Non morire democristiani

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Domani prendono il via i tre giorni del festival che tanto ha “sconvolto” i progressisti democratici a senso unico, in questi tre giorni si incontreranno diversi leader che hanno un progetto comune: l’Europa dei POPOLI.

Nonostante già ieri Il Talebano, con un ottimo pezzo di Vincenzo Sofo (https://iltalebano.com/2013/09/11/il-boreal-che-fa-rabbrividire-il-pensiero-unico/) abbia trattato la polemica, ritengo utile un’ulteriore riflessione da destinare a chi, purtroppo, non ha ben compreso da che parte stare, chi sono i nemici, chi gli alleati e quali – come in questo caso – i possibili “collaborazionisti” di una nuova EUROPA.

Il fatto in oggetto è risaputo: Forza Nuova, formazione politica che non rinnega il fascismo ma allo stesso tempo non si prefigge di restaurarlo, ha organizzato una festa invitando molti esponenti di movimenti e partiti che in Europa sono attivi con battaglie politiche contro l’Euro, le banche, le lobby economiche, l’immigrazione selvaggia, la difesa delle tradizioni, la lotta ai matrimoni omossessuali, la difesa della famiglia tradizionale.

Cosa è che allora spaventa? In realtà nulla, ma è la buona occasione perché tutto il “mondo” senza idee della sinistra possa riunirsi contro il comune nemico: il pericolo fascista che incombe sull’Italia. Va detto da subito ai progressisti un fatto straordinario: il fascismo è terminato oltre 60 anni fa e oggi nessuno prefigge la sua restaurazione. Nessuno, il problema del fascismo non esiste, è la solita invenzione mediatica. Non si vedono schiere di persone in camicia nera che marciano a destra e a manca, e soprattutto non si vedono opere architettoniche all’avanguardia, non si vedono proposte di legge a tutela dei meno abbienti, costruzioni di nuovi ospedali, di nuove case popolari per le famiglie povere, aiuti sostanziali alle famiglie giovani, politiche demografiche per la patria… non si vede nulla di tutto questo… va da se che il pericolo fascista non è imminente. Al contrario, grazie alle iniziative dei democraticissimi progressisti la nostra terra si sta impoverendo, la povertà aumenta, la popolazione diminuisce, le lobby hanno sempre più potere, le banche comandano e la democrazia è una farsa… ecco fatto l’incitamento al fascismo… o forse ho solamente riportato quanto facilmente dimostrabile?

Si spera che prima o poi i pregiudizi si sciolgano al sole e si lasci spazio alle idee e al confronto, ma non è di conforto quanto ha dichiarato l’assessore alla sicurezza di Regione Lombardia, Simona Bordonali, rispondendo in Consiglio ad una interrogazione presentata dal gruppo assembleare del Pd (i famosi progressisti democratici) sul raduno neo-nazifascista (accezione, nota bene, rifiutata esplicitamente dalla stessa Forza Nuova) europeo che si terrà questo fine settimana in Lombardia:

concordo con il Presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida, quando sostiene l’importanza di contrastare la propagazione di ideologie di stampo fascista con risposte di carattere culturale

Sarebbe allora interessante capire che cosa si intenda per “propagazione di ideologie di stampo fascista” visto che la maggior parte delle idee su cui si svilupperanno i dibattiti sono questioni condivise e combattute dalla stessa Lega Nord, movimento grazie a cui lei è assessore. Peraltro, di fronte all’argomentazione in questione, è facile obbiettare che la Lega Nord non è propriamente il miglior movimento con cui collaborare se si difende la costituzione italiana… Ben si comprende, dunque, come si sia trattato di un passo falso. Chi rappresenta e porta avanti il progetto leghista, non può rifarsi alla Costituzione e non può professare il contrasto di istanze tradizionaliste e identitarie.

Il segretario della Lega Lombarda, On. Matteo Salvini, negli incontri organizzati dal circolo Talebano, ha saggiamente definito il percorso ideologico del movimento da lui guidato (come indicato nell’articolo sopra citato): il fronte politico europeo per la costituzione dell’Europa dei Popoli passa obbligatoriamente da tutti i movimenti identitari, qualsiasi essi siano (destra, sinistra, centro, alto, basso)… valutando la loro visione del presente e del futuro, non del passato. Il cambiamentolo fanno i coraggiosi, non i democristiani.

Fabrizio Fratus

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