TRAME NERE E SEGGI VUOTI: ECCO L’ ITALIA TARGATA PD

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 30-09-2021 Roma Amministrative - Roberto Gualtieri ed Enrico Letta nel quartiere Primavalle Nella foto Enrico Letta Photo Roberto Monaldo / LaPresse 30-09-2021 Rome (Italy) Administrative election - Roberto Gualtieri and Enrico Letta in the Primavalle district In the pic Enrico Letta

Il tramonto dell’Impero è, ormai, epidermico. Come un vecchio Signore che delega alla vestaglia il suo ultimo ruolo, in tempi recenti, è stato al centro del dibattito pubblico la questione di possibili pericoli per la Democrazia. Quale Democrazia: quella dell’ Atene del mondo Classico o quella narrata mainstream? A dire dei pennivendoli del mainstream, una corrente di Potere alla canna del gas, sarebbe minacciata da “ombre nere”. “I neo-Fascisti sono tornati” si legge più o meno così, più o meno ovunque. Nulla da contestare a tutto un mondo del giornalismo che, liberamente, esercita il suo mestiere. A noi compete solo un piccolo giudizio sintetizzabile in un solo aggettivo: pennivendoli.

Le inchieste di Fan Page su presunti collegamenti tra le Destre radicali e le Destre istituzionali, e l’assalto alla CGIL avrebbe dato fiato a  fiumi d’inchiostro sul “avanzata Fascista” sulla democrazia italiana. Perché utilizzare termini, ormai, legati a contesti storici risalenti a quasi cento anni fa? Risulta anacronistico. Un po’ come parlare, oggi, di guelfi e ghibellini… E’ solo un Pensiero esercitato liberamente.

Ancor più arduo o ardito (a voi la scelta) è ricondurre un assemblato di immagini, alle linee di azioni di Fratelli d’ Italia o della Lega per Salvini Premier presenti in istituzioni repubblicane elette democraticamente.

Le proteste nelle manifestazioni “no green pass”, hanno una connotazione trasversale e la violenza anche una matrice anarchica. Ma ancor più curioso ci risulta il pulpito da cui viene la predica:il Partito Democratico. Questo soggetto politico, frutto di una complessa evoluzione del centrosinistra, appare aver divorziato dal suo novecentesco radicamento popolare. Il Partito Democratico, oggi, diventa una sovrastruttura progressista del turbo capitalismo: esso rappresenta il soggetto di riferimento di quello che, il politologo Colin Crouch, chiama “postdemocrazia”.

Da qui la risposta all’avversione al concetto di Sovranismo Identitario ovvero di difesa dell’italianità sia nella forma più nazionalpopolare che nazionalpopulista. 

Tale soggetto politico, esperto in retorica di circostanza, appare però sordo alle richieste del Paese reale: molte di queste, senza dubbio, complesse e spinose come il green pass e l’equilibrio con le possibili ripercussioni sociali. Sventola il solito atteggiamento supponente del tipico radical chic benestante e post-borghese sinistroide ma ben equipaggiato. Diciamolo pure, un atteggiamento irritante nella sua banalità che va a “toccare” una complessa realtà nazionalpopolare. Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra consenso e ruolo di governo: un partito egemone, che alle ultime elezioni del 2018 è stato sconfitto sonoramente, premia il centrodestra e il Movimento Cinque stelle.  La crisi di governabilità ha portato alla formula “giallo-verde” che è l’esito più conforme alla realtà popolare.  Certo non si può dire la stessa cosa del governo giallo-rosso e del governo Draghi, frutto di manovre di palazzo ma non votato dalla gente.

Ecco il quadro: la retorica antifascista, sul pericolo di piccole e non influenti realtà neofasciste, minaccerebbero la Democrazia e una realtà, come il PD, che ha radici nel comunismo (un altro riferimento anacronistico) non Democratico. Sembra un paradosso: chi minaccia e cosa?

La dimensione nazionalpopolare e repubblicana sembra essersi smarrita in un partito di potere, lontano dalla gente nel consenso e nelle linee politiche che avversa fondamentalmente il nazionalpopolare e nazional-conservatore in nome del “pericolo fascista”.

Credo che la cosa migliore sia: il ritorno al nazionalpopolare sia nelle forme culturali di un neo-patriottismo sia di attenzione alle concrete comunità territoriali

Paolo Guidone

1 Commento su TRAME NERE E SEGGI VUOTI: ECCO L’ ITALIA TARGATA PD

  1. Ruggiero Pasquale // 21 ottobre 2021 alle 03:00 // Rispondi

    L’Italia ha bisogno di uomini capaci di amministrare il Paese,non uomini sanno fare del populismo sfrenato e vuoto di contenuti

    "Mi piace"

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