Islam e Cristianesimo, un dialogo possibile

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Il Santo Padre Giovanni Paolo II, unico e primo Papa della storia a fare un mea culpa, chiese pubblicamente scusa, nel 1979, dei torti della Chiesa nella storia, a partire dal processo a Galileo, chiede scusa delle guerre di religione, che hanno snaturato il messaggio di Cristo, chiede scusa per l’integralismo che ha avuto la cristianità nel medioevo e così via.

Questo Mea Culpa, a dispetto del dogma dell’infallibilità papale, è un avvenimento storico che fa luce sulle nostre miserie perché laddove ci aggrappiamo più alle Idee che agli uomini la Luce della Ragione viene annientata.

Eppure il cristianesimo era sorto come religione di tolleranza.

Quinto Settimio Fiorente Tertulliano nel 197 dopo Cristo, uno dei principali apologeti e teologi cristiani, nella sua Apologetica, parla di tolleranza di religioni, e anzi  chiama delitto il voler imporre con la forza un credo a qualcuno.

 

 

 

 

 

 

 

Fortunatamente oggi non siamo più nel medioevo e l’attuale catechismo ufficiale della Chiesa Cattolica dichiara che: “La Fede è l’assenso libero alla verità che Dio ha rivelato” (Art.150) e che essa “deve essere volontaria; nessuno quindi può essere costretto ad abbracciare la fede contro la sua volontà. Infatti l’atto di Fede è volontario per sua stessa natura” (Art.160) e aggiunge che “questa convinzione sta alla base del suo dialogo con le altre religioni” (Art. 39).

D’altra parte non mancano segni di tolleranza nemmeno nella religione islamica.
Maometto è stato inviato da Dio esclusivamente come messaggero della misericordia per tutto il mondo (Corano, 21:107).
“Non c’è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall’errore.” (Sura II “Al-Baqara”) Forti sono, e ineluttabili, anche i collegamenti fra le due religioni e il rispetto per i Profeti dei testi sacri cristiani da parte dei musulmani.
“Facemmo camminare sulle loro orme Gesù figlio di Maria (…) Gli demmo il Vangelo, in cui è guida e luce. (…) Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso. Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità” (Sura 5:46-48)

Senza contare il potente simbolismo, perenne, che accomuna non solo Islam e cristianesimo bensì tutte le religioni dietro a quella che è stata chiamata la Filosofia Perenne, una serie di verità universali ricevute dai principali Profeti di tutto il mondo. Una fra tutte il mistero della donna velata, elevato e animico, esso ha assurto ad Archetipo dal mondo Indù a quello egizio, dalla Iside velata alla Dea Vesta latina, dalla Maria Vergine alla Dea Greca Afrodite, dal sari indiano al velo
islamico.

Chi può ancora credere che vi sia divisione se la Verità è una sola?

San Francesco d’Assisi, come è noto, in segno di questa apertura e di dialogo si recò nel 1219 in Palestina in occasione della quinta crociata per portare un messaggio di pace al Sultano e auspicare la fine delle ostilità fra Islam e cristianesimo.

Come San Francesco tutti dovremmo seguire il suo esempio e riconoscere che deve suscitare più paura l’assenza di valori piuttosto che la differenza di valori.

Emanuele Franz

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