CRONACHE ARCOBALENO

Si agita come un campanello d’allarme il compendio Sex Education in Public Schools: Sexualization of Children and LGBT Indoctrination, realizzato dal think tank statunitense Family Research Council. In cinquantuno pagine l’autrice, Cathy Ruse, passa in rassegna gli effetti concreti della diffusione dell’educazione sessuale nelle scuole degli Stati Uniti d’America, offrendo ai genitori zattere di salvataggio per far fuggire i figli dalla tempesta della sessualizzazione precoce e del gender.

Le lobby. Ricche

Secondo la Ruse, nelle aule scolastiche sono avvenuti cambiamenti radicali. Se un tempo, osserva, l’educazione sessuale consisteva in qualche rudimento di anatomia e nel rispetto del corpo proprio e altrui, oggi la materia è cambiata: vessilli arcobaleno, preservativi e questionari hot sono infatti presenze abituali in alcuni istituti pubblici, finanziati dunque dai contribuenti. «Gruppi di pressione internazionali ben finanziati hanno avuto un successo straordinario nel promuovere programmi di studio basati su un’agenda che punta a sessualizzare i bambini e a promuovere un’ideologia dei “diritti sessuali” tra i giovani», scrive la Ruse. In alcuni casi, rileva l’autrice, vengono dedicate al tema persino settanta ore di lezione nell’arco dell’anno, ovvero tempo prezioso sottratto a ben altro programma scolastico.

Banditi i libri di storia che ignorano gli LGBT+

Si facciano allora da parte Giulio Cesare, Dante, Napoleone o Abramo Lincoln: la storia che viene insegnata durante queste ore è quella del movimento LGBT+. «Tutte le scuole pubbliche di California, New Jersey e Illinois», si legge nel compendio, «devono insegnare ai bambini la storia degli LGBTQ». Addirittura in Illinois sarebbe vietato acquistare libri di storia che non includano una parte su questo argomento.

Menzogne ai genitori

Si punta molto sulla teoria, ma non viene trascurata nemmeno la pratica. Ecco allora che in alcune scuole dell’Indiana, annota la Ruse, «gli adolescenti vengono mandati a fare shopping di preservativi, con un foglio da compilare sul quale si confrontano marchi, prezzi e lubrificazione». Insomma, studenti prestati alla ricerca di mercato sui contraccettivi. A proposito di contraccezione, non manca lo spazio dedicato all’aborto. In alcune scuole si catechizzano le ragazze su come avere un’interruzione di gravidanza volontaria. Ma non solo. La Ruse afferma che in California vengono persino elargiti consigli su come tenere l’aborto segreto ai genitori, promuovendo, insomma, la calunnia all’indirizzo di mamma e papà. Un fatto grave, di fronte al quale sembra addirittura innocua la controversa scelta di una scuola dell’Indiana: organizzare gite nelle cliniche abortiste.

Planned Parenthood

La promozione dell’educazione sessuale nelle scuole, del resto, è promossa anche dal colosso degli aborti statunitense Planned Parenthood, attraverso il programma Get Real dedicato alle scuole medie e incentrato sull’omosessualità. In uno dei quesiti proposti agli studenti e citati dalla Ruse, si fa riferimento a una giovane di nome Brittany, impegnata in una relazione omosessuale, a cui la propria partner propone un rapporto orale. La mamma della giovane, tuttavia, non è d’accordo. Agli studenti viene chiesto come dovrebbe comportarsi allora Brittany. Se il principio da seguire è quello di mentire ai propri genitori, caldeggiato sul tema dell’aborto, la risposta “giusta” appare scontata.

L’ideologia gender

Altrettanto scontato, secondo i fautori dell’ideologia gender, il fatto che l’appartenenza sessuale non abbia fondamenti biologici. In un capitolo del volume intitolato Born in the Wrong Body?, «Nato in un corpo sbagliato?», si legge che «molte scuole pubbliche stanno iniziando a insegnare l’assunto radicale e anti-scientifico secondo cui il sesso biologico non ha senso, che alcuni bambini sono nati nel corpo sbagliato e che alcune ragazze hanno il pene». Secondo quanto racconta la Ruse, «gli insegnanti della Carolina del Nord ricevono una formazione completa su come introdurre i concetti transgender nelle menti di bambini molto piccoli». In Texas invece, precisamente ad Austin, alcuni genitori si sono lamentati dopo aver saputo che i loro figli, in classe, sarebbero stati edotti sui rapporti vaginali, anali, orali.

Consigli ai genitori

Lo scenario dipinto da questo libricino è impietoso. Eppure non tutto è perduto. Il Family Research Council offre ai genitori un modulo attraverso il quale è possibile esonerare i propri figli dalle lezioni di educazione sessuale. La Ruse precisa però che questo gesto potrebbe non essere sufficiente, perché spesso concetti imbevuti di ideologia gender vengono veicolati durante lezioni di altre materie. Ecco allora che si pone l’accento sull’importanza della relazione tra genitori e figli. L’esperta suggerisce «un sano dialogo tra madre, padre e figlio sulla bontà e la bellezza dell’amore coniugale». Un sano suggerimento, certo, anche se non sempre realizzabile: il numero di giovani dal contesto familiare problematico ‒ negli Stati Uniti come altrove in Occidente ‒ è molto alto. È per questo che rimane fondamentale il lavoro culturale, svolto non solo dalle famiglie ma anche da altri corpi intermedi, dall’associazionismo. La Ruse dice in proposito: «Dobbiamo sempre resistere agli sforzi culturali finalizzati a sminuire o deformare» la verità sull’antropologia e sulla sessualità.

Federico Cenci per ifamnews.com

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