EURASIA E TRADIZIONALISMO NEL PENSIERO DI GIUSEPPE TUCCI

“Per molti ma non per tutti ” recitava il noto slogan di un alcolico italico, dal sapore internazionale, qualche anno fa. Per molti ma non per tutti è il pensiero di Giuseppe Tucci: orientalista, esploratore, storico delle religioni, esperto di buddhismo, nonché, padre dell’eurasismo italiano.

Il termine eurasismo o, piu specificatamente neoeurasismo, indica una corrente politica rivoluzionario-culturale tesa a sottolineare la specificità del mondo russo e la sua proiezione in un contesto che attraversa la grande massa continentale Europea e Asiatica.

Nel dominio onnisciente del Qualunquismo Militante dove, mainstream, i tanti snocciolano teoremi all’abbisogna in tema con il colore dei propri calzini, qualcun altro studia silente e in punta di piedi.  Il concetto di Eurasia presenta declinazioni distinte e, soprattutto, italiane grazie all’opera del grandissimo orientalista Giuseppe Tucci (1894-1984) che fu tra i primi a parlare di Eurasia come di una koinè di popoli certamente molto diversi ma con elementi comuni.

Renè Guenon, con il filone degli studi Tradizionali, presenta la medesima sensibilità  che ritroviamo felicemente in Adolfo Morganti: si sostiene l’importanza di spostare un po’ più ad est il baricentro di uno studio attento delle tradizioni spirituali europee; ricordiamo anche, tassello importante, la dicotomia Terra e Mare carica di simbolismo che si sviluppa tra Post-modernità e Tradizione. e’ in questo ambiente che si sviluppa l’eurasismo italiano e specificatamente quello di Giuseppe Tucci. Esploratore specializzato nel Buddhismo Vajarayna che nel Tibet vede il suo baricentro (non a caso in un luogo considerato un perno dell’ Eurasia e di tutta la storia mondiale), Giuseppe Tucci non fu alieno da interessi geopolitici, come afferma santamente Alessandro Grossato. In questa ottica, infatti, appare di notevole interesse l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, I.S.M.E.O., fondato nel 1933 dallo stesso Tucci con la collaborazione di Giovanni Gentile.

L’I.S.M.E.O. svolse un ruolo importante nella storia culturale della nostra nazione ponendosi come interlocutore di prestigio negli equilibri mediterranei, delle aree africane sostenendo, del Vicino Oriente. Vide al suo interno protagonisti di assoluto rispetto come Juilius Evola, autore di importanti saggi sulle dottrine orientali e Pio Filippani Ronconi (allievo di Tucci ed estimatore di Evola).

Esploratore dell’ Eurasia, maestro di erudizione e di sensibilità religiosa  di sicuro interesse per il nostro think tank, Tucci seppe dare lustro al nostro Paese coniugando la mediterraneità con una visione più ampia e universale del mondo spirituale. Se oggi, come affermiamo ormai da tempo, il clevage è tra Tradizione e nichilismo come non ricordare l’opera di Giuseppe Tucci? Nella sua, sterminata, conoscenza ci ha aperto ai tesori della Tradizione: è proprio in questa prospettiva quello specifico orientamento geopolitico che vorrebbe rafforzare rapporti e relazioni con il mondo islamico. Non un rossobrunismo d’accatto o un esotismo cosmopolitca, bensì Solidarietà intensa e viva. Solidarietà a tutti i Popoli contro il Grande Reset che non può assolutamente essere generico ribellismo ma deve avere salde basi tradizionali anche in un maestro tradizionale di Eurasismo come Giuseppe Tucci.

Paolo Guidone

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