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GRUPPO WAGNER: COMPAGNIA PRIVATA O GRUPPO TERRORISTICO?

 

Siamo ormai abituati a pensare che nel mondo “moderno” le compagnie militari private siano impiegate non solo nel caso l’esercito regolare sia qualitativamente/numericamente insufficiente, ma anche al fine di facilitare la destabilizzazione dei paesi e le vicende in Mali, Burkina Faso e Niger ne forniscono riprova. Ciò, invece, a cui forse non eravamo “pronti” era immaginare che la Wagner fosse equiparata ad un gruppo terroristico.

Al Parlamento inglese è stata presentata una legge che intende riconoscere come fattispecie delittuosa il sostegno all’organizzazione. “La Wagner è un’organizzazione violenta e distruttiva che ha agito come strumento militare all’estero per conto della Russia di Vladimir Putin”, ha dichiarato il Daily Mail citando il ministro degli Interni, Suella Braverman. “Mentre il regime di Putin decide cosa fare del mostro che ha creato, le continue attività destabilizzanti del Gruppo Wagner continuano a servire gli scopi politici del Cremlino”, ha aggiunto. Il Ministro degli Interni britannico ha il potere di “mettere al bando” un’organizzazione che ritiene coinvolta in atti di terrorismo. Questa “proscrizione”, già applicata all’Isis, ovvero all’autoproclamato Stato Islamico e all’organizzazione jihadista Al-Qaeda, riconosce come reato penale il sostegno all’organizzazione. La legge renderebbe illegale sostenere l’organizzazione, per esempio organizzando riunioni volte a promuovere i suoi obiettivi, esprimere supporto per le sue attività o mostrarne i loghi e i simboli, e renderebbe possibile sequestrarne le risorse. “Il gruppo Wagner è stato coinvolto in barbari saccheggi, torture e omicidi”, ha dichiarato il ministro Braverman al Daily Mail.

Sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna schierano da anni, sui fronti più caldi del pianeta, centinaia di compagnie militari private come la Wagner formate da ex-militari e mercenari ed utilizzate, senza troppe remore, dal Pentagono dal Dipartimento della Difesa Usa, dalle maggiori agenzie di intelligence statunitensi così come dal Mod, il ministero della Difesa britannico affiancandole ai reparti regolari ma con compiti più specialisti. E, anzi, il costo di reclutamento di questi gruppi paramilitari la cui proprietà è quasi sempre celata in paradisi fiscali, è una voce molto importante e seria nei budget delle istituzioni dei due paesi. Sono ben 17 le compagnie militari private britanniche utilizzate spesso da Londra sui teatri di guerra più critici. E fra queste spiccano, per importanza, nomi come Aegis Defence Services e ArmorGroup.

Contemporaneamente i 331 deputati dell’Assemblea francese hanno votato all’unanimità una risoluzione per chiedere all’Unione Europea che il gruppo Wagner sia inserito nella sua lista di organizzazioni terroristiche. Anche la Francia utilizza ampiamente compagnie militari private e, peraltro, Parigi ha una grande e celebre tradizione in fatto di mercenari che, per efferatezza, non sono stati secondi a nessuno. Previste anche sanzioni finanziarie nei confronti del gruppo, che avrebbe quindi difficoltà a raccogliere fondi, prevede il Times. La risoluzione votata dal Parlamento francese ha invece lo scopo di “rafforzare” gli strumenti giuridici contro il gruppo Wagner. Aggiungerlo alla lista della Ue colpirebbe tutti gli stakeholder, le banche, che rendono possibile la sua attività”, sostiene Benjamin Haddad, deputato appartenente al partito del presidente Emmanuel Macron e uno degli autori del testo. La risoluzione non è vincolante ma invia “un messaggio politico e simbolico”, ha affermato Haddad.

La storia recente dell’Afghanistan ci ha insegnato quanto possa essere “pericoloso” equiparare realtà diverse. Nel gennaio 2019, mentre si studiavano le possibili condizioni di un accordo di pace, uno dei punti essenziali su cui si basava tale negoziato prevedeva la garanzia che i talebani si sarebbero impegnati concretamente a contrastare l’influenza di Al-Qaeda. Questo aspetto mi lasciò titubante in quanto i talebani non presentavano più la stessa identità mostrata al momento della loro ascesa e, negli anni, i loro contrasti con Al-Qaeda oserei dire si siano stemperati, in quanto le forze straniere hanno combattuto queste due entità come se fossero interscambiabili e rendendole di fatto un fronte comune alleato per contrapporsi alle ingerenze occidentali. Inoltre, i talebani stessi non sono più identificabili come una realtà unicamente afghana ma si pensava potessero aspirare al controllo dell’intera regione interessata; questo aspetto portò gli Stati Uniti ad avere minor incisività riguardo ad eventuali concessioni politiche.

L’esempio dell’Afghanistan sembra apparentemente lontano dal caso Wagner, ma ho il sospetto possa invece tradursi in un boomerang suffragato da superficialità storica ed antropologica. Sappiamo, infatti, che molti combattenti afghani o formati su suolo afghano si unirono alla guerra cecena, ma ciò che emerge da un dossier (la fonte non è verificabile, è fruibile con un’attenta ricerca sul web pertanto non mi assumo responsabilità nel caso riportasse asserzioni mendaci) dovrebbe risvegliarci dal torpore.

Come la guerra annunciata dagli USA all’Afganistan anche l’attuale guerra della Russia in Cecenia nasce da attacchi terroristici attribuiti a gruppi di fanatici islamici. Nell’autunno del 1999 attentati dinamitardi squarciarono le città russe e causarono 300 morti. Le indagini puntarono subito sulla pista del “terrorismo islamico”. A questo proposito riportiamo qui di seguito una parte del dossier realizzato dal segretario di PeaceLink Carlo Gubitosa dopo la sua missione di pace in Cecenia realizzata a metà dello scorso anno (nota bene: la data riportata è Monday, 24 Sep 2001 17:40:49 +0200).

In esso si legge: “Un pretesto con cui si è cercato di legittimare la seconda guerra in Cecenia è stata la “lotta al terrorismo” intrapresa dalla Russia nell’autunno ’99, in seguito alla serie di attentati dinamitardi che ha causato circa 300 vittime nelle città di Mosca, Volgodonsk, Vladikavkaz e Buinasks (…). Per quanto riguarda l’ondata di attentati terroristici che ha fatto da preludio alla guerra, allo stato attuale delle cose non ci sono prove che questi attentati siano stati organizzati ad arte per favorire l’ascesa di un potere autoritario. È un dato di fatto, tuttavia, che Vladimir Putin ha indubbiamente saputo sfruttare a proprio vantaggio lo stato d’animo creato nell’opinione pubblica dalle esplosioni terroristiche, indipendentemente da chi abbia commissionato e progettato queste esplosioni (…) Ho avuto inoltre la possibilità di esaminare un rapporto interno di una organizzazione non governativa, che evito di nominare per ragioni di sicurezza e di tutela delle fonti, un rapporto nel quale è scritto testualmente che “ci sono alcune prove circostanziali del coinvolgimento dei servizi segreti russi nell’organizzazione degli attentati terroristici che hanno ucciso più di 300 persone”. (…) L’improvvisa ascesa della popolarità di Putin, che si è posto davanti agli elettori come l'”uomo forte” in grado di mantenere l’unità della federazione e di reprimere il terrorismo, potrebbe essere proprio la diretta conseguenza della creazione artificiosa di questo “nemico esterno” che ha risvegliato nella popolazione il desiderio di un leader forte in grado di imporre l’ordine e la giustizia con il pugno di ferro”. L’attuale appoggio di Putin a Bush può essere pertanto interpretato e spiegato alla luce di queste dinamiche. Invito a leggere questo pezzo del dossier che, alla luce dei fatti attuali, appare quanto mai istruttivo anche per comprendere come l’Islam venga strumentalizzato da gruppi di potere per scopi inconfessabili.

 

Fu proprio Mosca ad intervenire incisivamente nel ginepraio siriano e, almeno così sembra emergere, a servirsi della Wagner per contrastare l’Isis e sostenere il governo di Bashar Al-Assad.

Alla luce di quanto emerso credo che sia ora lampante anche ai lettori meno “attenti” quanto sia pericoloso e complicato “scomodare” la “causa” jihadista, soprattutto se pensiamo che fonti non verificabili asseriscano che molti combattenti della Wagner siano ceceni. Mi auguro che la presa di posizione del mondo europeo si limiti alla creazione di un più proficuo terreno di indagine perché, nel caso ciò diventasse un’equiparazione ideologica, rischiamo di fornire al terrorismo jihadista un’arma devastante: la preparazione di una compagnia militare privata che, dal punto di vista tattico/operativo, ha poco da invidiare ad altri “colleghi” del globo.

Arianne Ghersi

Note:

1) https://it.euronews.com/2023/09/06/londra-anche-il-gruppo-wagner-nella-lista-delle-organizzazioni-terroristiche

2)https://www.secoloditalia.it/2023/05/terrorismo-londra-sta-per-inserire-anche-il-gruppo-wagner-nella-black-list-accanto-a-isis-e-al-qaeda/

3)https://lists.peacelink.it/news/msg00983.html

 

1 Comment on GRUPPO WAGNER: COMPAGNIA PRIVATA O GRUPPO TERRORISTICO?

  1. corrado marvasi // 16 Settembre 2023 a 10:14 // Rispondi

    La mutevolezza della situazione potrebbe indurre a miglior consigli i protagonisti della scena internazionale; ma le cose sembrano stare sempre in bilico, in un pericoloso bilico….

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