente dal concetto di nazione.

La Lega Nord non è sicuramente un movimento con simpatie fasciste, ma come spiegato sopra, il fascismo non c’è più: restano i valori, modernizzati e decisamente attuali, raccolti attorno alla Tradizione, sulla quale noi comunitaristi dobbiamo essere vigili. Pur non essendoci una minima conoscenza di cosa fosse veramente il fascismo (la sua ideologia, le sue istanze e il suo spirito di base), molti – senza rendersene contro – condividono tante delle idee che vennero rappresentate da coloro che rappresentarono quel periodo storico.

Come molti amici ho spesso sbagliato ma oggi – come allora – credo ancora nella giustizia sociale, nella patria, nell’onore, nella responsabilità, nei doveri, nello spirito. È finita un’epoca, è ora di guardare al futuro, costruendolo e smettendola di pensare al passato.

Fabrizio Fratus

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