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Crisi umanitaria: l’Europa se ne lava le mani

di Vincenzo Sofo

Le note vicende del Maghreb e dei Paesi hanno creato una crisi umanitaria preoccupante, che tra le altre cose rilancia lo scottante tema dell’immigrazione. Si stima che nel prossimo futuro sbarcheranno sulle coste italiane centinaia di migliaia di nordafricani spinti dalla disperazione. Non che scelgano l’Italia perchè è il Bel Paese, si mangia bene e le donne sono belle… ma semplicemente perchè è il più vicino. Fungiamo da porto dell’Europa sul Mediterraneo.

Sembrerebbe ovvio che una simile situazione venisse affrontata in modo coordinato da tutti i paesi dell’Unione Europea, se si intende questa come una federazione di Stati uniti sotto principi, valori e politiche comuni. Perlomeno così ce l’hanno fatta intendere in tutti questi anni, per farci digerire il boccone: in molti ci sono cascati, mentre alcune popolazioni (evidentemente più intelligenti) hanno fin da subito fiutato la beffa e si sono mostrate restie a firmare il Trattato di Lisbona.

Tornando alla questione, fatto sta che l’Onu si è affrettato a sollecitare il sentimento di solidarietà dell’Italia, dicendo che ha il dovere morale di accogliere e non respingere questi poveri disperati. Giustissimo. Peccato che, in seguito, uno dopo l’altro tutti i paesi europei si sono defilati dicendo che – in fondo – i maghrebini sono arrivati da noi e noi ce li dobbiamo smazzare. Loro non ne vogliono sapere. La solidarietà a quanto pare non è per tutti, è per gli sfigati.

L’Italia è un paese con circa 60 milioni di abitanti, un territorio limitato, disoccupazione alta e bassa crescita economica. Tradotto vuol dire pochissime opportunità da dividere tra italiani e immigrati già presenti sul nostro suolo. Va da sè che non è assolutamente in grado di affrontare un imporovviso arrivo di altre centinaia di migliaia di persone in più (senza casa, lavoro, niente): non riusciremmo ad accogliere come si deve gli immigrati e diminuiremmo le possibilità di sistemazione degli italiani “a spasso”.

Diverso sarebbe il discorso se tutti i paesi dell’Europa decidessero di affrontare insieme lla crisi umanitaria, prendendosi ognuno carico di una parte di profughi sulla base della grandezza del proprio territorio e sulla propria struttura economica/sociale. Anche perchè ormai un paese Ue in difficoltà influenza la stabilità di tutta l’area. Ma, guardandoci attorno, notiamo che la Spagna di Zapatero respinge i barconi a suon di mitragliate, l’Austria ci fa la pernacchia, la Francia, la Germania e tutti gli altri fanno finta di non sentire.

Si metta il cuore in pace chi, con la caduta del Muro di Berlino, sperava nella creazione di un’Europa unita politicamente, militarmente, ideologicamente e sentimentalmente: l’Europa unita è servita solo alle banche. Amen.

1 Comment on Crisi umanitaria: l’Europa se ne lava le mani

  1. Visto che il blog è volontariamente provocatorio lo voglio essere anche io!
    Inizio della provocazione.
    Se il leghista fosse tedesco direbbe: “Questi italiani del cazzo…sempre a chiedere aiuti!”.
    Questi episodi ci vogliono forse suggerire che anche nel nostro piccolo ci dobbiamo sopportare perchè prima o poi tutti avranno bisogno di aiuto?
    Fine della provocazione.

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