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UNA LEGA A DOPPIA TRAZIONE?

Riceviamo dall’ amico Guido Keller e pubblichiamo. A voi la sentenza

La travolgente affermazione della Lega in Veneto non è solo un dato elettorale: è un segnale politico, un avviso (non solo agli alleati di Governo) alla nazione tutta. Da settimane – e ora sempre più con crescente insistenza – circolano voci interne tanto alla Lega quanto al MAC: si parla di una divisione strategica delle funzioni, di un modello organico e disciplinato, ispirato alla formula Csu/Cdu. Non più un partito monolitico costretto a mediare tra anime opposte, ma una doppia forza coordinata, unita negli obiettivi quanto distinta nel posizionamento.

Alcune indiscrezioni raccontano di una Lega del Nord che tornerebbe finalmente a fare ciò per cui è nata: difendere il territorio, le comunità produttive, il lavoro reale e non la speculazione “modello Milano”, essere il sindacato delle genti padane. A guidarla sarebbe Zaia, simbolo del radicamento amministrativo, della concretezza operativa, della capacità di portare risultati alla gente senza troppe conferenze stampa e zero teatrini.

Parallelamente, un’altra Lega – questa volta nazionale – emergerebbe con una chiara e reale impronta sovranista, viaggiando su un binario ideologico più netto, difendendo l’ldentità, la Sovranità Popolare, la sicurezza e l’Orgoglio nazionale. Una Lega che parla alla penisola intera, che non teme lo scontro mediatico e tantomeno quello culturale, che mette in discussione le briglie europee e il dogma globalista. Una Lega guidata dal “coppio”Salvini/Vannacci, perfettamente in sintonia con i militanti identitari e con il movimento culturale patriottico che agisce nel MAC.

Ed è proprio nella Lega Giovani e nei Teams più attivi del MAC — quelli fatti di persone che leggono, discutono, studiano ma soprattutto agiscono — si respira entusiasmo per questa possibile biforcazione funzionale: un fronte del territorio e un fronte della Nazione. Non un Giano bifronte ma due braccia dello stesso corpo, due aspetti di una stessa volontà politica: tutelare prima gli italiani, prima la nostra gente, prima i nostri.

Se questa visione strategica vedrà la luce, sarà la fine delle ambiguità e dei balbettii diplomatici che hanno logorato il partito Lega negli ultimi anni. Non più compromessi al ribasso, ma ruoli definiti: il Nord che difende le sue autonomie e il suo modello economico-sociale, l’Italia che difende la propria identità e il proprio destino. Così si costruisce un fronte compatto, così si crea una forza popolare adulta, così si torna a guidare come primus inter pares – non a inseguire – il dibattito nazionale. Combattere senza alcun timore per il futuro della nostra Patria.

Il vento sta cambiando. E non è un sussurro: è già un ruggito. E la rivoluzione è come il vento…

 

Guido Keller

 

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