SIAMO UN PAESE DI ANALFABETI FUNZIONALI

Tra i dati impressionanti delle analisi svolte nel nostro paese si evidenzia che una persona su 5 abbia come unico strumento di informazione e di conoscenza della realtà la televisione

Il nostro paese ha un tasso di analfabetismo funzionale molto alto. Ogni giorno 3 persone su 4 parlano di politica, lavoro, sport, religione e di qualsiasi altro argomento senza difficoltà apparente, ma in realtà ripetono quanto il loro cervello ha immagazzinato senza averne elaborato i concetti, in uno scambio di battute con un’altra persona. Infatti, non saranno in grado di ripetere quanto gli è stato appena commentato, non sono in grado di ricostruire il ragionamento appena presentato. Sono incapaci e non ne sono coscienti. La complessità della realtà oggettiva sfugge loro, riescono a percepire solamente alcuni semplici passaggi che vengono elaborati in modo soggettivo senza una reale capacità logica, razionale e riflessiva.

I livelli di analfabetismo funzionali sono diversi, variano dalla condizione di partenza e dal tipo di vita condotta a livello culturale. Meno formazione scolastica equivale a una maggiore possibilità di mancanza di comprensione del senso delle questioni affrontate, i fattori determinanti alla non comprensione di senso sono variabili e incidono in modo differente. Da civiltà della ragione siamo oggi divenuti una società delle emozioni come ha spiegato benissimo il filosofo Zygmunt Bauman nei suoi libri. Quanto sta succedendo è dettato molto dall’evoluzione della tecnologia che, semplificando moltissimo diverse azioni che necessitano di ragionamenti, contribuisce a diminuire le capacità logiche. Il processo è iniziato con l’utilizzo della televisione; facciamo un esempio semplice: prendiamo 100 persone e mettiamole di fronte a una tv a guardare i promessi sposi, nella stanza accanto altre 100 persone a leggere il capolavoro del Manzoni.

Nel primo caso le persone resteranno passive guardando la proiezione del film, il loro cervello guarderà e ascolterà senza creare praticamente nulla. Al contrario, i 100 lettori del libro, saranno portati a immaginare luoghi, personaggi, situazioni etc, creando pensieri nel proprio cervello, in modo differente l’uno dall’altro. Passiamo poi a una macchina come il navigatore, questo strumento ha diminuito diverse facoltà, se prima per viaggiare si dovevano conoscere strade (memoria) o si doveva essere in grado di comprendere le mappe sapendosi organizzare oggi, al contrario, digitato il luogo da raggiungere, si resta estranei ai luoghi dove si transita senza più nemmeno capire dove si giunge. Sono sempre meno le persone che collocano città da loro visitate nella regione di appartenenza e spesso nemmeno nel paese quando si esce dall’Italia.

Fabrizio Fratus per affaritaliani.it

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