DIO, TI PREGO, NON FARCI FARE LA FINE DELLA FRANCIA

Perchè da Robespierre alla Boldrini, ce la stanno mettendo tutta

Un mio amico e attivista politico di Nizza, circa un anno e mezzo fa, chiacchierando a proposito di immigrazione mi disse: quel che vedete in Francia ora è quel che accadrà tra 15 anni anche in Italia. La Francia è da sempre condannata a essere anticipatrice degli eventi dell’Europa, dunque c’è da guardare imparate e di conseguenza agire.

Raccontava di chi, come lui, vive nei quartieri popolari delle città di Francia e si ritrova tutto il giorno in mezzo a gente che parla una lingua che non è il francese e con usi e costumi che non sono quelli francesi, in quartieri che una volta erano francesi e che ora francesi non lo sono più. Che significa vivere in un quartiere in cui tu sei nato e vissuto ma che non riconosci più, nel quale ti senti spaesato accanto a persone che non capisci che cosa dicono e che cosa pensano. Ma che una volta messi lì, vogliono prendersi il loro spazio (proprio come i sudamericani al parco) in un quartiere che di spazio già non ne ha abbastanza. E la mancanza di spazio rende insofferenti gli uni e gli altri. E gli altri sono più abituati a sfogare l’insofferenza rispetto agli uni che ormai sono stati castrati. E la sensazione di vivere in mezzo a tutto ciò non è bella.

Una strage durante l’anniversario della Presa della Bastiglia, è la sintesi tragicamente perfetta di tutta la vicenda. Vola la mente a quel 14 luglio 1789, simbolo della Rivoluzione Francese e di quel “Liberté, Egalité, Fraternité” che sventolava insieme alle teste mozzate a suon di ghigliottina da Robespierre e dai giacobini per proclamare l’imminente avvento della Repubblica. E torna la mente a ieri, 14 luglio 2016, e alle tante teste mozzate dall’Isis e dai suoi miliziani in diretta live per proclamare l’imminente avvento del Califfato.

Una vicenda che parte dal 14 luglio 1789 quando la retorica della tollerante, progressista, laica, internazionale democrazia occidentale ha iniziato a piazzare tritolo sotto il suolo di tutta Europa. Distruggendo i valori fondanti dell’identità europea (famiglia, tradizione, spiritualità, ecc.), abbattendo tutte le forme di equilibrio sociale dei Paesi europei (lavoro, redistribuzione delle risorse, periferie, ecc.), adottando politiche estere mirate a destabilizzare molti paesi stranieri (Libia, Iraq, Siria, ecc.) anche attraverso la creazione di Bin laden, Isis & Co. per mantenere il dominio internazionale. Robe nelle quali la religione c’entra poco.

E che arriva al 14 luglio 2016 quando il terrorismo che abbiamo creato ci fa la guerra. E per farcela si rivolge ai suoi “paesani” che nel corso dei secoli abbiamo importato e che ora conoscono perfettamente il contesto europeo, puntando soprattutto su quelli diventati ormai dei perfetti borghesi annoiati. E per far sì che questi agiscano in un ambiente di consenso fomenta i suoi “paesani” che stiamo importando oggi giorno per motivi economici stipandoli nelle periferie. E per renderli guerrieri forti usa la carta dell’Islam che altro non vuol dire se non la carta dell’identità e dell’appartenenza, cose che noi europei non abbiamo più perchè barattate in cambio di una carta di credito. E per difenderci noi tiriamo fuori patetici gessetti colorati o status facebook perchè non abbiamo più niente. Non possiamo neppure più invocare l’aiuto di Dio, perchè dalla nostra società abbiamo scelto di cacciarlo fuori a pedate nel sedere.

La verità è che oggi la Francia non ha alcuna speranza. Nuove strategie geopolitiche, stop all’imperialismo, rispetto reciproco delle culture, recupero della nostra identità, cambiamento delle politiche immigratorie: niente che possa risolvere la situazione di ORA. La totale mancanza di filtri (accoglienza selvaggia, cittadinanza facile, multiculturalismo ossessivo, ecc.) ha fatto infiltrare talmente tanto il problema nel tessuto sociale che facendo sì che il terreno di battaglia sia il suo stesso territorio e l’esercito nemico sia la sua stessa popolazione. Per dormire sonni tranquilli, la Francia dovrebbe alzarsi e decidere di cacciare tutti gli arabi, africani, musulmani, maghrebini – buoni o cattivi che siano – e poi teste calde, psicopatici, mitomani e chiunque abbia solo il minimo sospetto che possa farsi venire la jihad. Impossibile. Altrimenti dovrà sperare che sia l’Isis (o i loro mandatari) a decidere di porre fine a tutto ciò.

La Francia è una vittima legata a una sedia sotto tortura e l’Italia rischia la stessa fine, perchè ripercorrendo la stessa strada della Francia, non può che arrivare alla stessa destinazione. E se pensate a quanto Nizza sia vicina da Ventimiglia e poi pensate a quanto Ventimiglia sia nel caos oggi, vi accorgete che in un futuro non troppo lontano – se non riattiviamo le giuste politiche – il bambino della foto potrebbe essere il vostro.

Vincenzo Sofo

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