ERDOGAN A CACCIA DI TERRORISTI

Nei giorni scorsi Ankara ha dichiarato di aver catturato Abu al Hasan al Hashimi al Quaraishi, il neo eletto capo dello Stato Islamico. Il suo predecessore, Abu Ibrahim al Hashimi al Qurashi, era stato neutralizzato dalle forze statunitensi a seguito di un raid aereo nel mese di febbraio.

La notizia è stata accompagnata da notevole scetticismo, suffragato dal fatto che lo stato anatolico ha sempre creato difficoltà (se non reso impossibile) alla stampa indipendente di poter effettivamente verificare quanto riportato. Il primo a diffondere quanto avvenuto è stato il sito turco OdaTV, seguito successivamente da Bloomberg che sembra aver potuto avvalersi delle confidenze di personaggi appartenenti alle alte sfere turche.

Quanto appena descritto dovrebbe, a rigor di logica, essere motivo d’orgoglio per la Turchia e, se ci limitiamo ad osservare il fatto in sé per sé, così è sicuramente interpretabile.

A seguito di un’osservazione più attenta, però, stona immediatamente il contesto in cui i fatti sono avvenuti. La Turchia si sta impegnando da tempo in operazioni mirate alla lotta al terrorismo, in particolare nel nord della Siria dove “gruppi terroristici” (così valutati da Ankara) si annidano e compromettono la sicurezza della zona. Numerose critiche a livello internazionale sono state poste a tale interpretazione, fino ad arrivare a giudicare l’operato turco come una manipolazione volta alla discriminazione in chiave etnica, quasi a voler compiere un mal celato genocidio. La zona nel nord della Siria è effettivamente quella maggiormente riconducibile alle azioni intraprese dall’Isis e fonti non confermabili descrivono ancora l’area come scenario protetto per il Califfato.

Sorge pertanto spontaneo chiedersi quanto l’operato turco sia spinto da un reale interesse nel sgominare cellule dello Stato Islamico o se invece queste operazioni siano uno specchietto per le allodole per poter compiere azioni riconducibili ad una “pulizia etnica” senza che il mondo abbia voglia o possibilità di intervenire.

Quanto descritto trova conferma nell’opposizione manifestata da Erdoǧan all’annessione alla Nato di paesi nord europei storicamente neutrali: Svezia e Finlandia. Agli occhi del leader turco, i due paesi sarebbero colpevoli di aver dato asilo ad importanti esponenti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), la sigla che maggiormente si spende per la causa curda. Gli Stati Uniti si trovano così a dover fare i conti con scelte miopi e prese “in fretta e furia”: nello sconfiggere lo Stato Islamico gli Usa hanno cercato e trovato appoggio militare e logistico da parte del PKK che, successivamente, è stato inserito nella “black list” delle organizzazioni terroristiche, lasciando in balia degli eventi un importante alleato. Questa amnesia, oggi, può rappresentare un caso diplomatico capace di fare scuola dato che Biden non potrà, date le prove inconfutabili, negare l’aiuto ricevuto ma, allo stesso tempo, sarà tendenzialmente conveniente non inimicarsi la Turchia. Quest’ultima è infatti membro della Nato e, in un momento di incertezza e di catalizzazione dell’attenzione mondiale sull’Ucraina, può trasformarsi in un importante interlocutore in Medio Oriente. L’ipotesi non è assolutamente utopistica: Erdoǧan ha da sempre l’abilità di saper sfruttare a proprio vantaggio il caos generato da conflitti in cui è scarsamente coinvolto.

Queste osservazioni dovrebbero farci comprendere come la distinzione tra “buoni” e “cattivi”, “aggressori” e “aggrediti” sia in realtà una concezione ibrida capace di essere totalmente ribaltata dall’interesse primario da perseguire nell’esatto momento storico.

Arianne Ghersi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: