LE INTERVISTE TALEBANE: ALESSIO LIZZIO

La scritta "No Ddl Zan!", vergata con una bomboletta spray di colore nero, comparsa sulle strisce pedonali dipinte di arcobaleno per la Giornata contro l'omofobia, davanti alla sede comunale, Fiumicino (Roma), 18 maggio 2021. ANSA/ TELENEWS

La Vita è una splendida avventura, di quelle che vale la pena di percorrere a pieni polmoni da protagonisti. Ripeto a memoria i versi, mitici, di Caffè de la Paix di Franco Battiato: “Ci si risveglia ancora in questo corpo attuale dopo aver viaggiato dentro il sonno. L’inconscio ci comunica coi sogni frammenti di verità sepolte: quando fui donna o prete di campagna un mercenario o un padre di famiglia. Per questo in sogno ci si vede un pò diversi e luoghi sconosciuti sono familiari. Restano i nomi e cambiano le facce e l’incontrario: tutto può accadere. Com’era contagioso e nuovo il cielo e c’era qualche cosa in più nell’aria.

E’ proprio vero quanto la vita sia un caleidoscopio di emozioni che vanno assorbite e snocciolate come fossero esperienze strumentali ad una elevazione personale profonda. Una regola fondamentale sta nel vivere rendendo il tempo concesso un capolavoro. D’altronde che senso avrebbe vivere una vita piatta, povera di emozioni?

In questo vivace contesto si inserisce l’intervista ad Alessio Lizzio. All’interno dello studio sul neopatriottismo vi è il concetto di Homo Religiosus nell’accezione data da Mircea Eliade e Julien Ries.  Questo studio antropologico si riallaccia alla natura Tradizionale dell’ Uomo come mediatore tra il Cielo e la Terra. In tale logica, la natura dell’Uomo è parte di  una legge Divina, espressa in varie Tradizioni spirituali come Volontà di Dio o Dharma nelle dottrine orientali. Sotto questo aspetto va valutata la sessualità: essa è un insieme di emozioni o risponde ad altre logiche più ampie? Il pensiero unico progressista  liberal pare concentrato pienamente sulla dimensione materialista e sentimentalista in un individualismo sfrenato. Ma è questa la verità o è un ideologia? Per rispondere a questa domanda oggi incontriamo Alessio che, dopo un passato omosessuale, ritrova la Fede in Dio che gli dà la forza di iniziare una vita nuova. Sembrerebbe quindi infondata la visione che l’omosessualità sia una tendenza a “senso unico”.

Alessio, Vuole raccontare ai nostri lettori la sua esperienza? Nello specifico, la visione propagandata mainstream dai movimenti Lgbt sembra essere contraddittoria. Lei cosa ne pensa alla luce, anche, del rapporto tra  la dimensione sessuale e religiosa di un individuo?

Fede significa fiducia, affidarsi. Affidarsi ad un principio, Divino oppure di Vita, significa perdersi (nel senso buono) totalmente in Esso. Non c’è fede che non sia fondata sull’affidarsi a qualcuno o a qualcosa in modo radicale. Se salgo su un aereo ho fede che il pilota mi porterà a destinazione. Nessuno che non abbia questa fede, ha mai volato. Così la fede, dice la Bibbia, è “certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 1:11). Esattamente come quel passeggero che non vede né il pilota, ma di cui è certo che lo porterà a destinazione, né la destinazione, che sa comunque che esiste e che è raggiungibile. Vedi come l’uomo sia capace di riporre fede nelle cose di tutti i giorni? Allo stesso modo, quando mi sono affidato a Dio, quando ho avuto fede in Lui, ho creduto che Lui conosce il meglio per la mia vita, perché è il mio Creatore (esattamente come una mamma sa quando dare la poppata al suo bambino). Credere che non sia anche il Dio della mia vita sessuale o della mia sessualità, significherebbe non avere una vera fede in Lui, perché non mi starei più affidando a Lui e alla Sua parola, ma a me stesso e alle mie convinzioni. Così, ho passato tanti anni nell’omosessualità, ben dieci, credendo di essere nato così senza bisogno di un cambiamento. In questi 10 anni, sono diventato un frequentatore di chiese pro-gay dove si raccontava l’amore di Dio per la mia omosessualità o per il mio stile di vita. Questo cozzava, chiaramente, con la Fede giudeo-cristiana che, da Genesi ad Apocalisse, indica l’omosessualità come un comportamento peccaminoso e perverso da abbandonare se si vuole vivere nella luce di Dio ed entrare nel Regno dei Cieli1. Questo fu per me un periodo di fede finta, ero sulla strada sbagliata. Stavo, in realtà, riponendo affidandomi ad un dio creato a mia immagine e somiglianza.

Mi dicevo: «Va bene Dio e tutto, ma la vita sessuale sono fatti miei! Dio non ci può entrare!». I risultati erano visibili: schiavo della pornografia, dell’odio, della rabbia e un tentato suicidio. Affidarsi al Creatore significa avere fiducia in Lui, totalmente.  Affidarsi al Creatore significa avere fiducia nei suoi comandamenti e nelle sue leggi: Esse sono un atto d’Amore Cosmico non certo per fare il nostro male.

“Io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:11)

Quando un uomo ed una donna si sposano, cominciano a condividere ogni cosa, a dirsi tutto e a cambiare le loro abitudini, soprattutto, se queste non piacciono all’altro. Se i due decidono di amarsi, allora questo processo di cambiamento e rinuncia non sarà penoso, bensì piacevole, perché ha come obiettivo l’amarsi ancora di più per poter vivere insieme e fondare una Famiglia, trasposizione in Terra dell’Equilibrio e dell’Amore divino. Questo è quello che Dio vuole fare con noi!

“Chi mi ama” ha detto Gesù, “segue i miei comandamenti e il Padre mio lo amerà”. Quindi, la Fede in Dio è una relazione d’amore reciproca nella quale Dio ha mostrato il Suo amore mandando Gesù, figlio suo, a morire per noi in croce! Noi, in cambio, Gli affidiamo il nostro cuore e la nostra vita.

“Quando ero celibe, uscivo con gli amici e rincasavo nelle mattinate, ma se ho dei figli non posso più farlo”. Così, una vita con Dio trasforma tutto il nostro essere e questo riguarda anche la nostra vita sessuale. La vita religiosa  è propagandata, nell’immaginario collettivo, come una vita noiosa ricca di penitenze. Mainstream la rappresentazione classica del religioso, che sia laico oppure no, è quella di un uomo staccato del mondo reale che si perde in ore di preghiera e di nenie ripetute a memoria. Nulla di più fuorviante! Questa non è la vita con Gesù! Da quando l’ho ricevuto nel mio cuore, chiedendogli perdono e battezzandomi, la mia è una vita avventurosa. Non esagero, lo è nel senso pieno della parola!

Da 7 anni predico nelle strade, ho viaggiato in più di 10 Paesi per parlare di Lui! Vivo la mia opera con spirito di comunità: l’impegno è una missione di Carità in Italia e all’Estero. Quando seguiamo Gesù, Lui ci fa riscoprire la nostra unicità, il fatto di essere stati creati per fare il bene e per condividere quello che abbiamo non solo materialmente. La nostra vita non è più nostra, egoista ma diventa una Luce per il mondo, una Luce che caccia via le Tenebre e la sofferenza che sembra non avere un fine.

L’uomo di ogni tempo, ma specialmente quello di oggi, si fa troppo guidare dalle emozioni. Le emozioni sono ingannevoli ma soprattutto transitorie: non possono essere il fondamento di una vita giusta ed integra. Ecco perché è giusto seguire la Regola dell’Amore di Dio: un uomo sposato, con una famiglia, può essere attratto da una donna che non è sua moglie! L’istinto, senza Regola, porta al peccato. QuilAmore di Dio e per Dio farà da companatico a combatte tali tentazioni. Cedere alle Tentazioni, diversamente, significherebbe distruggere qualcosa di importante: tradire una donna alla quale si è promesso amore per la vita e infrangere il cuore dei suoi figli. L’uomo maturo, spirituale, deve dunque nutrire l’amore per il volere di Dio e non seguire l’istinto che risulta spesso essere ingannevole.

Oggi mi sento di affermare che sono grato a Dio per avermi liberato dallo stile di vita che seguivo, dalla pornografia, da una vita vana concentrata sulle cose passeggere e materiali. Pensavo non fosse possibile, ma per Dio tutto è possibile. La narrazione mainstream ha convinto tanti che l’omosessualità è irreversibile, che esiste un gene gay (cosa che la scienza non ha mai affermato) e che quindi è uno status irreversibile. Nulla di più falso. Siamo migliaia gli LGBT che ogni giorno scelgono di affrontare la realtà e la verità, nella grazia di Dio Padre. Tanti gay sono stati vittime di abusi sessuali nell’infanzia, tanti vengono da famiglie disfunzionali, da genitori divorziati; tanti altri soffrono di profondi complessi di inferiorità come uomini o donne, tanti non erano voluti dai loro genitori, non hanno sentito l’amore paterno o materno. I traumi possono essere innumerevoli. Altri lo sono diventati guardando pornografia, una vera e propria piaga che genera dipendenza e tante disfunzioni. Ma non c’è nulla che il Messia non possa guidare per amore dell’Uomo, suo figlio e Creatura alla ricerca della vita eterna.

Da 7 anni non ho relazioni omosessuali e non sento il bisogno di averle. Gesù ha liberato il mio cuore da un forte complesso di inferiorità come uomo, dalle ferite che portavo nel cuore. Oggi non sono etero, ma semplicemente un uomo. Il mondo ha inventato le etichette eterosessuale e omosessuale, affinché il sesso stia sempre al centro, costituisca l’identità di una persona. Invece, in Genesi è scritto che Dio ha creato l’uomo e la donna.

Un uomo sano e appagato nella sua mascolinità e nella sua identità non ha bisogno di completarsi con un uomo ed una donna sana e appagata nella sua femminilità non avrà bisogno di completarsi con una donna (il che è infatti fisiologicamente e biologicamente impossibile, e si spiega anche con l’altissima promiscuità sessuale degli LGBT rispetto ai non LGBT e all’alto tasso di depressione, pensieri suicidi, uso di alcol e droghe tra gli LGBT proprio nei paesi più gay friendly del mondo).

Prego ogni ogni giorno affinchè Dio Padre realizzi la mia speranza: dare equilibrio e luce a tante anime, che come me un tempo, l’avevano smarrite, illuminandoli con lo Spirito Santo. Posso Iddio renderli sensibili al suo amore infinito. Soltanto in questo modo potranno capire, come nella mia esperienza, la differenza tra l’amorevole carezza di Dio e quella forma istintiva di pulsione terrena, peritura e superficiale.

Paolo Guidone

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