LEGA: LA PAROLA D’ORDINE E’ FREGARE GIORGIA

Tra meno di un anno si voterà per le elezioni politiche, le più importanti e sulla carta il centrodestra è decisamente più forte con un notevole vantaggio che dovrebbe mettere al sicuro un governo di centro destra. Nella realtà, però, non è così. Diversi indizi fanno propendere a una possibile situazione per cui il prossimo governo possa essere ancora di tipo tecnico e soprattutto non di centrodestra. Nel fine settimana passato si sono tenuti gli stati generali di Fratelli d’Italia a Milano, Giorgia Meloni ha lanciato la sfida a Lega e Forza Italia, ha dimostrato la sua forza e lo ha fatto al nord proprio mentre la discussione per le regionali in Sicilia è sempre più accesa.

Ma cerchiamo di capire quale è la situazione semplificando: Matteo Salvini non ha simpatia per Giorgia Meloni e non vuole che sia la prossima candidata alla presidenza del consiglio per il centrodestra, ha cercato la via della fusione con Forza Italia ma i numeri spiegano che anche seguendo quella strada FdI resterebbe primo partito proiettando di diritto la Meloni alla presidenza. La situazione divine quindi ancora più complessa con Matteo Salvini ad attaccare la Meloni in quanto non è stato voluto alla Kermesse di Fdi. Nella realtà nessun politico del CD è stato invitato proprio perché in questo momento il CD non ha una strategia comune ed è ancora diviso con FI e Lega al Governo e FdI all’opposizione.

In regione Lombardia si vocifera che da oltre sei mesi Salvini e Giorgetti non si parlano direttamente ma tramite un assessore, la questione da risolvere è come limitare l’ascesa di FdI e di come riuscire a tenere in mano il prossimo governo nazionale senza dare la presidenza alla Meloni. La strada indicata da Giancarlo Giorgetti è quella di virare su una legge proporzionale e di creare le condizioni per cui dopo le elezioni non ci sia una maggioranza di governo di CD. Spieghiamoci meglio, l’idea è quella vincere le elezioni ma senza avere una maggioranza parlamentare in modo da dover accordarsi con i cespugli del centro che diventerebbero l’ago della bilancia.

Questa situazione metterebbe la Meloni in una situazione per cui: se non accetti il centro e un Presidente del consiglio che non sia tu consegni il paese ancora al PD! Se si verificasse una situazione come quella appena descritta FdI sarebbe in una situazione difficile, entrare in un governo con oltre il 20% e primo partito della coalizione vincente senza esprimere il presidente del consiglio (Giorgia Meloni) o provare ad aspettare il fallimento per un governo tecnico che faccia infuriare ulteriormente i cittadini? Saranno i  numeri e gli eletti a decidere le tattiche dei partiti ma certamente quello che ormai è chiaro a tutti è che la strategia della Lega è di non dare forza a una candidatura alla presidenza del consiglio di Giorgia Meloni.

Fabrizio Fratus per affaritaliani.it

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