La storia di un hipster ante-litteram affrescata dall’immenso George Orwell

Fiorirà l’aspidistra: la lettura-suggerimento di Andrea Pinketts

Il consiglio librario arriva dal grande Andrea G. Pinketts: davanti a un paio di birre allo Smooth, a Milano, gli ho chiesto cosa leggesse uno scrittore come lui. “Tutto, tutto” è stata la riduttiva risposta, ma dopo varie insistenze gli ho estorto un paio di titoli…

Fiorirà l’Aspidistra è l’Orwell che non ti aspetti. E’ la storia di un uomo, quasi trentenne, che ha dichiarato guerra al denaro. Gordon Comstock ha dichiarato guerra al consumismo, alla borghesia, al posto fisso, al commercio, alle aspidistre, innocue piante ornamentali simbolo del decoro della middle class, di chi desidera solo un buon lavoro e una vita tranquilla. Dichiarare guerra al denaro significa per lui rinunciare a tutto: a perseguire le proprie aspirazioni, ad avere una casa vera e propria, una famiglia, una vita dignitosa. Vorrebbe, nella vita, occuparsi solo di poesia. Per perseguire questa sua personale ideologia il protagonista lavora, sottopagato, in libreria, nonostante possa avere altri tipi di lavoro più remunerativi ma che comporterebbero una sua svendita al “dio denaro”. E il denaro è l’unica ossessione ricorrente, siccome tutto è condizionato dalla capacità di spesa: matrimonio, figli, perfino frequentare gli amici. Nella vita di Gordon c’è un unico amico, Ravelston, ricco letterato che condivide le sue idee ma si può permettere di professarle senza vivere in miseria; un radical chic ante-litteram, socialista che veste in maniera ricercatamente trasandata e prova pena per i “poveri”, incredibilmente identico ai nostri contemporanei gauche-caviar.

La risposta al cul-de-sac esistenziale arriverà dalla salvifica e quasi wagneriana Rosemary, donna fedele, paziente e amorevole, quel genere di donna che si è fortunati ad incontrare ed è mandata dal destino.

Gordon Comstock è un Peter Pan moderno, depresso e ingrato nei confronti del destino; ignorato, straniato, umiliato, immaturo ma anche genuinamente intransigente, orgogliosamente mai scroccone, arriverà a degradarsi sempre più per le sue tenaci convinzioni ideologiche. E’, a tutti gli effetti, il primo hipster stampato su carta.

Sullo sfondo, una Londra gotica tra le due guerre mondiali, afflitta da agghiaccianti disparità sociali e da un capitalismo feroce. Miserie umane si trascinano per le strade luride, storie pietose ricche di dettagli crudissimi. È straordinaria la capacità orwelliana di dipingere affreschi spettacolari, un’abilità stregonesca di evocare immagini e sensazioni, vera e propria manna per la fantasia di ognuno. Un altro tema, non eccessivamente approfondito, è la condizione dell’artista nella società capitalista e l’incapacità di mantenersi grazie alla loro arte; anche questo lo rende un libro straordinariamente, fottutamente attuale. Potremmo dire che questo romanzo è stato scritto ieri, un’impietosa analisi della società in cui viviamo. E’ la storia di un invecchiamento, di una maturazione. Un Bildungsroman che finalmente non si occupa di sbandamenti adolescenziali ma di approdi alla vera età adulta, ai trent’anni, alla dimensione familiare, alla tanto odiata medietas.

E’ il libro che andrebbe letto da una generazione intera, quella che ha avuto tanti grilli per la testa, per tutti quelli che credevano sarebbero morti giovani ma anche per quelli, e son tanti, che credono che il denaro sia tutto nella vita.

“(…) io ho dichiarato guerra ai quattrini. E questo è il risultato.”
Ravelston si stropicciò il naso, quindi si mosse a disagio sulla sedia.
“L’errore che tu commetti, vedi, sta nel credere che si possa vivere in una società corrotta senza corrompersi. Dopo tutto, che cosa ottieni, rifiutando di guadagnar quattrini? Tu stai cercando di comportarti come se si potesse restare direttamente al di fuori del nostro sistema economico. Ma non si può. Bisogna cambiare il sistema, o non si cambierà nulla.”
“Senti, consideriamo i fatti, innanzitutto” disse Gordon.
“Tu credi che io dovrei mettermi a cercare un buon posto, non è così?”
“Dipende dal posto. Penso che tu abbia perfettamente ragione a non volerti vendere a quell’agenzia di pubblicità. Ma mi sembra brutto che tu debba continuare a fare il misero lavoro che fai attualmente. Dopo tutto, hai ingegno. E dovresti sapertene servire in qualche modo.”
“Già, ci sono i miei poemi” disse Gordon, sorridendo al suo piccolo sarcasmo segreto.”

Per gli interessati: George Orwell, Fiorirà l’aspidistra, (trad. G.Monicelli), Mondadori, Milano, 1997.

Marco Bordonaro

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