CRONACHE SOVRANISTE: LA CARTA DEI VALORI EUROPEI

Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una caccia spietata contro questo spettro: Bergoglio e Draghi, Macron e Merkel, radical chic socialisti e falsi popolari. Per la prima volta, le prossime elezioni europee vedranno la contrapposizione tra i difensori di questa vecchia Europa e le forze politiche sovraniste che stanno avanzando in tutti i Paesi e che lottano per una nuova Europa. Il sovranismo è ormai riconosciuto come potenza dalle potenze europee. E’ pertanto giunto il tempo che i sovranisti espongano apertamente il loro modo di vedere e i loro scopi e che, alla fiaba dello spettro, contrappongano un Manifesto sovranista.

È quanto afferma Paolo Becchi in Manifesto Sovranista – Per i Diritti dei Popoli Europei. La Carta dei valori europei, ovvero, il manifesto dei Sovranisti è legata alla creazione al Parlamento europeo di un gruppo sovranista e identitario che potrebbe contare circa 115 deputati, favorita dall’ uscita di Orban dal PPE. In tal caso Strasburgo vedrebbe costituirsi la terza formazione dopo i popolari e socialisti. Il documento è una giusta dichiarazione di resistenza alle derive tecnocratiche e plutocratiche della UE che riafferma i diritti degli stati nazionali.

Alla luce degli eventi, appena narrati, è opportuno esprimere delle riflessioni mossi da una sensibilità comunitarista e neopatriottica.

La prima innanzitutto: la svolta centrista o, meglio, democristiana, della Lega che ha avuto l’ apice nell’ adesione al Governo di unità Nazionale presieduto da Mario Draghi, non compatibile con l’iniziativa sovranista (almeno nella componente che ha come capofila Giorgetti). 

La carta rivendica, santamente, il ruolo Cristiano delle radici dell’Europa. Dopo l’impero Romano l’unica cosa che ha saputo tenere saldo il continente europeo, dotandolo di una Identità propria e condivisa, è stato il Cristianesimo ma, nonostante ciò, sarebbe limitativo legare un più complesso fenomeno della secolarizzazione al ruolo seppur nefasto dell’ eurocrazia. La questione poi si complica. Potremmo dirimere la questione ricordando che alcune Tradizioni Sapienziali trovano la soluzione nei cicli cosmici ma non ci sembra il caso. Allora è opportuno fare una analisi profonda che dia una risposta esaustiva.

Anzitutto è importante combattere l’individualismo opponendo un antidoto metapolitico.

La Famiglia si sfalda. Si sfaldano legami cosmici, si sfalda il legame con la Legge Naturale e, ancor più paradossale, si sfalda il concetto stesso di legame. Riguardo al Nazionalismo moderno, poi, noi ci siamo già espressi da anni: nel nazionalismo e nel nazionalpopulismo (a cui abbiamo già dedicato un articolo) vi sono elementi identitari ma distorti dai principi delle varie rivoluzioni borghesi. E’ giunto il momento di ripensare lo Stato Nazione: da un lato, riscoprendo e integrando i principi nazionalitari, dall’altro è opportuno non confondere l’euro-globalismo dall’importanza dei grandi spazi e della comune appartenenza alla Civiltà Europea.

Opportuno, poi, è ricordare che per opporsi all’euro-globalismo ci vuole un articolato progetto e una classe dirigente adeguata: il Populismo, pur portando avanti giuste istanze dei diritti dei popoli, tende un po’ troppo a fare il surf tra gli umori della piazza e la real-politilk di Palazzo. Sono questi gli andazzi, non privi di trasformismo, di cui necessitiamo?

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