PER UNA RINASCITA CULTURALE

C’è chi vede la cultura divisa in due parti: destra e sinistra, incomunicabili e incompatibili. Osservazioni che provengono da studiosi e opinionisti di varia estrazione. Quasi tutti concordanti nello stabilire confini invalicabili. C’è però chi si avventura nella ricerca di inesistenti radici comuni auspicando che la destra possa avere pari cittadinanza e dignità di quella di sinistra e quindi si possa avviare un dialogo costruttivo. Non pare questa una prospettiva realistica, come non sembra condivisibile una schematica divisione fra le parti, se non nelle difese a oltranza di vecchie appartenenze. Se si osserva il problema con lucidità e obiettività ci si accorge che il termine cultura si è ridotto a vecchie e superate proposizioni sia a destra sia a sinistra. Il tramonto delle ideologie e la caduta di valori di riferimento, persi o sfilacciati con il tempo, hanno completato il quadro. Le vecchie divisioni descritte da vari studiosi,  come Stefano Zecchi e Marcello Veneziani, non reggono più. La cultura andrebbe ripensata e rifondata sulla base di nuovi metodi di analisi della realtà. Rivista nelle sue declinazioni con la tradizione da una parte e con il progresso dall’altra. Parole diventate vuote per effetto di un consumo indifferenziato, ridotte a moneta inutilizzabile, come direbbe Mallarmè. Andrebbero invece rese piene, come sostiene Lacan, per acquisire un nuovo significato, vero e autentico. Nelle istituzioni oggi esistono e si possono ritrovare solo “bolle” di sistema. Zone di potere condivise o subite, coltivate con solerzia e dedizione, ma senza sostanza e senza alcuna prospettiva futura. Farne tesoro per un approdo di salvezza e di ricomposizione non servirebbe a nulla e sarebbe un’ulteriore perdita di tempo. Basaglia, un medico coraggioso contro la segregazione dei malati, pur nella diversità e distanza dei temi, parlò e scrisse di “utopia della realtà”. Un invito a rompere schemi per addentrarsi in un nuovo campo di ricerca. Una espressione questa che evoca e richiama l’idea di progetto e di cambiamento. Proviamo a esplorare questo territorio del sapere. Proviamoci con animo libero e aperto. 

Roberto Ugo Nucci

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