PEDOFILIA E SICUREZZA NAZIONALE. IL CASO EPSTEIN HA APERTO IL VASO DI PANDORA
Per anni ci è stato detto che le “teorie sui servizi segreti” erano fantasie da romanzi di spionaggio. Oggi, i file di febbraio 2026 ci dicono il contrario: Jeffrey Epstein non era un finanziere, era un asset. Un intermediario del fango incaricato di raccogliere quello che in gergo tecnico viene chiamato kompromat: materiale compromettente per tenere al guinzaglio la classe dirigente mondiale. Non si può parlare di Epstein senza parlare di Robert Maxwell, padre di Ghislaine, morto in circostanze misteriose e sepolto sul Monte degli Ulivi con gli onori riservati ai grandi datori di lavoro dell’intelligence israeliana. I nuovi documenti del Dipartimento di Giustizia suggeriscono che Epstein sia stato “ereditato” da questa struttura.
L’Informatore FBI: Un documento appena rilasciato rivela che già anni fa un informatore sotto copertura si disse “convinto” che Epstein fosse un agente del Mossad.
Il Ruolo di Ehud Barak: Le decine di incontri documentati con l’ex Primo Ministro israeliano e i milioni di dollari transitati tra le loro fondazioni non erano “consulenze”. Erano i bulloni di un’architettura di sorveglianza che usava il sesso e la violenza sui minori come arma di controllo geopolitico.
Il tradimento più atroce, però, viene dall’interno. Com’è possibile che la CIA e l’FBI abbiano permesso a un uomo simile di operare per decenni? La risposta che emerge dai file del 2026 è agghiacciante: Epstein era protetto perché “apparteneva all’intelligence”. Il suo ruolo era quello di un pivot: un punto di snodo dove i segreti dei democratici (da Obama ai Clinton) e i vizi dei titani del tech venivano catalogati per garantire che nessuno uscisse mai dal seminato. Mentre l’Occidente punta il dito contro il Cremlino, con il Premier polacco Donald Tusk che ha appena aperto un’inchiesta sui legami tra Epstein e lo spionaggio russo, emerge un quadro di collusione totale. Se il Male ha una sede, è in quei video sequestrati (oltre 2.000, secondo le ultime stime) che ritraggono gli uomini più potenti della Terra in atti innominabili.
“Il ricatto è la moneta corrente del potere globale: chi possiede i video, possiede le decisioni politiche.”
Questo non è più uno scandalo sessuale. È la prova che i governi mondiali sono stati infiltrati e condizionati da una rete pedofila che rispondeva a logiche di sicurezza nazionale e supremazia straniera. Se i bambini venivano sacrificati sull’altare del potere, è perché per queste agenzie di intelligence l’innocenza è solo un danno collaterale. Il 2026 ci mette davanti a una scelta: accettare di essere governati da ricattati o pretendere lo smantellamento totale di questo sistema di ombre.
Fabrizio Fratus

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