Salvini bacchetta il Pdl per la gestione della questione-finiani

di Vincenzo Sofo

Il giorno dopo l’annullamento del vertice di maggioranza in vista delle elezioni comunali, le reazioni della politica milanese sono state diverse. La reazione spazientita di La Russa, che ha posto il veto sulla riunione dopo aver saputo che il sindaco Letizia Moratti aveva invitato anche l’assessore finiano Landi di Chiavenna (così come i leghisti Salvini e Morelli oltre che l’Udc) ha destato qualche perplessità.

La lezione di serietà arriva in primis dagli alleati della Lega Nord, che ancora una volta dimostrano di aver maggior  cura per il benessere della città rispetto ai dirigenti del partito di Berlusconi. Matteo Salvini infatti liquida la faccenda dichiarando di non aver alcun pregiudizio sugli esponenti di Futuro e Libertà e che, se intenzionati a contribuire alla crescita di Milano, non vi è alcun motivo per cui debbano essere lasciati a priori fuori dalla porta. Dalla Lega Nord, insomma, una lezione di buona politica basata sul giudizio degli alleati sulla base delle intenzioni e non delle simpatie.

Responsabilità politica che, a quanto pare, nel panorama milanese del Pdl appartiene soltanto – udite! udite! – alla Moratti…

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