ELEZIONI IN MAROCCO: PUNTO DI SVOLTA?

Election officials wearing face masks wait for voters inside a polling station, in Rabat, Morocco, Wednesday, Sept. 8, 2021. Moroccans are choosing a new parliament and new local leaders in elections reshaped by the pandemic. Candidates are promising to create jobs and boost Morocco’s economy, education and health care. The governing Islamist party is eyeing a third term at the helm of the government if it again wins the most parliament seats. (AP Photo/Mosa'ab Elshamy)

Le elezioni tenutesi in Marocco hanno portato ad un cambiamento netto dopo un decennio in cui gli equilibri fra i partiti sono sempre stati costanti.

Il “Raggruppamento nazionale degli indipendenti” (Rni) di indubbia ispirazione liberale, il cui leader è il ministro dell’agricoltura e della pesca Aziz Akhannouch, ha vinto questa tornata riuscendo ad occupare 96 seggi. L’Rni, che era già presente all’interno del governo, è sempre stato composto da tecnici. Le promesse fatte al popolo in campagna elettorale puntavano alla creazione di un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni, all’abbattimento della disparità di accesso all’istruzione per i residenti nelle città e nei villaggi, all’aumento salariale per gli insegnanti. È stato specificato che la politica estera si concentrerà sempre più sull’alleanza già esistente con l’Europa.

Ricopre un ruolo di spicco anche la moglie del leader del partito. Salua Idrisi Ajanuch è una donna d’affari famosa: è stata fondatrice del gruppo Aksal, che possiede il 50% di Morocco Mall, uno dei più grandi centri commerciali in Africa, e ha i diritti di franchising nel suo Paese di marchi mondiali, come Zara.

Per quanto riguarda i dati relativi agli altri schieramenti, ciò che emerge è la schiacciante sconfitta del partito islamico moderato “Giustizia e Sviluppo” (Pjd) che è passato dall’occupare 125 seggi agli attuali 12. Al contrario di quanto avvenuto nel recente passato e nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, la partecipazione al voto è aumentata sensibilmente facendo registrare un’affluenza del 50,35%.

Queste ultime elezioni assumono un valore politico internazionale importantissimo sia in termini di credibilità che nella dimensione mediatica. Negli stessi giorni in cui il mondo ricorda l’11 settembre 2001 e guarda con apprensione alla nascita di un Emirato in Afghanistan, il Marocco si conferma un paese con profonde radici democratiche tanto da poter essere individuato come unico esempio nel continente africano.

Re Mohammed VI è già fautore ed ispiratore di molte riforme. Infatti si possono menzionare grandi passi compiuti recentemente anche nel riconoscimento di molti diritti alle donne: il divieto dei matrimoni precoci, l’effettivo consenso al matrimonio, l’abrogazione della legge (art. 475 c.p.) secondo cui uno stupratore poteva sposare la vittima e rimanere impunito, sostegno all’istruzione, l’abolizione del “certificato di verginità”. Il Mudawwana, il codice di statuto personale marocchino è stato interamente riformato.

La figura di Re Mohammed VI è di fondamentale importanza, resta il punto di riferimento e fa da collante fra le varie componenti della società. La sua abilità è stata quella di anticipare certi fenomeni e di aver gestito il cambiamento con grande avvedutezza.

Le elezioni pertanto confermano l’effettiva intenzione di perseguire comuni progetti ed intenti sia da parte della monarchia sia dagli esponenti del potere politico eletto.

Arianne Ghersi

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